Come progettare un orto

Se avete un appezzamento di terreno (o un buon terrazzo) e state pensando di progettare un orto, questo vuol dire, probabilmente, che avete già realizzato i due lavori preliminari a questa importante operazione, ossia: preparare il vostro terreno e realizzare il suo sistema d’irrigazione. Se non lo avete fatto, prima di iniziare ad organizzare il vostro orto, date un’occhiata ai due link che contengono gli articoli precedenti, poiché sono due passaggi fondamentali per le coltivazioni biologiche. Se invece lo avete fatto, allora possiamo finalmente parlare di come progettare un orto e capire come organizzare il lavoro.
Con il termine progettare un orto intendiamo definire il modo in cui vogliamo che il nostro orto biologico sia sistemato, insomma: come organizzare l’orto in tutte le sue varie fasi.
Mi piace in particolare parlare del progetto dell’orto usando il termine architettura, perché l’orto è come un disegno, una creazione geometrica nella quale possiamo specchiare i nostri desideri. Ci sono mille modi per disegnare un orto biologico, c’è chi lo fa in maniera sinergica, chi lo disegna in maniera circolare, chi lo organizza in permacoltura, chi lo fa in modo classico. In questa puntata mi piacerebbe dare le basi per poter progettare un orto facendo una scelta consona alle condizioni del proprio piccolo terreno appena lavorato. Quindi, ecco di seguito i passi da muovere per la progettazione di un appezzamento di terreno da trasformare in orto biologico.

progettare un orto sinergico a forma di labirinto
Orto sinergico a forma di labirinto

Ecco i passi fondamentali per progettare un orto biologico

Per organizzare un orto ci sono tre passaggi fondamentali da seguire.

1. Le Rotazioni colturali

Innanzitutto, se si vuole fare una coltivazione biologica, c’è una prima regola da rispettare, quella delle rotazioni culturali. Le piante da orto si dividono in quattro grandi famiglie botaniche: abbiamo le Solanacee (pomodoro, peperone, melanzane, patate), le Cucurbitacee (zucca e zucchina, melone, cetriolo), le Leguminose (fava, fagiolo, pisello), le Crucifere (cavolfiore, verza, broccolo, rapa, rucola). Se si vuole progettare un orto biologico bisogna tenere conto di alcune regole, fondamentale è la distinzione tra colture solanacee e non solanacee, questo perché pomodori, peperoni e melanzane, appartenenti a questa famiglia, sono piante che stancano molto il terreno, assorbono tantissima sostanza organica, hanno bisogno di un certo regime d’acqua. Per salvaguardare la struttura del terreno in una coltivazione biologica, bisogna far in modo di alternare le colture solanacee, detto in termini pratici, non posso piantare i pomodori sempre nello stesso posto. Bisogna dividere idealmente il terreno in degli spazi delimitati, o in porzioni, e dove vengono poste le colture solanacee (che nelle prossime puntate del blog vedremo nel dettaglio), fare in modo che alla coltura successiva, anche dopo un anno, non si ripeti la medesima famiglia di coltivazione. Se vogliamo progettare un piccolo orto dove ci sia un po’ di tutto, faremo in modo di attuare una rotazione colturale delle solanacee in spazi diversi ogni volta.

2. Le Consociazioni

Strettamente collegate alle rotazioni colturali vi sono poi le regole delle consociazioni, vale a dire che in natura esistono certe combinazioni di piante che hanno successo se coltivate insieme, altre no.
In una coltivazione biologica si deve cercare di dar vita a una comunità multiforme ma armonica di piante. Una consociazione equilibrata determinerà un reciproca integrazione tra le varie piante, sia nella parte sotterranea che in quella aerea; le piante andranno scelte in modo da non disturbarsi a vicenda con le foglie o i frutti, lasciando sempre spazio sufficiente per il passaggio della luce e dell’aria.
Ad esempio, piante che richiedono molta umidità possono andare d’accordo con altre che ne hanno meno bisogno; oppure piante dalle radici profonde aprono il terreno per altre specie con radici meno profonde.
Particolari consociazioni hanno un effetto preventivo o curativo contro malattie e infestazioni di parassiti, cosa fondamentale, questa, in una coltivazione biologica, in quanto questo tipo di agricoltura non prevede l’utilizzo di fitofarmaci antiparassitari (leggi qui per maggiori dettagli sulla coltivazione biologica).
O ancora piante che richiedono molto nutrimento dovrebbero essere seguite da quelle che ne richiedono poco, o da piante che arricchiscono di nuovo il terreno, come le leguminose. Per capire meglio come progettare un orto possiamo fare alcuni esempi pratici: dopo una coltura di pomodori (solanacea) che dura da giugno a settembre, sarebbe opportuno in quella porzione di terreno, a novembre, piantare delle fave (leguminosa), in particolare le fave hanno la capacità di generare e trattenere nel terreno elementi di azoto (azoto-fissative), che rigenerano il terreno stesso, dopo lo stress di una coltivazione di pomodori, ti ritroverai poi a primavera con una bella raccolta di fave, e un terreno pronto e rigenerato per una coltivazione di non solanacee, ad esempio zucchine.

Progettare un orto-coltivazione di fave
Una coltivazione di fave

Ci sono poi tante combinazioni da ricercare, molto sicuro ad esempio è l’abbinamento tra fagiolini, posti all’esterno del campo, e cetrioli, posti al centro; oppure la consociazione positiva tra pomodori e basilico piantato tra un pomodoro e l’altro. Molto negativo è l’accostamento di cetrioli e pomodori, e quella tra fagioli e finocchi. Quando tratteremo delle diverse colture approfondiremo il discorso delle consociazioni.

Progettare un orto-consociazione cetrioli fagiolini
Consociazione cetrioli-fagiolini

3. Cosa piantare nel nostro orto biologico

Bene, una volta chiarite queste regole di base, per completare l’organizzazione di un orto biologico, non resta che scegliere cosa volete piantare, in base ai vostri gusti, le vostre esigenze alimentari ed anche alla ottimizzazione tra lo spazio disponibile ed il periodo di coltivazione. Ad esempio, se nel periodo primaverile volete iniziare a piantare qualcosa che prenda poco tempo e spazio nel terreno, potreste puntare sull’insalata e sulla bietola da coste, varietà che hanno bisogno di poca cura e poca acqua in questo periodo, e che possono essere pronte per il consumo in 30-40 giorni dalla data del trapianto. Oppure se non avete molto spazio, potete limitare le quantità di cetrioli e fagiolini da piantare, sono specie molto produttive, bastano poche piante per dare soddisfazione ai bisogni alimentari della famiglia; discorso diverso per i pomodori, che per singola pianta non producono moltissimo; le altre solanacee, melanzane e peperoni, invece sono più produttive e se ben curate hanno una vita maggiore rispetto al pomodoro, in alcune zone producono frutti da giugno ad ottobre; discorso a parte per le zucchine, le quali richiedono molto spazio per la coltivazione di una pianta singola, hanno una durata media, e producono quantità adeguate solo se piantate in un certo numero.
Nella prossima puntata approfondiremo il discorso su come progettare un orto introducendo un’originale chiave di lettura: come scegliere cosa piantare nel nostro orto in base al colore dei frutti e alle proprietà nutrizionali.

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6 thoughts on “Come progettare un orto

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      Grazie mille, Spicchio. Stiamo cercando proprio di fare un lavoro di corretta informazione (specie nel campo bio alle volte si fa un po’ di confusione), che possa essere dettagliata e semplice al tempo stesso. Speriamo di riuscirci. Tu resta con noi, continua a seguirci e a darci i tuoi pareri, si tratta per noi di input importanti 😀

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    Mi state accompagnando in questa nuova avventura che è l’autoproduzione. Grazie per essere così competenti e chiari. Buon lavoro !

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    grazie dei vostri post mi sto avvicinando alla agricoltura biologica nella coltivazione di ortaggi per sfruttare i contributi dei psr delle regione,vi seguo con interesse

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