La coltivazione dell’albero di nocciole

L’albero di nocciole, noto anche come nocciolo, è una pianta che regala i suoi frutti a fine estate. Può dare grandi soddisfazioni sia coltivato nel frutteto di casa che in una coltivazione più ampia, finalizzata alla vendita. Le nocciole infatti, sono molto apprezzate sul mercato, tanto per il consumo fresco che per la trasformazione.
Abbiamo dunque deciso, oggi, di proporre una guida completa alla coltivazione di quest’albero di antica tradizione nel nostro Paese.

Indagheremo quindi i suoi diversi aspetti, vedremo quali sono le principali varietà, come e quando va effettuato l’impianto. Infine conosceremo le principali tecniche colturali per avere un albero sano e nocciole biologiche.

Inquadramento botanico del nocciolo

Albero di noccioleL’albero di nocciole è una pianta da frutto originaria dell’Asia Minore. Appartiene alla famiglia delle Betulaceae, genere Corylus.
Esistono diverse specie per questo genere: Americana, Chinensis, Fargesii, Maxhima, Sieboldiana e molte altre ancora. Le varietà coltivate nel nostro Paese, per la maggiore, sono della specie Coryllus avellana.
L’Italia è il secondo produttore al mondo di questo frutto, dopo la Turchia.
Si tratta di una cultivar diffusa su tutto il territorio nazionale, dalla pianura alla bassa montagna (1300-1500 m).
Per volumi produttivi, le regioni più importanti sono: Campania, Lazio, Piemonte, Sicilia e Liguria.

Le caratteristiche botaniche dell’albero di nocciole

Una caratteristica dell’albero di nocciole è il portamento a cespuglio. In genere raggiunge un’altezza di circa 4 metri, anche se in forma libera può arrivare a 7-8.
Ha un apparato radicale molto esteso, che giunge a profondità diverse a seconda del terreno di coltivazione. Ha inoltre un’attività pollonifera intensa.
Il fusto è sottile e slanciato, sovente di forma contorta.
Le ramificazioni giovani sono dotate di una corta peluria, solo in parte ghiandolare.
La corteccia dell’albero è liscia e sottile, di colore marrone-grigio, segnata da solcature longitudinali.
Le foglie sono alterne sui rami, sono ovali con margini seghettati e dotate di un lungo picciolo. La pagina superiore è verde scuro, con una leggera peluria, mentre quella inferiore è più chiara e mostra evidenti nervature.

Fioritura e impollinazione

Fiori di nocciole
Fiori di nocciole
L’albero di nocciolo è una pianta di tipo monoico, ossia i fiori maschili sono distinti da quelli femminili e sono presenti entrambi sulla pianta.
I fiori maschili si trovato raggruppati in una particolare infiorescenza che prende il nome di amento. Questo ha la forma di una spiga pendula e si trova in gruppi all’ascella delle foglie, sulle ramificazioni dell’anno precedente.
I fiori femminili, invece, sono delle piccole gemme che emettono degli stimmi, ovvero un ciuffo rosso sull’apice che accoglie il polline dei fiori maschili.

Le varietà di nocciolo coltivate sono autoincompatibili, ossia il polline non è accettato dai fiori femminili della stessa varietà. In termini pratici, le varietà coltivate necessitano di un impollinatore collocato nel frutteto per garantire l’adeguato processo d’impollinazione,fecondazione e fruttificazione. Questa operazione può essere evitata se nei pressi del nostro fondo ci sono altri alberi di nocciole che rispondano alle caratteristiche della varietà che intendiamo coltivare.
La fioritura dell’albero avviene in inverno, tra dicembre e marzo. Il periodo ricettivo dei fiori femminili, invece, dura circa un mese ed è compreso tra gennaio e febbraio. In questo momento deve avvenire l’impollinazione a cui segue la fecondazione. Questa fase è molto critica e dura più a lungo rispetto agli altri alberi da frutto. Un andamento climatico stagionale sfavorevole può compromettere la produzione dell’anno.

Il frutto e le fasi delle fruttificazione

Nocciole immatureIl frutto dell’albero sono le nocciole, costituite da un pericarpio legnoso con all’interno un seme dolce e oleoso.
Crescono sull’albero di solito riunite in gruppi di 2-4 unità. All’inizio sono verde chiaro, poi diventano marroni.
Le fasi della formazione dei frutti iniziano con la fecondazione. Poi vi è l’ingrossamento. Quindi la nocciola inizia a crescere e passa da una consistenza spugnosa alla fase lattea del seme, fino alla formazione del frutto completo.

Vi sono poi le fasi dell’invaiatura e della maturazione, che avvengono quando il frutto cambia colore e assume le dimensioni tipiche della varietà.
La piena maturazione (e quindi la raccolta) si ottiene a fine del mese di agosto e il mese di settembre.
L’albero di nocciole entra in produzione a partire dal 4-5 anno di età e raggiunge il picco produttivo verso gli 8-9 anni. Con adeguati interventi di potatura, garantisce produzioni anche per 30 anni!

Le varietà e gli impollinatori del nocciolo

Tra le varietà di albero di nocciole più diffuse e coltivate nel nostro Paese segnaliamo:

  • Tonda di Giffoni, varietà coltivata specie in Campania, con frutti di dimensioni medie, buone rese produttive e ottima qualità. Gli impollinatori di questa varietà sono: la Mortarella, la Camponica, la Riccia di Talanico.
  • Tonda Romana, varietà tipica della zona di Viterbo, nel Lazio. Ha un frutto medio-grosso, con una buona resa e ottime caratteristiche organolettiche. L’impollinatore è il Nocchione.
  • Tonda Gentile delle Langhe, varietà caratteristica del Piemonte. E’ una qualità pregiata, con eccezionali caratteristiche organolettiche. Si adatta poco a condizioni climatiche differenti da quella d’origine. L’impollinatore di questa cultivar è la varietà Camponica.

Ambiente e terreno per la coltivazione del nocciolo

Per la sua coltivazione l’albero di nocciole predilige un clima che non abbia troppi sbalzi stagionali. Teme infatti il freddo intenso nella fase dell’impollinazione, con temperature che scendono sotto i -12 C°. Ma teme anche il caldo eccessivo, con temperature per molto tempo superiori ai 35 C°. Dunque, l’ambiente ideale è la collina, dove queste condizioni avverse più di rado si verificano.
Ama i terreni sciolti e freschi, con un ph neutro (tra 6,8 e 7,2). Ma è comunque una cultivar rustica, che si può adattare ai terreni argillosi, facendo attenzione a evitare i ristagni idrici che provocano asfissia e marciumi radicali.

Prima di coltivare le nocciole o effettuare un impianto di un noccioleto, bisogna fare attenzione alla presenza di calcare attivo nel terreno, magari effettuando opportune analisi. Un suo eccesso, infatti, limita la capacità di assorbimento dei micro elementi, in particolare del ferro, inducendo crisi nell’albero quali l’ingiallimento fogliare (clorosi ferrica).

La propagazione

Ceppaia di noccioli
Ceppaia di noccioli
La tecnica più semplice e diffusa per riprodurre il nocciolo è usare i polloni di una ceppaia, chiamata pianta madre.
I vivaisti certificati svolgono questa operazione prelevando i polloni dalle ceppaia e mettendoli in seguito a radicare nel vivaio. In questo momento il pollone viene spuntato e ridotto a circa trenta centimetri, in modo da favorire lo sviluppo di un buon apparato radicale.
Di norma dopo due anni la piccola pianta di nocciolo è pronta per essere trasferita in pieno campo.
Bisogna prestare molta attenzione alla scelta del vivaio, il quale deve offrire piantine provenienti da ceppaie certificate, con la garanzia delle adeguate condizioni fitosanitarie.
Diffidate di chi vi offre piante di nocciolo a basso prezzo, meglio spendere qualche euro in più in questa fase e non fare i conti con malattie e problematiche non dipendenti dalla nostra attività.

La preparazione del terreno per l’impianto del noccioleto

Per realizzare un nuovo impianto, che si tratti di poche piante o di un vero e proprio noccioleto, il terreno va preparato nei mesi estivi con uno scasso profondo, in genere con aratura.
In questa fase si può procedere alla concimazione di fondo del terreno utilizzando sostanza organica, come letame animale proveniente da allevamenti biologici.
Lo scasso deve essere profondo almeno 70 cm, dopodiché si può procedere alla lavorazione in superficie affinando il terreno (ripuntatura), usndo ad esempio il ripper.

La messa a dimora delle piantine e il sesto d’impianto

Noccioleto
Noccioleto
Il periodo migliore per la messa a dimora delle piantine è l’inizio dell’autunno, nei primi di novembre. Se si ha a disposizione un sistema d’irrigazione, l’impianto può avvenire anche a inizio primavera, subito dopo le ultime gelate.
Le buche per accogliere le giovani piante di nocciolo si preparano a mano o con una piccola trivella. Devono avere un diametro e una profondità di almeno 40 cm.
La buca con dentro la piantina viene riempita di terra miscelando del terriccio più fine, che favorirà la crescita iniziale delle radici.
E’ opportuno sistemare un sostegno con un palo in legno, per proteggere la giovane pianta dalle intemperie.
La scelta del sesto d’impianto (la distanza tra un albero e l’altro) dipende da diversi fattori, uno su tutti è la forma di allevamento scelta. Per agevolare le operazioni successive (raccolta, potatura, pulizia del terreno) si predilige un impianto 6×5 o 6×4 metri.

I principali sistemi di allevamento del noccioleto sono:

  • Cespuglio
  • Vaso cespugliato
  • Alberello

La concimazione e l’irrigazione

La concimazione e l’irrigazione sono due aspetti molto importanti per avere alberi di nocciolo sani e rigogliosi.
E’ bene, almeno una volta l’anno, effettuare una concimazione con sostanza organica, ad esempio utilizzando l’humus di lombrico o il compost.
In questo caso, in inverno, basta spargere il concime intorno alla base dell’albero ed effettuare una leggera zappettatura.
Come accennato, il nocciolo è una pianta rustica, quindi, di norma, non avrebbe bisogno di irrigazione di sostegno. Tuttavia, la progressiva siccità che sta interessando il nostro Paese ci consiglia di prevedere un impianto d’irrigazione, che ci servirà soprattutto nei primi anni di vita dell’albero.
Le carenze idriche prolungate causano uno squilibrio vegetativo, riducono la crescita della pianta, la differenziazione delle gemme a fiore, accentuano la cascola dei frutti, riducono quindi la produzione dell’albero. Un impianto a goccia superficiale è un’ottima soluzione.

La potatura

La potatura del nocciolo è un’operazione complessa. Si articola in diverse fasi, a cui dedicheremo un approfondimento specifico.
In linea generale, la potatura ha l’obiettivo di stabilire un rapporto di equilibrio tra l’attività produttiva e quella vegetativa, limitando il fenomeno dell’alternanza e della cascola anticipata delle nocciole, un po’ come avviene per la potatura dell’olivo.
Il periodo migliore per potare l’albero di nocciole è quello invernale, tra la caduta delle foglie e la fioritura.

La pulizia del noccioleto

Molto importante è mantenere il noccioleto libero dalla presenza di erbe infestanti. Queste, infatti, tolgono nutrimento alla pianta e favoriscono la presenza di parassiti.
Nei noccioleti professionali vengono effettuati periodici passaggi con la fresa. In un frutteto domestico basta effettuare una zappettatura superficiale.
Come tecnica colturale si può anche scegliere l’inerbito, cioè far crescere erba bassa intorno al frutteto. In questo modo si manterrà inalterata la struttura del terreno negli strati superficiali. In agricoltura biologica questa tecnica è piuttosto diffusa, ma richiede una costante attenzione per mantenere il livello del prato inerbito accettabile.

La difesa biologica antiparassitaria

Sono molti i parassiti che minacciano la coltivazione dell’albero di nocciole. Un’analisi dettagliata merita anche in questo caso un approfondimento specifico. In questa sede ci limitiamo a dare un’informazione generale.
I principali insetti fitofagi in grado di compromettere sia la pianta che i frutti sono: l’eriofide o acaro delle gemme (Phytoptus avellanae), l’agrilo (Agrilus viridis), le cimici (specie Gonocerus acuteangulatus e Palomena prasina) e il balanino (Curculio nucum).



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6 thoughts on “La coltivazione dell’albero di nocciole

  • 26 agosto 2017 at 7:02
    Permalink

    competenza e chiara esposizione:complimenti.

    Reply
  • 5 novembre 2017 at 12:03
    Permalink

    Salve, mi hanno regalato un alberello molto giovane di nocciole. Non conosco la varietà e.mi è parso di capire che è necessario piantare anche un impollinatore adatto per avere frutti …. devo aspettare che cresca il mio alberello per riconoscere di che varietà si tratta?

    Reply
  • 15 novembre 2017 at 17:10
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    che significa sesto d’impianto 6×5 o 6×4 ? forse il 6 distanza tra filari e 5 o4 tra piante? grazie

    Reply

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