Coltivare melanzane biologiche difendendole dalla mosca bianca

In questo articolo parliamo di come coltivare melanzane biologiche difendendo, allo stesso tempo, la pianta dall’attacco di parassiti, quali la mosca bianca.
La melanzana, com’è noto, è uno degli ortaggi estivi per eccellenza, la cui coltivazione presenta diverse peculiarità, soprattutto per quanto riguarda la difesa biologica antiparassitaria, visto che la cultivar della melanzana è una delle preferite per ciò che riguarda gli attacchi da parte degli insetti nocivi dell’orto. Per cui, se vogliamo coltivare melanzane in maniera completamente biologica, dobbiamo prestare attenzione a tutta una serie di aspetti che saranno fondamentali per creare le condizioni per una coltura sana. Aspetti che in questo articolo andremo a vedere nel dettaglio. Per cui, buona lettura.

Coltivare melanzane: storia, preparazione, rimedi e giuste tecniche d’intervento

coltivare melanzane-melanzane-alla griglia

Storia, varietà ed aspetti nutrizionali

La melanzana, in latino Solanum Melongena, è un ortaggio che, come il pomodoro, appartiene alla famiglia delle Solanacee (a cui dunque si applicano le regole della rotazione colturale che abbiamo visto in questo articolo).
Questa pianta ha origine nell’Asia meridionale, probabilmente in India, dove veniva coltivata in tempi antichissimi. Nel Mediteranno arriva con gli Arabi nel XV secolo, dapprima in Spagna e poi in Italia, in particolare in Sicilia, che a tutt’oggi è la regione italiana ed europea dove coltivare melanzane è una delle pratiche orticole più diffuse.
Il nome della melanzana deriva dall’arabo “bandigian”, in italiano trasformatosi in “melangiana” e poi “melanzana”, ed interpretato nella tradizione popolare come “mela non sana”, in quanto è un ortaggio che non può essere consumato crudo, ma solo previa cottura, per via del contenuto di solanina, una sostanza tossica per l’organismo.

Come varietà, ne esistono innumerevoli tipi, che si differenziano per il colore, la forma, il gusto ed ovviamente gli usi in cucina. Abbiamo quindi le melanzane nere, viola, bianche o rosse; tonde, ovali, allungate o a funghetto; quelle ideali per essere arrostite, quelle per essere preparate ripiene, quella da conserva ecc.
In questo articolo, però, ci concentreremo in modo particolare, solo sulle tecniche di coltivazione.
Coltivare melanzane - diversi tipi e forme di melanzana

A livello nutrizionale la melanzana è ideale per le diete ipocaloriche, in quanto ha un apporto calorico di solo 18 kcal ogni 100 gr (qui trovate le sue proprietà nutritive), contiene molta acqua, è ricca di sali minerali quali il potassio, garantisce un’ottima fonte di vitamina A e C. Per avere tutti i suoi benefici dietetici, bisogna stare attenti comunque alla preparazione dell’ortaggio in cucina, una delle caratteristiche delle melanzane infatti, è la polpa, molto spugnosa, in grado di trattenere magnificamente il condimento, ad esempio l’olio, che a volte può essere tutt’altro che ipocalorico. Dunque, se volete usarla per la dieta, l’ideale sarebbe prepararla grigliata o bollita.

Curiosità

Una curiosità che riguarda la coltivazione delle melanzane è sicuramente il contributo che questo ortaggio dà allo sviluppo tecnologico nel settore dell’energia solare. Il pigmento antocianico presente nelle melanzane è, infatti, un elemento essenziale per la composizione delle cellule fotovoltaiche.

Coltivare melanzane

Tra le diverse varietà di ortaggi da coltivare, la melanzana è sicuramente una di quelle più rustiche e resistenti, da molti punti di vista. Osservando una pianta di melanzana cresciuta, vediamo che assomiglia molto ad un piccolo arbusto, con un fusto eretto e molte ramificazioni, che raggiunge facilmente i 70 cm di altezza e più.
Le foglie hanno piccole spine al centro, molto fastidiose, e sono ricoperte da una sottile peluria. Un po’ come il pomodoro, i germogli della melanzana, che poi diventeranno veri e propri rami, nascono all’incrocio tra la foglia e il fusto, mentre i fiori, piccoli e spinosi, nascono all’ascella delle foglie e sono di solito di colore lilla.

Per coltivare melanzane, bisogna tenere in considerazione che la pianta è autoimpollinante, vale a dire che i fiori sono ermafroditi, e possono avere fecondazione autogama o fecondazione incrociata, che avviene per mezzo di insetti. Ciò conferisce alla coltura di melanzana una certa propensione all’adattamento ed un’elevata produttività, anche ove cresca in assenza di insetti impollinatori.

Coltivare melanzane - pianta di melanzana
Una normale pianta di melanzane

Clima e periodo di trapianto

Per coltivare melanzane sane e rigogliose è indispensabile evitare il gelo, e quindi scendere con le temperature sotto i 10° gradi. La melanzana predilige un clima mite ma resiste bene al caldo, il periodo ideale per il trapianto quindi va dal mese di marzo al mese di maggio, per la coltivazione in serra, e dal mese di aprile fino a tutto il mese di giugno come data ultima, per la coltivazione in campo aperto.

Coltivare melanzane - campo di melanzane in serra nel mese di giugno
Campo di melanzane in serra nel mese di giugno

Seme o piantina

Per quanto riguarda la scelta se coltivare melanzane partendo dal seme o dalla piantina, valgono un po’ le considerazioni che abbiamo fatto parlando di come coltivare pomodori biologici.

Vale a dire che la melanzana, che è una solanacee, per formare la piantina partendo dal seme, ha bisogno di molto tempo, almeno 45 gg, dunque è opportuno calcolare i propri tempi ed il periodo in cui si è scelto di effettuare il trapianto. Certamente è opportuno utilizzare un semenzaio per la formazione della piantina, ed evitare la semina in pieno campo, in quanto direttamente nel terreno il seme verrebbe sovrastato dalle erbe infestanti, ed inoltre il semenzaio consente maggiore controllo e soprattutto la protezione in caso di condizioni meteo avverse.

Infine, non dimenticate di scegliere il vostro seme o la vostra piantina acquistando da produttori biologici certificati, o attraverso lo scambio delle sementi tra le
comunità di raccolta e conservazione che si stanno fortemente sviluppando.

Terreno, concimazione e rotazioni

Coltivare melanzane richiede particolari accorgimenti, soprattutto riguardo all’adeguata preparazione del terreno (se il vostro terreno è ancora vergine è fondamentale seguire le indicazioni che vi diamo in questo link) e della concimazione.

La pianta, che abbiamo detto essere molto forte e vigorosa, ha radici che penetrano in profondità nel terreno, dei veri e propri fittoni. La lavorazione, quindi, deve essere profonda, in modo da consentire alle radici di svilupparsi liberamente: ove dovessero incontrare delle zolle troppo dure, il benessere e lo sviluppo della pianta ne risentirebbero parecchio. Quindi giù di vanga il più possibile!

Analogamente, la concimazione in pre-semina deve essere abbondante. Per crescere rigogliosa, infatti, una coltivazione di melanzane ha bisogno di molta sostanza organica, in particolare di azoto, indispensabile per la crescita vegetativa. Nei mesi invernali, quindi, nelle porzioni di terreno dove avete previsto di coltivare melanzane, effettuate abbondanti letamazioni, con letame di mucca o cavallo, che se non riuscite a reperire nei dintorni del vostro terreno, potete trovare sotto forma di concime pellettato a questo link.

Discorso fondamentale è poi quello delle rotazioni (che potete leggere qui), in quanto la melanzana, oltre ad essere una solanacea, è una pianta che di per sé consuma molto il terreno. È quindi necessario fare delle rotazioni con colture più leggere, sia prima, che dopo. Ad esempio, dove abbiamo coltivato i pomodori l’anno prima, di certo non metteremo le melanzane (regola di rotazione delle solanacee); oppure, immediatamente dopo aver coltivato melanzane, nei mesi autunnali ed invernali, eviteremo colture che stancano ulteriormente il terreno, come le crucifere (cavoli, verze, ecc.), e opteremo magari per colture leggere, ad esempio l’insalata, o, meglio ancora, per il riposo del terreno (scelta consigliata).

L’eccessivo sfruttamento del terreno può portare, infatti, a problemi e patologie nelle coltivazioni successive, o addirittura può favorire la presenza dei nematodi, veri e propri parassiti, che trovano le condizioni ideali per lo sviluppo in terreni stanchi, specie dopo una coltivazione intensa di melanzane.

Irrigazione

Com’è facile intuire, coltivare melanzane richiede un elevato apporto idrico, questo per via delle sue caratteristiche, ovvero radici profonde e vegetazione fitta, che palesano un bisogno d’acqua elevato.
Per evitare sprechi e pericolosi ristagni idrici, consigliamo vivamente di utilizzare l’irrigazione a goccia, ove possibile, che si realizza attraverso l’utilizzo della manichetta con ala gocciolante (che potete trovare a questo link ad un ottimo rapporto qualità prezzo).

Per quanto riguarda le distanze corrette delle piante sul sistema d’irrigazione, osserviamo che la pianta di melanzana ha bisogno di molto spazio per svilupparsi adeguatamente, quindi consigliamo una distanza di 60 cm tra una pianta e l’altra è di 1,00 mt tra una fila e l’altra.

Pacciamatura

Fondamentale per la riuscita di una buona coltivazione biologica di melanzane è la pacciamatura. La melanzana ha un ciclo di vita molto lungo, vale a dire che, se curata bene e alle giuste condizioni, una pianta può durare tranquillamente da maggio a fine ottobre, dunque è impensabile effettuare continue operazioni manuali di pulizia: per evitare questo, ci viene incontro la pacciamatura.

Nel caso della melanzana, ci sentiamo di consigliare come scelta prioritaria la pacciamatura con i teli, da preferire in questo caso, alla pacciamatura naturale. Per via del prolungato ciclo di vita della pianta, infatti, il telo sistemato in pre-trapianto (in plastica o materiale biodegradabile) garantisce un miglior controllo delle erbe infestanti (un rotolo di telo per pacciamatura come questo può andare più che bene per l’esigenze di questa coltura).

Sostegni

Anche coltivare melanzane, così come abbiamo visto per i pomodori, richiede la realizzazione di un adeguato sistema di sostegno, questo per due ragioni: primo, per evitare che la pianta possa piegarsi e spezzarsi; secondo, per tenere più stretta e compatta la vegetazione ed agevolare le operazioni di raccolta.
Per i sostegni consigliamo un sistema che personalmente utilizzo da anni con ottimi risultati, vale a dire la sistemazione di pali in legno (di solito castagno) di altezza 2,20 mt, disposti ogni 2 mt sulla fila delle piante, intorno ai quali viene fatto passare un filo di nylon abbastanza spesso, in modo da contenere la pianta.

Potatura

Operazione consigliata, che non in molti conoscono, per coltivare melanzane in maniera sana e rigogliosa, è quella della potatura iniziale. La melanzana, sin dalle prime fasi della crescita, sviluppa una serie di germogli, che andranno poi ad essere i rami delle nostre piante, molti dei quali partono direttamente dalla sua base. Ecco, bisogna assolutamente ripulire la pianta dai primi germogli fino alla prima diramazione principale, una specie di V, che poi darà la struttura alla pianta. Osservando le foto in basso capirete meglio.



Clicca per ingrandire le foto

Come vediamo nella prima foto, la pianta risulta pulita e sfemminellata, cioè senza germogli, fino alla prima diramazione principale: la “V”.
Nella seconda foto osserviamo invece una pianta sfuggita a questa operazione, che si presenta con tanti germogli che partono dal basso, oramai divenuti rami, che portano confusione, nessun frutto, e sono i primi ad essere attaccati dagli insetti.
Munitevi quindi di guanti e forbici per potatura, e procedete con questa operazione. L’equilibrio e la produttività delle vostre piante sarà sicuramente maggiore.

La potatura, o, in questo caso, un’operazione di ringiovanimento, si può effettuare anche in fasi della crescita successive, andando a togliere i rami  più vecchi e rovinati, magari da un attacco parassitario, e lasciando i rami più giovani e pieni di fiori. Di solito la parte bassa della pianta è la prima che andremo a ripulire, mentre lasceremo più spazio alla parte superiore, con i nuovi germogli. In questo modo allungheremo la vita delle nostre piante di melanzane e quindi dei nostri raccolti.

Raccolta

Per la raccolta delle vostre melanzane, lasciamo giusto qualche piccola raccomandazione. Innanzitutto, ricordatevi che la pianta è molto spinosa e le spine sono abbastanza velenose: nel caso ne veniate infilzati, rimuovetele appena possibile. L’ideale sarebbe utilizzare per la raccolta delle bacche di melanzana i guanti e le forbici adatte.
In secondo luogo, raccogliete i frutti, le bacche, tempestivamente, onde evitare di trovare strane sorprese con melanzane che diventano abnormi, indurendo la buccia e sviluppando una quantità eccessiva di semi.

Parassiti e lotta biologica

Coltivare melanzane richiede un’adeguata strategia di lotta biologica antiparassitaria. La cultivar della melanzana infatti, è una di quelle preferite da parte di moltissimi parassiti dell’orto, che abbiamo avuto modo di conoscere in alcune puntate precedenti (qui e qui).

Afidi

Nella foto in basso, vediamo una nutrita famiglia di afidi che ha invaso la parte inferiore e superiore delle foglie della pianta.

Coltivare melanzane - Pianta infestata da afidi
Pianta infestata da afidi

Ragnetto rosso

Oltre agli afidi, le melanzane sono spesso attaccate dagli acari, vale a dire il ragnetto rosso, che porta molti danni alla coltura.
Per difendersi da questi due parassiti, afidi ed acari, consigliamo innanzitutto l’utilizzo frequente ed alternato dell’infuso d’aglio e del macerato di ortica.

Poi, per il ragnetto rosso in particolare, la bagnatura con acqua fredda della pianta, che limita lo sviluppo delle nuove generazioni di ragnetto.
Per l’irrorazione sulle piante dei macerati e dell’acqua (operazione da compiere ovviamente nelle ore fresche della giornata), consigliamo di utilizzare una pompa a spalla, come
quella che trovate a questo link (proposta tra l’altro a un prezzo molto competitivo). L’uso della pompa farà in modo che il liquido venga distribuito in modo uniforme su tutta la pianta.

La Mosca Bianca

Un altro insetto molto attratto dalla nostra coltivazione di melanzane è la temutissima mosca bianca, in latino Trialeurodes vaporariorum, appartenente alla famiglia degli Aleurodidi.

Coltivare melanzane-mosca bianca-Aleurodidi
Aleurodidi – Mosche bianche

Viene chiamata mosca bianca per l’ aspetto degli insetti adulti, che hanno il corpo giallastro con le ali bianche, ricoperte da uno strato ceroso, pruinoso e polverulento che riveste anche le altre parti del corpo. Lo strato ceroso imbratta la vegetazione, la cosiddetta melata, e provoca danni alla pianta, riducendo l’attività fotosintetica tramite l’occlusione degli stomi, con conseguente asfissia delle foglie. Senza contare, inoltre, il danno diretto sui frutti che vengono rovinati da questa fastidiosa sostanza.

Per combattere la mosca bianca, oltre ai macerati, consigliamo l’utilizzo dello zolfo in polvere, sostanza che, tendenzialmente, allontana la mosca. In caso di infestazione, prima di agire con lo zolfo, si può effettuare il lavaggio della pianta con sapone di Marsiglia naturale (sempre applicato nelle ore fresche con lo spruzzatore a spalla), proprio per eliminare la fastidiosa melata.

Rimozione meccanica

Infine, un’altra tecnica di difesa biologica antiparassitaria che si può utilizzare per difendere la coltivazione di melanzane, è quella della rimozione meccanica delle foglie attaccate. Ciò è possibile perché la pianta della melanzana è resistente al punto da non risentire significativamente della rimozione delle foglie. Coltivare melanzane ha infatti l’indubbio vantaggio che la pianta è in grado di rigenerarsi con molta velocità. In questo modo si eliminano i focolai maggiori. Continuando ad agire con i macerati, lo zolfo in polvere ed il sapone di Marsiglia naturale per il lavaggio, le nostre piante di melanzane saranno al sicuro.
A questo punto, non resta che augurarvi buona coltivazione.

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