Il trattore e il ripuntatore. La lavorazione meccanica del terreno

Il trattore e il ripuntatore sono due delle attrezzature agricole più utilizzate per la lavorazione meccanica del terreno. Rappresentano un binomio fondamentale quando il nostro lavoro è da effettuare su grossi appezzamenti.

In precedenza abbiamo già dedicato un approfondimento alla preparazione del terreno per la realizzazione di un orto biologico domestico. Per un orto casalingo, chiaramente, si utilizzano per lo più attrezzi agricoli manuali. Davanti a campi di grandi dimensioni, però, la situazione diventa un po’ più complessa. In questi casi, infatti, diventa necessario pensare all’utilizzo di mezzi meccanici.

Negli ultimi anni si sta assistendo al cosiddetto “ritorno alla terra”. Molti giovani stanno decidendo di investire in agricoltura e alcuni hanno anche la fortuna di possedere, o comunque avere in uso, terreni agricoli di una certa dimensione. Per gestire correttamente questi appezzamenti è fondamentale, quindi, avere a disposizione le giuste attrezzature agricole. I prezzi dei trattori nuovi, anche se in offerta, possono però essere eccessivi. E anche quando parliamo di macchine usate il costo può essere importante. Se non si ha la disponibilità economica, dunque, il consiglio è quello di affittare le macchine all’occorrenza.

Vediamo quindi, adesso, come lavorare il terreno utilizzando il trattore e il ripuntatore. Cerchiamo di mettere ben a fuoco le peculiarità di questi attrezzi e i vantaggi che si ottengono dal loro utilizzo. In particolare rispetto ad attrezzi classici come l’aratro.
Trattore e ripuntatore

La ripuntatura del terreno

La ripuntatura, o scarificatura, consiste nella rottura degli strati più o meno profondi e compatti del terreno. Si esegue utilizzando il ripuntatore, attrezzo agricolo conosciuto anche come ripper o tiller. Questo macchinario, trainato dal trattore, penetra in profondità nella terra producendo lo sgretolamento delle zolle.
Ripuntatore tiller per trattore
Questa lavorazione meccanica non rivolta il terreno, come invece succede nell’aratura, né lo rimescola, come invece capita quando si lavora con la zappatrice rotativa.
Operando con il trattore e il ripuntatore si preserva il contenuto della sostanza organica e dei microrganismi presenti nel suolo. Questo perché, con questo tipo di operazione, l’alterazione del profilo degli strati è minima o del tutto assente.
Insomma, possiamo dire che è un tipo di lavorazione più gentile e rispettosa della terra, almeno rispetto ai sistemi dell’agricoltura industriale.

Vantaggi e scopi della ripuntatura

La ripuntatura effettuata con il trattore e il ripuntatore regala indubbi vantaggi al terreno. Vediamo quali sono:

  • Aumento dello spazio utile per le radici
  • Incremento della capacità di drenaggio
  • Miglioramento dei caratteri di permeabilità e di aerazione
  • Non lascia la suola di lavorazione, cosa che invece avviene con l’aratura.

Il ripuntatore sul trattore

In generale utilizzare un ripuntatore ha bisogno di meno forza motrice rispetto ad un aratro. Ne esistono di diversi tipi, ad esempio a denti fissi o a molle. La discesa in profondità nel terreno dipende anche dalla potenza del trattore.
Il ripper può scendere fino a 80 cm di profondità, ma se si utilizza un piccolo trattore (ed un piccolo ripper), questa profondità si limita a 40-50 cm.
Di norma, questo attrezzo viene agganciato all’attacco a tre punti del trattore e viene azionato dal sollevatore idraulico.

Attraverso la spinta del sollevatore e grazie all’avanzamento rapido del trattore, il ripper penetra nel terreno.
Si tratta di un attrezzo costituito da un telaio portante e da “denti” o “coltelli” inclinati in avanti e sagomati. Queste caratteristiche favoriscono la discesa in profondità nel suolo.


A seconda del modello di ripuntatore il numero di denti è variabile. Ne esistono da 1, da 3, da 5 e da 7. Questi, solitamente, sono disposti su due file incrociate.

Come viene lavorato il terreno con il ripuntatore

Cerchiamo di capire con un esempio in che modo viene lavorato il terreno quando usiamo un trattore a cui viene agganciato il ripuntatore.

Partiamo da un campo nel quale è appena terminata una coltivazione intensiva di una coltura solanacea, la melanzana.

Terreno prima della lavorazione
Terreno prima della lavorazione

Dopo la pulizia dai residui di coltivazione, il suolo risulta molto compattato e duro.
Essendo la lavorazione del terreno di questo esempio effettuata in serra, il passaggio con il ripuntatore deve partire dai lati dell’appezzamento e chiudersi al centro.

Come si può vedere, il terreno lavorato con trattore e ripuntatore risulta alla fine smosso in superficie. E’ segnato da una serie di piccoli solchi, la cui zollosità dipende dalle caratteristiche fisiche stesse del terreno.
Per effetto del taglio provocato dal ripper, sul terreno si crea una certa macroporosità ed un determinato grado di sgretolamento.

La terra ora è pronta per la nuova coltivazione, o per un periodo di riposo, a seconda del caso. Prima della nuova coltivazione, però, si può praticare un ulteriore affinamento utilizzando un motocoltivatore o una motozappa. Questo tipo di attrezzatura agricola, usata dopo la ripuntatura, serve esclusivamente a facilitare le operazioni si semina o trapianto, o a delineare meglio i solchi.

Conclusioni

Per darvi un’idea dell’efficienza del ripuntatore e delle potenzialità che ha un trattore, anche in estensioni piccole e medie di terreno, in 30 minuti si lavorano circa 500 mq di superficie.
Insomma, il risparmio di tempo è davvero notevole.

Se volete provare ad avviare una piccola azienda agricola, magari dedita all’orticoltura, dovete necessariamente pensare all’acquisto di un ripper (alcuni, adatti a trattori di piccole dimensioni li trovate quiRipper), di un trattore e di qualche attrezzo accessorio. I prezzi dei trattori, invece, non sono proprio bassi, e anche se doveste trovare un’offerta si tratterebbe comunque di una grossa spesa.

Se l’investimento dovesse rivelarsi eccessivo per le vostre tasche, il mercato delle macchine agricole usate potrebbe essere una valida alternativa. D’altro canto, il trattore, se è buono, mantiene il prezzo meglio di una Ferrari!



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