L’utilizzo dell’olio di neem e dell’azadiractina come insetticidi biologici

Oggi parliamo di olio di neem e azadiractina (ossia, il principio attivo anche noto come azadirachtin A ). Per trattare quest’argomento inizieremo parlando dell’albero di neem, dai cui semi si estrae appunto l’olio.
Questo principio attivo è da molto tempo utilizzato in agricoltura biologica poiché è un efficace antiparassitario. Stessa cosa dicasi per l’olio di neem, utilizzato da chi fa l’orto in casa per la difesa naturale delle piante.
Molti di voi già adesso si chiederanno: ma i due prodotti non sono la stessa cosa? La risposta è alquanto complessa. In questo articolo, tuttavia, cercheremo di approfondirla in modo semplice ma completo.

La differenza tra il principio attivo dell’azadiractina e i prodotti come l’olio di neem è che, paradossalmente, il primo è consentito in agricoltura biologica certificata, attraverso il complesso sistema delle autorizzazioni ministeriali. Gli altri, invece, pur avendo un’indiscussa valenza come antiparassitari, non sono consentiti in quanto non autorizzati e non registrati per quella specifica funzione. Come vedete la storia è complessa e anche un po’ paradossale. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.

L’albero del neem

Albero di neem
L’olio di neem, come dice il nome, si estrae dal neem. Si tratta di un albero antichissimo originario dell’India, detto anche Azadirachta indica. appartenente alla famiglia delle Meliacee.
E’ un sempreverde che può raggiungere anche un’altezza di 30 metri. La circonferenza del tronco, invece, può arrivare anche fino a 2.
Nelle regioni d’origine viene considerato una pianta sacra, la cosiddetta farmacia del villaggio. Altro nome dell’albero di neem è Arishta, ossia “albero che cura tutte le malattie”. Sin dall’antichità, infatti, diverse parti di quest’albero venivano utilizzate per le sue proprietà medicamentose antibatteriche, antibiotiche ed antiparassitarie.
Dall’India quest’albero fu esportato in diverse regioni del mondo. Ad esempio arrivò in Africa, ai limiti delle aree del Sahara, e servì per limitare l’avanzata del deserto e donare la sua maestosa ombra agli abitanti.

Albero sacro di neem

In epoca moderna fu l’entomologo tedesco Heinrich Schmutterer, nel 1959, ad intuire le grandi proprietà dell’albero di neem. Lo studioso fu chiamato in Sudan a dare il suo contributo per risolvere una vasta invasione di locuste. Giunto sul posto osservò che gli insetti divoravano le foglie di tutte le piante ad eccezione di quelle dell’albero di neem.
Da qui, iniziarono gli studi sulla pianta per isolare le molecole con le proprietà insetticide.

I semi dell’albero di neem

L’olio di neem si estrae dai semi, dove è contenuta la maggiore concentrazione e del principio attivo.
I semi si trovano all’interno dei frutti che l’albero produce. Quest’ultimi sono delle drupe di piccole dimensioni. Hanno forma ellissoidale, colore verde giallastro e una lunghezza di circa 2 cm. Come aspetto ricordano un po’ le nostre olive.

Semi di neem con azadiractina

All’interno delle drupe è contenuto un piccolo nocciolo, ossia il seme il cui contenuto oleoso è molto elevato (va dal 40 al 60%). Da questo succo si estraggono le principali sostanze attive della pianta.

L’azadiractina

Le sostanze attive presenti nei semi dell’albero di neem sono i limonoidi, ossia un gruppo di sostanze organiche naturali. Tra queste, la più famosa è l’azadiractina A, che si è dimostrato avere grandi proprietà insetticide. Questa viene estratta e isolata direttamente dai semi di neem per preparare i formulati commerciali utilizzati in agricoltura biologica.

L’olio di neem

Dalla spremitura a freddo dei semi invece viene ricavato l’olio di neem.

Olio di neem con azadiractina

Quest’olio è composto da diverse sostanze: omega 6, omega 9, acido palmitico, acido stearico e naturalmente i limonoidi e l’azadiractina.
Il suo caratteristico odore è pungente, non molto gradevole a dire il vero. In commercio è possibile trovarlo facilmente. E ha diverse colorazioni, che vanno dal giallo scuro, al marrone al rosso accesso.

Differenza tra olio di neem e azadiractina

L’olio di neem e l’azadiractina vengono spesso confusi, ma all’atto pratico si tratta di due prodotti differenti. Come abbiamo già detto l’olio di neem contiene questo principio attivo, ma la tecnica di spremitura meccanica a freddo dei semi, ne modera la concentrazione.

Il quantitativo di azadiractina presente nell’olio di neem non è superiore allo 0,02-0,03%. I formulati commerciali, che utilizzano tecniche diverse di estrazione, hanno invece una concentrazione che varia dall’1 al 2,4%. Molto alta rispetto al semplice olio.

Dunque, la differenza sostanziale per l’utilizzo in agricoltura è la diversa concentrazione di principio attivo. Le diverse case produttrici hanno messo a punto, e a volte brevettato, particolari tecniche di estrazione dell’azadiractina, mettendo in commercio diversi formulati commerciali. Tutti con percentuali più o meno alte di principio attivo.

Meccanismi d’azione dell’azadiractina

Ma vediamo ora come agisce l’azadiractina e perché può essere considerata un efficace insetticida biologico (oltreché, probabilmente, il più antico degli insetticidi naturali).
La sua principale azione è quella di bloccare lo sviluppo degli insetti negli stadi giovanili: la cosiddetta azione juvenizzante.
In particolare, questo principio attivo interferisce con il sistema ormonale degli insetti, provocando un effetto chitino inibitore basato sul blocco dell’ecdisone.
Ciò provoca in molte specie d’insetti alterazioni della muta. Queste non permettono alla larva o al neanide di formare la cuticola esterna.

Proprio per questo motivo il principio attivo dell’olio di neem è efficace soprattutto sugli esemplari giovani, all’inizio del loro ciclo di vita. Sugli esemplari adulti, invece, non ha efficacia comprovata.
Altro effetto di questa sostanza è l’azione repellente e fagodeterrente. In parole povere, attraverso un meccanismo naturale, se applicata sulla pianta, l’azadiractina limita fortemente l’attrazione per gli insetti.

La sua azione avviene per ingestione e per contatto. Inoltre ha un’elevata capacità sistemica sulle piante, ossia resta presente nel sistema linfatico e quindi esplica la sua azione nel tempo (5-7 giorni).
In alcune specie d’insetti, inoltre, riduce la fecondità delle femmine adulte e quindi rallenta il ciclo di riproduzione.

Perché l’azadiractina è considerata un principio attivo biologico?

L’azadiractina è considerata una molecola naturale priva di capacità di accumulo nell’ambiente. Questo sia a livello di terreno, dove viene decomposta dai microrganismi naturalmente presenti, che in ambiente acquatico.
E’ una molecola altamente fotolabile, cioè si degrada velocemente all’esposizione della luce solare.
Inoltre è una sostanza atossica per gli organismi vertebrati e ha una tossicità non significativa per gli insetti pronubi (api e altri impollinatori), a differenza del piretro che abbiamo già avuto modo di conoscere. Malgrado la sua bassa tossicità, è comunque bene utilizzare la sostanza nelle ore serali, quando questi insetti non sono attivi.

Il principio attivo dell’olio di neem ha tempi di carenza (o di sicurezza) che variano, a seconda della coltura trattata. Un ruolo importante, in questo, lo gioca anche il titolo di principio attivo del formulato. In media la carenza va dai 3 ai 7 giorni.

Su quali specie di insetti è efficace il principio attivo dell’olio di neem?

Per quanto riguarda le colture orticole e gli alberi da frutto, sono molti gli insetti sui quali l’azadiractina ha efficacia comprovata. Ovviamente, come detto, questa efficacia è comunque limitata agli esemplari giovanili.
Ecco in tal senso un elenco sintetico:

Dorifera della patata
Dorifera della patata

L’azadiractina può essere validamente utilizzata insieme ad altri rimedi biologici senza perdere la sua efficacia. Ad esempio si può combinare l’uso con il sapone di Marsiglia o il bacillus thuringiensis.
Per i dosaggi e le modalità di applicazione bisogna sempre far riferimento a quanto riportato sull’etichetta del formulato commerciale.

L’olio di neem, l’azadiractina e l’autorizzazione all’utilizzo in agricoltura biologica certificata

Nell’introduzione dell’articolo abbiamo accennato al fatto che solo i formulati contenenti azadiractina, autorizzati e registrati dal ministero della Sanità, sono utilizzabili in agricoltura biologica certificata.
La normativa di riferimento è il regolamento (CE) n. 834 del 2007, con tutte le relative integrazioni delle legislazioni nazionali.

Una riflessione etica

A questo riguardo è opportuna una considerazione di carattere etico, per quel che riguarda l’olio di neem e l’azadiractina.

I formulati commerciali sono prodotti e distribuiti da grosse aziende chimiche del settore. Tra queste aziende figurano grosse multinazionali come la Bayern o la Sipcam.
I prodotti con azadiractina messi in commercio hanno dei costi a volte proibitivi. E la mancata autorizzazione ministeriale per il semplice olio di neem risulta poco chiara. E’ legittimo chiedersi come mai solo i prodotti messi in commercio da queste aziende abbiano accesso all’autorizzazione ministeriale per l’uso in agricoltura biologica certificata. Il sospetto che ci si trovi davanti a una speculazione commerciale, a nostro avviso, è forte.

Il classico olio di neem, che comunque contiene azadiractina, pur essendo completamente naturale non è registrato come insetticida ai sensi della direttiva comunitaria. Per questa ragione non può essere utilizzato dai produttori bio certificati. Un bel paradosso.
Le domande che ci poniamo sono queste: si tratta solo di una questione di autorizzazione e brevetti? Perché per l’ottenimento dell’autorizzazione ministeriale è necessaria la registrazione di un formulato? Il semplice olio di neem non è abbastanza biologico?

Dalle risposte a queste domande potrebbe venir fuori una contraddizione nel sistema delle certificazioni biologiche. Cosa che, è evidente, favorirebbe l’utilizzo dei prodotti messi in commercio dalle grosse aziende chimiche a danno delle tecniche naturali non brevettate. Questo perché, con ogni probabilità, le aziende chimiche, a differenza dei piccoli produttori, hanno ingenti disponibilità economiche, e questo rende più facile sostenere gli investimenti richiesti per arrivare alla registrazione di un formulato.

L’olio di neem e l’azadiractina sul mercato

L’olio di neem ha un costo per l’utilizzatore mediamente pari a circa 1/5 del costo di un formulato registrato a base di azadiractina.
Da più parti l’utilizzo di quest’olio viene consigliato come antiparassitario naturale, soprattutto per chi fa orto domestico.
Non mettendo in discussione la maggiore efficacia dei formulati a base di azadiractina, ci sembra tuttavia un limite non giustificabile impedire l’utilizzo in agricoltura biologica di un prodotto naturale, più blando ma comunque efficace e sicuramente più economico, come l’olio di neem.

Fortunatamente sembra che i margini di manovra si stiano lentamente allargando. Alcune aziende produttrici di olio di neem, malgrado le difficoltà, si sono già attivate per mettere a punto dei prodotti di più facile accesso per gli orticoltori domesticiOlio di neem.

Infine segnaliamo uno sviluppo recente molto interessante sugli studi intorno all’olio di neem: il neem cake, ossia gli scarti di lavorazione dei semi di neem. Questi che si potranno utilizzare come concime organico, fungicida e repellente bio.

Per concludere, l’olio di neem è un prodotto di origine naturale e con un impatto ambientale sostenibile. Speriamo di essere stati esaustivi nella spiegazione non semplice di questo importante antiparassitario biologico.



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5 thoughts on “L’utilizzo dell’olio di neem e dell’azadiractina come insetticidi biologici

  • 16 maggio 2017 at 12:47
    Permalink

    Mi piacerebbe sapere se può essere tossico per le tartarughe di terra.

    Reply
  • 25 giugno 2017 at 15:00
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    Riguardo l’Azadiractina: per essere efficace ed effettuare il proprio effetto sugli insetti, deve permanere nell’ambiente (sulla pianta) per un certo numero di ore/giorni? oppure ha effetto immediato, se la uso nel mio orto e dopo poche ore piove, il suo effetto cessa o persiste nonostante la pioggia? Quali i criteri di riferimento in quest’eventualità? Grazie

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    • 25 giugno 2017 at 23:44
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      L’azadiractina ha azione sistemica, ossia entra nel sistema linfatico della pianta, rimanendovi per alcuni giorni. Dunque, in generale, non viene lavato dalla pioggia. Certo, se piove proprio subito dopo l’applicazione, come tutte le cose può perdere di efficacia.

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  • 25 giugno 2017 at 15:05
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    Quanto precede va riferito ala pianta di olivo ed alla Tignola delle olivine che in questo periodo si va attivando per deporre le sue uova.

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