La concimazione naturale dell’orto con il sovescio di leguminose

Nell’articolo di oggi parliamo della concimazione naturale dell’orto attraverso il sovescio di leguminose. Quando parliamo di sovescio, intendiamo una tecnica agronomica tipica dell’agricoltura biologica, che permette di aumentare la fertilità del terreno attraverso le proprietà specifiche di una famiglia di piante, in questo caso le leguminose. Cerchiamo quindi di capire il meccanismo di funzionamento di questa pratica agricola totalmente naturale, che proprio nel periodo autunnale può essere attuata con semplicità anche in un orto domestico.

La concimazione naturale e l’importanza della fertilità del terreno

Da sempre, uno dei problemi fondamentali dei contadini è quello di avere un terreno fertile, sul quale far crescere le proprie colture in maniera rigogliosa e sana.
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Prima della chimica in agricoltura, la ricerca della fertilità del suolo si sviluppava con le corrette pratiche agronomiche. Queste sono: la rotazione colturale, le consociazioni, la corretta e non invasiva lavorazione del terreno, la fertilizzazione naturale attraverso l’apporto di sostanza organica.

Con l’introduzione della chimica nel secolo scorso si sono perse di vista le buone pratiche agricole. L’agricoltura naturalmente eco-sostenibile è diminuita. Si è erroneamente creduto di poter risolvere tutto con l’utilizzo crescente di concimazioni di sintesi chimica. Questa scelta, se da un lato ha aumentato le rese, dall’altro ha determinato un graduale processo di degradazione dei suoli. Quest’ultimi, infatti, non sono stati più riforniti come un tempo di sostanza organica, fondamentale per un corretto equilibrio.

concimazione naturale-sovescio di leguminose-il degrado della terra
Degrado della terra

L’agricoltura biologica e l’eliminazione dei concimi chimici

L’agricoltura biologica, con l’eliminazione dei concimi chimici, si propone in questo senso di ritornare al passato. Di ampliare quello che deve essere il ruolo dell’agricoltura nell’economia moderna, ossia un’attività non solo finalizzata unicamente alla produzione di cibo, ma anche un baluardo per la difesa dell’ambiente e del territorio, in ottica di lungo periodo, per salvaguardare il futuro delle generazioni a venire.


L’Unione europea nel 2002 ha adottato la comunicazione COM(2002) 179 definitivo – Verso una Strategia Tematica per la Protezione del Suolo, in cui si afferma il ruolo che dovrebbe avere l’agricoltura, ossia “… un meccanismo indispensabile per conservare la qualità organica dei suoli, favorire la preservazione dello strato vegetale ed evitare la desertificazione. Tutte le attività agricole devono quindi porsi l’obiettivo di mantenere e migliorare la fertilità del suolo che è fondamento della vita…”

Ma vediamo ora, nel concreto, come raggiungere questi importanti obiettivi, iniziando a parlare della concimazione naturale del terreno. Lo faremo partendo da un’antica pratica agricola, che utilizza una specifica famiglia di piante. Vediamo quindi il sovescio di leguminose.

La famiglia delle piante leguminose



Le leguminose, nome scientifico Leguminosae o Fabacee, sono una numerosa famiglia botanica. Questa famiglia comprende sia piante più propriamente destinate al consumo fresco o secco (fave, piselli, fagioli, ceci, soia, lenticchie, arachidi ecc.) sia piante utilizzate per la concimazione naturale del terreno, attraverso la pratica del sovescio (favino, erba medica, trifogli, lupino, meliloto, sulla, veccia, crotolaria, ecc).

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Leguminose per consumo alimentare

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Campo di favino

Rimandiamo la trattazione delle specie da consumo alimentare a specifici articoli e concentriamo, oggi, la nostra attenzione sulle proprietà che hanno le leguminose per apportare significativi miglioramenti al terreno.

Azione delle leguminose da sovescio

L’azione del sovescio di leguminose è un processo un po’ tecnico. In agricoltura biologica le leguminose sono notoriamente famose per la loro capacità di fissare l’azoto atmosferico. Questo viene derivato dal rapporto simbiotico tra le radici delle piante e alcuni batteri naturalmente presenti nel terreno: i rizobi.
Questi rizobi catturano l’azoto presente nell’atmosfera e lo fissano nel terreno grazie all’azione di un particolare enzima endogeno, la nitrogenasi. Ciò avviene sotto forma di composti che le piante utilizzano per sintetizzare le proteine.

Questa attività dei rizobi viene esaltata nelle radici delle leguminose con le quali i batteri attivano un rapporto di simbiosi. Grazie a questo, le piante beneficiano dell’azoto fissato per il loro sviluppo rigoglioso. Allo stesso tempo i composti carboniosi provenienti dalla fotosintesi vengono utilizzati dai batteri come fonte energetica per fissare l’azoto. Si crea dunque un circolo virtuoso, simbiotico, tra le piante e i batteri, di cui il suolo beneficia.

Le leguminose sono piante del tutto autonome per quanto riguarda le esigenze di azoto durante la loro crescita vegetativa. Non solo, sono anche in grado di fissare e apportare elevate quantità di azoto organico al terreno. In questo modo contribuiscono alla concimazione naturale del suolo che verrà sfruttata dalle successive coltivazioni.
Oltre a questa funzione di concimazione naturale diretta sul terreno vi è un secondo enorme vantaggio. Si tratta dell’apporto di sostanza organica che avviene quando le piante vengono interrate per il sovescio.
Da sottolineare che tutte le leguminose hanno queste caratteristiche, che però vengono esaltate in alcune varietà non destinate al consumo, molto più facili da gestire anche dal punto di vista della coltivazione sul campo.

Il sovescio di leguminose

Prima del sovescio di leguminose abbiamo parlato di quello delle brassicaceae. Lo abbiamo fatto affrontando il tema dei parassiti del terreno, i nematodi, che si possono efficacemente combattere con questa tecnica.
In generale diciamo che il sovescio di leguminose (ma non solo), è una pratica agricola utilizzata nelle produzioni biologiche. Questa pratica consente, attraverso semina e interramento di una coltura erbacea non da raccolta, di produrre miglioramenti nel terreno.

L’obiettivo specifico del sovescio di leguminose è la concimazione naturale attraverso la fissazione dell’azoto. Ossia, la cosiddetta concimazione verde. Allo stesso tempo, questa tecnica permette di migliorare la struttura fisica del terreno con l’apporto di sostanza organica.
Come abbiamo visto, la famiglia delle leguminose è molto ampia e sono diverse le specie che si possono utilizzare. A seconda della specie che si sceglie avremo diverse quantità di azoto che verrà fissato e biomassa (sostanza organica) che verrà apportata. Molto utilizzata è, ad esempio, la specie del favino, Vicia faba minor, che riesce a fissare oltre 150 kg. di azoto per un ettaro di terreno.

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Favino

Il sovescio di favino

La semina del favino da sovescio si effettua solitamente all’inizio dell’autunno. Ha un ciclo colturale della durata variabile dalle 28 alle 32 settimane. Il sovescio, ossia l’interramento della coltura, avverrà quindi in primavera.
La semina del favino deve essere intensa, bisogna considerare di mettere a dimora circa 40-60 piante per un mq. di terreno. Il seme è più piccolo rispetto alla fava classica, 1000 semi di favino pesano circa 700 gr., fate dunque i vostri calcoli per capire la quantità di seme necessario.

In primavera, arrivato il periodo del sovescio, cioè quando la pianta è a fine ciclo, bisognerà interrare la coltura, utilizzando la fresa (se si ha a disposizione un trattore) o anche una semplice motozappa (che potete acquistare qui) (o motocoltivatore), interrando la massa organica ad almeno 15 cm. di profondità.

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Motozappa

Dopo un ulteriore periodo di riposo, circa 15-20 gg. avrete il vostro terreno pronto per la coltivazioni primaverili ed estive. Queste coltivazioni (come ad esempio i pomodori), hanno grande bisogno della presenza di azoto e di sostanza organica nel terreno.

Il sovescio di leguminose, favino ecc, è molto importante, soprattutto se non si dispone di letame o compost organico per effettuare la concimazione naturale. È una pratica che andrebbe ripetuta ogni due o tre anni. Questo, ovviamente, dipende essenzialmente dalle condizioni (di partenza e in evoluzione) della risorsa più preziosa che abbiamo in mano: la terra!

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