La lombricoltura. Allevare lombrichi per ottenere concime organico

Oggi affrontiamo un tema molto caro a chi pratica agricoltura biologica, ossia: la lombricoltura (o vermicompostaggio). In sostanza, stiamo parlando dell’allevamento dei lombrichi. Questo tipo di allevamento è importante poiché permette di produrre concime organico grazie all’azione naturale di questi animaletti, a cui già Charles Darwin aveva attribuito un’importanza fondamentale per la fertilizzazione organica del suolo. La conversione biologica di materiale organico in humus è un processo importante.
Vediamo quindi più da vicino in che modo i lombrichi possono essere allevati per la produzione del concime organico, sia su piccola scala, nella gestione del proprio compost domestico, che su larga, per la produzione di humus anche a livello commerciale.

I lombrichi

Lombrichi nel compostI lombrichi, il cui nome scientifico del genere è Lombricus, sono degli anellidi terrestri, appartenenti alla famiglia dei Lumbricidae.
Sono centinaia le specie di lombrichi terrestri esistenti, ma possono essere raggruppate in tre macroclassi:

  • Gli anecici, che vivono giù nel terreno, all’interno di tane permanenti negli strati minerali del suolo. Emergono di notte per trascinare in profondità il cibo (la sostanza organica)
  •  Gli endogei. Anche loro scavano il terreno, ma le loro tane in genere sono ad una profondità più bassa. Si nutrono di materia organica e minerale già presente nel terreno ed emergono in superficie raramente.
  •  Gli epigei, che vivono e si muovono nelle lettiere superficiale del terreno. Non hanno tane permanenti e si nutrono della decomposizione di materiale organico importato.

Sono quest’ultimi i lombrichi utilizzati per la lombricoltura. Questo piccoli vermi hanno la capacità di elaborare il materiale organico che gli viene messo a disposizione in maniera rapida ed efficiente.

Il lombrico rosso

La lombricoltura dei lombrichi Eisenia Fetida
Lombrichi Eisenia Fetida

La specie di maggior interesse per la nostra trattazione si chiama Eisenia Fetida, nota anche come verme rosso californiano, o più semplicemente lombrico rosso.
Si tratta della specie più diffusa nella lombricoltura,
Il lombrico rosso è una creatura di piccole dimensioni, che riesce a raggiungere una lunghezza massima di 7-8 cm. Ha un diametro dai 3 ai 5 mm ed un peso di circa un grammo. E’ molto longevo e riesce a vivere fino a 15 anni.

Come tutti i lombrichi è ermafrodita, cioè possiede sia organi riproduttivi maschili che femminili. Se le condizioni di crescita sono ottimali si riproduce ogni 10 giorni circa. A fecondazione avvenuta deposita piccole uova a forma di capsula di colore ambrato, dalle quali, dopo un tempo di circa 20 giorni, nascono i nuovi lombrichi. Questi, già dopo 3 mesi, raggiungono lo stadio adulto.

Una delle caratteristiche salienti di questa specie è l’ottima resistenza sia alle basse che alle alte temperature. I lombrichi rossi, infatti, riescono a gestire tranquillamente un intervallo di temperatura tra gli 0 e i 35 C°. Nel periodo invernale rallentano la loro attività, entrando in una sorta di letargo. Ciò che mal sopportano è la continuata esposizione alla luce solare. Per questo motivo, di giorno difficilmente li vedremo affiorare in superficie, piuttosto tenderanno a ripararsi nel terreno.

La naturale funzione dei lombrichi nel terreno

La lombricolturaSe avete un terreno ricco di lombrichi, potete ritenervi davvero fortunati. La naturale presenza di questi animaletti è un indicatore molto positivo.
Innanzitutto i lombrichi fertilizzano naturalmente il terreno facilitando la mineralizzazione della sostanza organica, aumentando la dispersione dei nutrienti e favorendo la riproduzione delle popolazioni di batteri e microrganismi autoctoni. In poche parole producono l’humus, la parte più fertile del terreno.

In secondo luogo, grazie alla loro attività sotterranea, migliorano la permeabilità e l’areazione del terreno stesso.
La loro naturale presenza indica che nel terreno non ci sono sostanze tossiche, alle quali non sopravvivrebbero. I lombrichi riescono a proliferare naturalmente soprattutto nei terreni soffici e freschi, mentre rifuggono da quelli troppo compatti e asciutti.

Purtroppo, non tutti i terreni hanno una naturale presenza di lombrichi. Per questo motivo si interviene artificialmente con la lombricoltura. Questa pratica, in qualche modo, anche se in maniera artificiale, riproduce le condizioni naturali di proliferazione del lombrico. Generando quindi l’humus, il fertilizzante organico per eccellenza.
La lombricoltura può essere attuata sia in ambito domestico, in maniera molto artigianale, sia in ambito professionale, per produrre humus o lombrichi stessi destinati alla vendita.

Di cosa si nutrono i lombrichi

I lombrichi si nutrono di sostanza organica, che trasformano in humus grazie ai succhi gastrici presenti nel loro apparato digerente.
Quando parliamo di sostanza organica, ci riferiamo soprattutto a dei rifiuti organici, quelli che normalmente utilizziamo per fare il compost domestico.
Quindi parliamo di:

  • Residui vegetali dell’orto
  • Scarti di potatura adeguatamente sminuzzati
  • Carta e cartone puliti
  • Fogliame
  • Residui di umido della cucina

Sono queste tutte sostanze organiche che produciamo vivendo in campagna e curando il nostro orto.
Tuttavia, l’alimento preferito dai lombrichi è il letame animale ad un elevato grado di maturità. E’ qui che avviene lo spartiacque tra la produzione di humus di lombrico effettuata in ambito domestico ed artigianale, e la produzione di humus destinata alla commercializzazione.
Nel secondo caso, infatti, il letame animale che viene utilizzato per la lombricoltura.

La lombricoltura in ambito domestico

La lombricoltura il compostaggio domestico e lombrichi
Compostaggio domestico e lombricoltura
Sono molti gli appassionati di orto domestico che praticano la tecnica del compostaggio. Ebbene, con i lombrichi altro non si fa che migliorare ed accelerare il processo di produzione del compost.
Basta veramente poco per iniziare. Ad esempio si può predisporre una doppia cassetta, dove in una andranno i residui organici, nell’altra del terriccio con dei lombrichi, che è possibile acquistare in rete presso produttori autorizzati.
A questo punto l’accortezza è di nutrire periodicamente i lombrichi. Sono sufficienti circa tre o quattro volte al mese. Per farlo, basta ricoprire la loro lettiera con uno strato di sostanza organica.

Attenzione a questo passaggio però, la materia organica deve essere in un elevato stadio di decomposizione. Non è quindi possibile utilizzare lo strato superficiale del compost, bensì quello più maturo. Per recuperarlo basta rivoltare il compost periodicamente, come si è soliti fare, ed utilizzare la parte più degradata.

Altra accortezza è quella di bagnare la sostanza organica vegetale prima di darla come nutrimento ai lombrichi. Come si sa, questi animaletti amano l’ambiente umido.
Rispetto al normale compostaggio avremo due vantaggi principali. Innanzitutto avremo meno esalazioni sgradevoli, in quanto i lombrichi lavorano la materia rendendola inodore. Inoltre avremo maggiore velocità nel processo di degradazione. Questo è vero soprattutto se considerate che i lombrichi consumano giornalmente una quantità di sostanza organica pari al doppio del loro peso. Otterremo così un fertilizzante organico del tutto naturale, da utilizzare per il nostro orto domestico. Per completezza d’informazione precisiamo che non è possibile vendere l’humus prodotto da residui di scarti vegetali domestici.

La lombricoltura professionale

Quando si decide di avviare una piccola azienda per la produzione di humus di lombrico, bisogna far riferimento alla normativa del Mipaaf, che regolamenta la produzione e la commercializzazione dei fertilizzanti. In questo caso ci riferiamo al Decreto Legislativo 29 aprile 2010, n. 75.

La normativa al riguardo, in sintesi, dice che l’humus di lombrico è quello prodotto esclusivamente utilizzando “letami provenienti da allevamenti non industriali e non utilizzando gli scarti organici…”. Questi letami sono quelli di suino, bovino, equino e ovino.
Il produttore inoltre dovrà essere iscritto ad un apposito registro dei fabbricanti di fertilizzanti. Il risultato della produzione deve seguire un minuzioso iter di controlli.

Per capire come funziona meglio questa attività a livello professionale abbiamo contattato un’azienda attiva nel settore, chiedendo delucidazioni. Si tratta di un’azienda di zootecnica, che ha deciso di affiancare la lombricoltura alla sua attività usuale.

Come iniziare un’attività professionale di lombricoltura

Parcelle di lombricoltura
Parcelle per lombricoltura
Foto: Powercompost
Per iniziare un’attività di lombricoltura si possono delle apposite parcelle di letame maturo, proveniente esclusivamente dagli allevamenti aziendali. Per letame maturo s’intende una sostanza organica che abbia già superato la fase termofila mesofila e di stabilizzazione.
Le parcelle sono l’habitat per la crescita dei lombrichi. Hanno una lunghezza variabile e misure di larghezza dai 2 ai 2,5 metri.
A seconda della stagione e delle necessità, la parcella viene periodicamente irrigata. Inoltre, ogni 15 giorni viene aggiunta della sostanza organica come nutrimento dei lombrichi rossi.
Per ottenere l’humus di lombrico servono diversi mesi e molta pazienza. Si tratta pur sempre di un processo naturale che ha bisogno di tempo.

Humus di lombrico
Humus di lombrico
Foto: Powercompost
Una volta raccolto l’humus di lombrico viene fatto asciugare, vagliato ed analizzato. Infine viene messo in appositi sacchetti di diverso formato.
Questo humus ha un aspetto del tutto simile al normale terriccio. E’ di colore bruno e molto soffice al tatto.
Viene venduto come concime organico ed è l’ideale per qualsiasi tipo di fertilizzazione organica in agricoltura biologica.

L’azienda contattata ci ha infine inviato un campione del suo prodotto finito, che testeremo tra la primavera e l’estate. Faremo dei vasi con piante aromatiche ed officinali: rosmarino, basilico, prezzemolo e salvia officinalis, e magari anche qualche pianta di peperoncino. Cercheremo di fare un resoconto dettagliato (magari un confronto con altri tipi di fertilizzanti naturali) e vedremo sul campo i benefici reali che i lombrichi apporteranno alle colture che prenderemo in esame. Potrete così valutare da voi se scegliere l’humus di lombrico come concime organico per le vostre coltivazioni biologiche oppure utilizzare altri metodi di concimazione naturale.

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