Come coltivare pomodori biologici

Coltivare pomodori è sicuramente una delle pratiche più diffuse dell’agricoltura italiana, essendo il pomodoro il re degli ortaggi, sicuramente quello più utilizzato nella tradizione della cucina mediterranea. Coltivare pomodori in maniera biologica è una sfida possibile, e darà ai nostri contadini in erba grosse soddisfazioni. Parliamoci chiaro, il gusto di un pomodoro biologico coltivato da sé, non ha paragoni con quello che troviamo al supermercato, magari pagato a caro prezzo.



In questo articolo parleremo di tutti gli aspetti tecnici che ci consentiranno di coltivare pomodori biologici, rimandando ad una seconda puntata per l’indagine delle malattie del pomodoro, e di come attuare la difesa biologica.

Coltivare pomodori nel vostro orto biologico

Cenni storici

Il pomodoro ha origine nella civiltà Azteca, e nasce in una fascia di territorio che va dal Cile, al Perù, all’Ecuador. In Messico veniva considerato inizialmente come una pianta infestante che cresceva nel mais, ma ben presto ci si rese conto che migliorava la produzione. I primi a coltivarlo furono gli Indios, abilissimi agricoltori, che misero a punto un sistema produttivo basato sulla sistemazione del terreno e la regimentazione delle acque, in grado di competere con l’agricoltura moderna. I primi a portare in Europa i pomodori furono gli Spagnoli e da lì arrivò in Italia, dove trovò le condizioni climatiche ideali per la sua diffusione.

Varietà, scegliere quella giusta da coltivare

Come abbiamo visto nell’articolo “come progettare un orto”, il pomodoro è un ortaggio che appartiene alla famiglia delle solanacee. Attualmente esistono centinaia di varietà e scegliere quella giusta da coltivare non è semplice.
Dal classico tondo liscio, al costoluto, al cuore di bue, al san marzano, al ciliegino, al datterino, al pero, al piccadilly, quando si tratta di coltivare pomodori nel nostro orto abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.

Coltivare pomodori - diverse varietà
Le diverse varietà del pomodoro

L’ideale sarebbe prediligere sempre sementi di varietà autoctone o comunque diventate oramai locali, che già possiedono nel loro bagaglio genetico l’adattamento alle condizioni climatiche della zona in cui andranno a crescere; se siete coltivatori inesperti e ancora non sapete come reperire le sementi giuste, conviene decidere di coltivare pomodori di varietà più rustiche e resistenti, come ad esempio il pomodoro ciliegino o il tondo liscio.
Altra idea può essere quella di coltivare pomodori di varietà diverse, sia per testare come si comportano nell’eco-sistema del nostro terreno, sia per avere periodi diversi di raccolta, non tutte le varietà infatti, producono i propri frutti con gli stessi tempi. In questo modo faremo esperienza e sapremo con maggiore certezza quale sarà la varietà di pomodoro migliore da coltivare l’anno successivo.

Come preparare il terreno per coltivare pomodori biologici rigogliosi

Per ottenere una florida coltivazione di pomodori occorre preparare adeguatamente il terreno. Coltivare pomodori richiede un’elevata quantità di sostanza organica nel nostro terreno, l’ideale sarebbe utilizzare nei mesi autunnali il letame di animali allevati biologicamente, stenderlo uniformemente sul terreno vangato precedentemente, e lasciarlo riposare per tutto il periodo invernale. Circa 1 mese – 20 giorni prima del trapianto delle piante, il terreno letamato va ulteriormente lavorato, in modo da ottenere un composto uniforme ed equilibrato.
Il letame più usato è quello di mucca, quello più potente è quello di gallina, che bisogna utilizzare con molta attenzione, se non si vuole rischiare di bruciare le coltivazioni per un eccessivo apporto di azoto.

Coltivare pomodori - letame di mucca
Letame di mucca

Se l’approvvigionamento di letame animale fresco o secco può essere difficoltoso, un’alternativa pratica ed economica è l’utilizzo di letame pellettato o stallatico pellettato, che ha le stesse qualità organiche del letame, è maturo al punto giusto, è facile da distribuire sul terreno, si applica poco prima del trapianto ed facile da reperire sia nei negozi specializzati che in rete (se vi occorre potete tranquillamente ordinare l’offerta che trovate a questo link e che ha un buon rapporto qualità-prezzo).

Coltivare pomodori - letame pellettato
Letame pellettato

Una raccomandazione, valida in generale: quando effettuate l’acquisto di un prodotto per le vostre coltivazioni, fate bene attenzione alla sua etichetta, e tenete presente che deve sempre esserci la dicitura “uso consentito in agricoltura biologica”. Inoltre, anche per quel che riguarda il dosaggio, non improvvisatevi e fate riferimento all’etichetta.

Come e quando si piantano i pomodori

Il pomodoro è una pianta che cresce e si sviluppa rigogliosa, quindi ha bisogno di spazi adeguati per potersi sviluppare armoniosamente. Le piccole piantine di pomodoro, pronte per il trapianto quando hanno raggiunto un’altezza di 10-15 cm, devono essere sistemate ad una distanza minima di 40 cm. l’una dall’altra, e con una distanza tra i solchi (o filari) di almeno 1 mt. lineare. Se per l’irrigazione avete deciso di utilizzare la manichetta con ala gocciolante, trapiantate le piantine a circa 2-3 cm. dal foro di uscita dell’acqua, ad una profondità di almeno 5 cm., superando in questo caso l’altezza della zolletta di terra (ciò consentirà alle vostre piantine di sviluppare nuove radici nella parte superiore alla zolletta, dando maggiore forza e capacità di acquisire gli elementi nutritivi nella fase iniziale della crescita).
Per la scelta del momento migliore in cui iniziare a coltivare pomodori, rimandiamo ai nostri precedenti articoli: “Come fare un semenzaio con sementi biologiche per piantine da orto” (che ci spiega la differente scelta dei tempi, se si decide di partire dal seme o dalla piantina), e “Quando piantare” (articolo in cui si danno indicazioni sul calendario della semina).

La cura della coltivazione

Coltivare pomodori necessita di una serie di accorgimenti particolari che la maggior parte delle colture da orto invece non richiede.
Innanzitutto l’irrigazione, che dovrà essere abbondante e costante, in quanto la pianta cresce nei mesi estivi e di conseguenza un regime idrico di una certa intensità è indispensabile. Assicurarsi quindi che il terreno sia sempre ben umido, ed evitare di dare acqua alle piante nelle ore più calde della giornata, onde evitare pericolosi scompensi.
Immancabile dovrà poi essere la pacciamatura, per limitare lo sviluppo delle erbe infestanti, spesso portatrici di parassiti animali delle piante, ed anche per diminuire la necessità d’acqua.
Le piante di pomodoro man mano che crescono in altezza hanno bisogno di adeguati sostegni e legature. Il metodo classico prevede l’utilizzo di canne (meglio se di bambù) che andranno a creare una struttura che segue la crescita della pianta. Questo tipo di materiale di sostegno, oltre a essere l’ideale per la coltivazione dei pomodori, è anche facile da reperire online (qui trovate tutto il necessario).

Coltivare pomodori - sostegni con canne di bambù
Sostegni con canne di bambù

Vicino ad ogni pianta di pomodoro viene sistemata una canna in verticale, ed in corrispondenza di ogni palco di fiori, una canna in orizzontale, in modo da creare una struttura rigida alla quale le piante andranno legate, al fine di sostenere il loro peso ed evitare che si spezzino.
Altro sistema, indicato per coltivazioni più estese, è quello di utilizzare dei grossi pali in legno (o più piccoli in ferro), posti lungo il filare ad una distanza di circa 2 mt. l’uno dall’altro, intorno ai quali andrà fatto correre un filo di nylon abbastanza resistente.
Clicca per ingrandire

Gli accorgimenti per adottare questo sistema di legatura sono: l’utilizzo di pali in legno (di solito castagno) di un altezza di almeno 2,20 mt. (40-50 cm. del palo va sottoterra); tendere bene il filo di nylon da un palo all’altro in modo da sostenere il peso delle piante e dei frutti.
Nelle coltivazioni in serra, invece, di solito le piante vengono legate singolarmente con un filo di nylon agganciato alla struttura della serra, ed intorno al filo la pianta cresce e si sviluppa. Questo sistema richiede molta cura, in quanto le piante andranno girate intorno al filo quasi quotidianamente.

Fasi della crescita e concimazione

Il pomodoro, come tutte le colture ortive, ha diverse fasi di crescita, fasi fenologiche, e per ogni fase la pianta ha bisogno di elementi nutritivi diversi.
Semplificando, le piante da orto per crescere rigogliosamente, hanno bisogno di tre elementi nutritivi principali: l’azoto, il fosforo, il potassio; a seconda delle fasi fenologiche, cambiano le richieste di elementi nutritivi da parte delle piante.
Fase delle foglie vere: questa fase si ha subito dopo il trapianto e dura fino alla formazione del primo palco di fiori, in questa fase l’elemento principale necessario per lo sviluppo armonioso è l’azoto.
Fioritura dei palchi: vale a dire la fioritura dei palchi che si formano sull’asse principale della pianta, possono essere di solito fino a 5 o 6, in questa fase l’elemento principale di cui hanno bisogno le piante è il fosforo.
Allegagione: vale a dire la caduta dei petali dei fiori e l’inizio della formazione dei frutti, elemento necessario il fosforo.
Ingrossamento dei frutti: in questa fase i nostri pomodori iniziano a prendere una certa dimensione.
Invaiatura: questa è la fase del cambiamento di colore dei frutti di ogni singolo palco, elemento principale per la giusta colorazione è il potassio.
Maturazione: i frutti sono pronti per la raccolta.
Chiaramente queste fasi non sono rigide ma si susseguono tra di loro, ad esempio posso avere l’ingrossamento dei frutti del primo palco di pomodori, l’allegagione del secondo palco e terzo palco, la fioritura del quarto ecc. La pianta si sviluppa in maniera continua e armoniosa. Di conseguenza anche l’apporto di sostanza nutritiva deve essere equilibrato. Se abbiamo concimato adeguatamente il terreno in pre-semina (con il letame), potremo fare a meno di ulteriori concimazioni per coltivare i nostri pomodori al meglio. Il terreno, infatti, conterrà già tutti gli elementi nutritivi necessari. Purtroppo la pre-semina non sempre è possibile e c’è spesso bisogno di integrare la coltivazione con delle concimazioni successive.
Chiaramente per mantenere la nostra coltivazione biologica, bisogna utilizzare dei concimi consentiti in questo tipo di agricoltura e che derivino da sostanze organiche e non da sintesi chimiche.
In commercio ne esistono molteplici formulazioni, una molto buona (ed economica) che consigliamo per la facilità di applicazione e l’equilibrio delle sostanze nutritive, è quella che trovate in questo link.
Per meglio comprendere la dicitura delle confezioni, solitamente i numeri che si trovano in etichetta N-P-K, fanno riferimento alle quantità di azoto, fosforo e potassio, presenti nel concime. Si consiglia di utilizzare formule bilanciate (questo è valido in generale, non solo per coltivare pomodori), e con numeri non troppo elevati, utilizzabili praticamente in ogni fase della crescita.
Infine, non dimentichiamoci del macerato d’ortica, che come abbiamo visto in questo articolo, è anche un ottimo concime, ricco di azoto, da utilizzare soprattutto nelle fasi iniziali della crescita.

Scacchiatura del pomodoro

Per coltivare pomodori in maniera armoniosa è necessaria un’operazione colturale molto delicata, anche se abbastanza semplice da eseguire, ovvero la scacchiatura o sfemminellatura (volgarmente detta “potatura”). Questa operazione consiste nella rimozione, manuale o con degli attrezzi, dei germogli ascellari della pianta, chiamati cacchi, da qui il termine scacchiatura. La finalità è quella di concentrare l’energia linfatica della pianta su un tronco principale e quindi sui frutti che esso porta, evitando la crescita di nuovi rami e foglie, che non solo non porteranno nuovi frutti, ma indeboliranno l’ingrossamento di quelli esistenti.
Nelle foto seguenti vediamo il dettaglio della pianta di pomodoro prima e dopo la scacchiatura (clicca sulle foto per ingrandirle)


Di solito una pianta di pomodoro da insalata porta a maturazione 5 o 6 palchi di frutti, ciò vuol dire che è inutile far crescere le nostre piante in altezza all’infinito, una volta formati quei 5 – 6 palchi si può effettuare la cimatura apicale, cioè si può tagliare la parte superiore della piante subito dopo l’ultimo palco di frutti.
Tutte queste operazioni si possono effettuare manualmente, ma se non si è abbastanza pratici e sensibili con la piante, consiglio di usare degli attrezzi, come le forbici o il coltello (come avrete notato dalla foto della scacchiatura, io ho una passione per il coltello Opinel, anche perché è un attrezzo indispensabile per la cura dell’orto, che si usa in svariate occasione: senza un coltello in tasca nel vostro orto non potete assolutamente circolare, perché c’è sempre un dettaglio da sistemare! Io utilizzo quello che trovate a questo link).
Un particolare importante: ricordatevi di pulire periodicamente le lame degli attrezzi che utilizziamo, la lama sporca infatti può essere vettore di malattie.

Raccolta

Siamo arrivati alla fine dell’articolo, e vogliamo dare degli accorgimenti per quanto riguarda la raccolta del pomodoro. Chiaramente i frutti vanno colti quando sono giunti a maturazione, vale a dire assumono la classica colorazione rossa. State attenti però a non aspettare troppo, meglio raccogliere quando il rosso non è proprio pieno e i frutti sono ben duri, difatti i pomodori continuano a maturare anche dopo raccolti, lasciarli troppo sulla pianta a maturare può farci rischiare che si rovinino ammorbidendosi.
Vi siete mai chiesti come fanno ad arrivare nei banchi del supermercato quei pomodori rossi, perfetti, duri come una pietra, che però hanno un gusto pari a quello di un bicchiere d’acqua? Purtroppo, spesso, nelle grosse coltivazioni industriali, soprattutto nei mesi invernali, per aiutare la maturazione si usano trattamenti a base di ormoni, che si effettuano quando i frutti ancora non sono maturi e quindi verdi sulle piante. Con questi trattamenti in poche ore i pomodori da verdi diventano rossi, restano duri, si raccolgono tutti insieme, e sono pronti per la commercializzazione, ma hanno un gusto e una genuinità pietosi!!
Non abbiate fretta di raccogliere, aspettate la naturale maturazione. Se per coltivare i pomodori seguirete queste nostre linee guida, quando li porterete in tavola possiamo garantirvi che avrete davvero grossissime soddisfazioni.
In uno dei prossimi articoli parleremo di un’altra tematica legata alla coltivazione dei pomodori, vale a dire le malattie e le tecniche di difesa biologica. Altro argomento fondamentale per la buona e sana riuscita della nostra coltivazione.

Se l'articolo vi è piaciuto SEGUITECI ANCHE SU FACEBOOK




3 thoughts on “Come coltivare pomodori biologici

  • giugno 18, 2016 at 11:53 am
    Permalink

    Complimenti…ottima guida..

    Reply
    • giugno 22, 2016 at 3:28 pm
      Permalink

      La guida raccoglie l’esperienza sulla coltivazione del pomodoro, chiaramente va integrata con gli altri articoli che stiamo pubblicando, in particolare quello sulla Tuta absoluta del pomodoro e quello sulla peronospora del pomodoro.

      Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *