La beauveria bassiana e la lotta microbiologica ai parassiti dell’orto

La beauveria bassiana è un fungo entomopatogeno utile per la lotta microbiologica. Può essere considerata un insetticida biologico, dunque non dannoso per l’ambiente e le specie animali e vegetali.
Quando parliamo di lotta microbiologica, intendiamo una strategia di difesa dell’orto che prevede l’uso esclusivo di microorganismi già di per sé presenti in natura. Un esempio che abbiamo già avuto modo di vedere è il bacillus thuringiensis.

L’impiego della beauveria bassiana è semplice ed efficace. Per questo motivo viene usata sia dalle aziende agricole che operano in biologico, che da quelle che usano metodi convenzionali. Questo prodotto, con la dovuta conoscenza, può essere anche impiegato da chi fa un orto domestico biologico.

Conosciamo dunque la beauveria bassiana, il suo meccanismo d’azione e le corrette modalità d’impiego.

Cos’è la beauveria bassiana

La beauveria bassiana è una specie fungina scoperta dal botanico e naturalista Agostino Bassi (da cui deriva il nome scientifico). Bassi, già nella prima metà del XIX secolo, comprese che questo agente era causa di una grave malattia del baco da seta (Bombyx mori). Ben presto si intuì che il microorganismo della beauveria bassiana si poteva impiegare come insetticida naturale per difendere le colture dai parassiti.

Meccanismo d’azione

Effetto della beauveria Bassiana su una dorifora della patata
Effetto della beauveria Bassiana su una dorifora della patata
La beauveria bassiana, fungo endofita ed entomopatogeno, viene adoperata in molti paesi europei come strumento di lotta microbiologica, vediamo come.
Il microrganismo si introduce all’interno dell’insetto in seguito alla germinazione delle spore. Questa avviene quando c’è il contatto con la cuticola degli insetti, in particolari condizioni di temperatura ed elevata umidità relativa. In seguito si verifica la penetrazione di una sottile ifa, che si sviluppa dall’appressorio. Quest’ultimo è un organo di ancoraggio attraverso il quale il tubetto germinativo del fungo aderisce al corpo del malcapitato insetto, il quale ha come unica via di salvezza quella di effettuare la muta. In caso contrario, l’infezione non si arresta e passa ai tessuti sottostanti e quindi avviene l’entrata di frammenti ifali (o blastospore) nel sistema linfatico.

La proliferazione del materiale che proviene dal fungo sarà seguita dalla produzione di tossine che causeranno la morte del parassita entro 3-5 giorni, a seconda dello stadio di sviluppo, delle dimensioni e del numero di spore distribuite.
Il meccanismo d’azione appena descritto non è quello però derivante dai ceppi di beauveria bassiana in commercio. Quest’ultimi infatti non producono tossine poiché il tubetto germinativo esercita un’azione fisico-meccanica sulla cuticola, perforandola e portando alla morte per disidratazione l’insetto. Inoltre le ifee continuano a proliferare prelevando i nutrienti dal corpo deceduto. In questo modo l’infezione continua a diffondersi attraverso nuove spore che passeranno a un nuovo insetto. Dopo la morte, compariranno all’esterno del corpo di ogni insetto delle efflorescenze conidiche. Si tratta di una specie di schiuma bianca che contribuisce a un’ulteriore diffusione del fungo.

Ceppi di beauveria bassiana

Così come per il bacillus thuringiensis, anche per la beauveria bassiana esistono diversi ceppi.
I principali sono:

L’uso di questi prodotti è consentito in agricoltura biologica ed è possibile acquistarli in rete senza il patentino necessario per i prodotti fitosanitari.
Entrambi i ceppi di beauveria bassiana si possono usare su diverse colture agrarie e per combattere numerose specie d’insetti.

Colture sulle quali è efficace la beauveria bassiana

Per quanto riguarda le colture, la beauveria bassiana è consigliata su:

Insetti contro cui è efficace la beauveria bassiana

  • Coleotteri come la dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata)
  • Lepidotteri come la processionaria del pino (Thaumatopea pityocampa) o la carpocapsa (Cydia pomonella)
  • Aleurodidi come la mosca bianca (Bemisia Tabaci)
  • Tripidi come la Frankliniella occidentalis
  • Alcuni esemplari della superfamiglia degli afidi (Aphis fabae, Myzus persiceae, Aphis gossypii, Aphis spiraecola)
  • Ragnetto rosso (Tetranychus urticae)

L’efficacia è maggiore quando si agisce sugli stadi giovanili degli insetti.

Modalità di applicazione

La beauveria bassiana può essere distribuita attraverso le normali macchine irroratrici o tramite una semplice pompa a spalla (come questaPompa a spalla).
Dev’essere sempre diluita con l’acqua, cosa che ne aumenta la capacità di penetrare la cuticola degli insetti. Si consiglia di preparare la miscela 3-4 ore prima del trattamento biologico, per favorire la germinazione delle spore del fungo.
La distribuzione è consigliabile effettuarla nelle prime ore del mattino o al tramonto. In queste ore l’umidità relativa è più elevata e gli adulti sono meno mobili.
È importante, inoltre, che l’intervento venga fatto in presenza di un basso livello di infestazione.
In agricoltura biologica può essere irrorato sulle colture anche insieme a rame e zolfo. Questi prodotti, infatti, non compromettono in modo significativo la germinabilità delle spore.

Per i dosaggi e le modalità d’applicazione, che variano a seconda della coltura e dell’insetto, consultare l’etichetta del prodotto.
Un’ulteriore considerazione è che i prodotti commerciali hanno tempi di carenza pari a 0 giorni. Ossia non bisogna attendere neanche un giorno prima di poter effettuare la raccolta degli ortaggi. Questo perché la beauveria bassiana non ha nessun tipo di tossicità per piante, animali e organismi acquatici.

Conservazione

I prodotti commerciali contengono spore vive, per cui è importante conservare la beauveria bassiana al fresco e lontano dalla luce. Il prodotto rimane stabile se conservato a 4-6 °C in frigo.

Eufrasia Zazzarino



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