Il nespolo giapponese. Le caratteristiche e la coltivazione biologica

Il nespolo giapponese è un albero molto amato sia per i suoi dolci frutti che per le sue qualità ornamentali.
Questa pianta di chiare origini orientali, viene coltivata nel nostro Paese da oltre due secoli. Non deve essere confusa con il nespolo comune, pianta originaria dell’Europa mediterranea e naturalizzata nel nostro continente da tempo immemore.
Le caratteristiche botaniche del nespolo giapponese sono molto particolari. Ad esempio ha una fioritura molto tardiva, in pieno autunno, cosa molto gradita alle api. Per produrre i suoi frutti, le nespole, ha bisogno però di particolari condizioni climatiche e accorgimenti colturali.
Se coltivato con le giuste tecniche anche un solo esemplare di quest’albero può dare grandi soddisfazioni in termini produttivi.

Conosciamo dunque meglio questa pianta dal sapore esotico e dall’aspetto affascinante.

Identificazione botanica e origini

Nespolo giapponeseIl nespolo giapponese (Eriobotrya Japonica) è un albero da frutto della famiglia Rosaceae. E’ una specie originaria, allo stato selvatico della Cina Orientale, ma a quello domestico del Giappone. Nell’Impero del Sol Levante sono state selezionate varietà con frutti di grosse dimensioni, più pregiati.
Nel vecchio continente arriva invece nel 1784, nel giardino botanico di Parigi. Mentre in Italia arriva nei primi dell’Ottocento e viene coltivato all’inizio come pianta ornamentale.
Come accennato, non va confuso con il nespolo comune, Mespilus germanica, di più antica tradizione nel nostro Paese. Ad esempio, molti studiosi ritengono che “la casa del nespolo”, la famosa e sfortunata dimora del romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga, faccia riferimento al nespolo comune e non a quello del Giappone.

Il nome latino Eriobotrya deriva dalla composizione di due parole, érion=lana e botrys=grappolo d’uva. Questo termine fa riferimento alle caratteristiche infiorescenze a grappolo e al fatto che le parti verdi e non lignificate della pianta siano ricoperte da una sottile e fitta peluria.
Il nespolo del Giappone è diffuso ovunque in Italia, ma è soprattutto al Sud che viene destinato a produrre frutti. Al Nord viene allevato per lo più come splendida pianta ornamentale, capiremo più avanti il perché.

Caratteristiche botaniche del nespolo giapponese

L’albero di nespolo giapponese è un sempreverde latifoglia, ossia caratterizzato da foglie di grandi dimensioni. La pianta in sé è abbastanza vigorosa, anche se di solito non supera i 6 m di altezza. La sua forma naturale è globosa, con chioma espansa e una folta vegetazione.

Tronco, radici e foglie

Foglie di nespolo giapponeseIl tronco è dritto, con corteccia di color grigio scuro. Dal tronco dipartono molte ramificazioni, che si estendono sia di lato che verso l’alto, conferendo la caratteristica forma tondeggiante.
L’apparato radicale è espanso, ma non molto profondo. Le radici sono superficiali e per questo la pianta non gradisce le lavorazioni del terreno troppo profonde.
Come detto, le foglie sono molto grandi, arrivano fino a 25 cm di lunghezza e anche 10 di larghezza. Sono di forma ellittica e terminano a punta. Inoltre, sono molto spesse e robuste, solcate da evidenti scanalature. Il colore è verde scuro con superficie lucida nella pagina superiore, mentre è verde pallido (quasi bianco) nella pagina inferiore.
Essendo una sempreverde il fogliame si rinnova di tanto in tanto. La vita media di una foglia è di 3 anni.

Fiori e fioritura

Fiori di nespolo giapponeseLa fioritura è una delle peculiarità del nespolo giapponese. Si tratta di un albero da frutto che fiorisce in pieno autunno e per lungo tempo, da ottobre a dicembre. Questo è il motivo per cui la produzione dei frutti è concentrata per lo più nelle regioni meridionali. L’albero, in generale, resiste al freddo, ma se incontra il gelo in fioritura non arriva ad allegagione e non fruttifica.
Questa pianta dà il meglio di sé in zone a clima mite, dalla costa fino alla bassa collina (circa 600 m s.l.m.).
Le regioni italiane dov’è più concentrata la produzione dei suoi frutti sono Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.
La fioritura tardiva è una vera e propria manna per le api, che, di solito, nel tardo autunno, trovano poche piante mellifere a cui attingere nettare e polline. Oltre al nespolo, un’altra pianta del periodo molto ricca in questo periodo è l’edera.

I fiori sono ermafroditi e quindi l’impollinazione del nespolo giapponese è entomogama (o entomofila) ed avviene, appunto, grazie alle api e agli altri impollinatori. Basta quindi una sola pianta per produrre frutti. L’impollinazione delle api può avvenire solo in zone libere da pesticidi chimici e caratterizzate da un’elevata biodiversità.
Tornando ai fiori del nespolo, questi si trovano riuniti in infiorescenze a grappolo. Sono di colore bianco-rosato e hanno forma di stella. Inoltre, sono ricoperti da una sottile peluria, che serve a proteggerli dal freddo. Oltre che dalle api sono molto gradevoli anche dal nostro olfatto, giacché emanano un dolce profumo.

Nespole

Nespole giapponesiClima mite permettendo, in pieno inverno avviene l’allegagione dei frutti del nespolo giapponese. Questi maturano poco per volta e sono pronti in primavera. A seconda della varietà e della zona di coltivazione, la piena maturazione avviene tra aprile e gli inizi di giugno.
Le nespole sono dei piccoli pomi arancio chiaro. Possono avere forma sferica, ovoidale o piriforme. Hanno la buccia sottile e la polpa è morbida e color crema. Il frutto ha un sapore dolce, aromatico e si mangia in un sol boccone rimuovendo delicatamente la buccia.
All’interno della polpa abbiamo i grossi semi marrone il cui numero varia da 1 a 4, a seconda della varietà. Il seme occupa grossa parte del frutto, non ha un periodo di germinazione e tende a disidratarsi con rapidità. Per questo motivo, se si vogliono ottenere nuove piante partendo proprio dal seme, bisogna interrarli subito dopo la raccolta.

Varietà Italiane di nespolo giapponese

Nel corso degli anni i frutticoltori hanno selezionato numerose varietà autoctone di nespolo giapponese, per lo più siciliane. Tra queste ricordiamo:

  • Precoce di Palermo
  • Nespolo di Ferdinando
  • Nespolone di Trabia
  • Vaniglia
  • Grossa lunga
  • Grossa tonda
  • Melitense
  • Monreale
  • Santa Rosalia
  • Conca d’oro
  • Limoncello
  • Nespolo di Bagheria
  • Nespolone bianco
  • Nespolone rosa
  • Nespola rossa di Ficarazzi

Tra le varietà straniere le più rinomate sono invece:

  • Mogi
  • Tanaka
  • Early Red
  • California
  • Champagne

Coltivazione del nespolo giapponese

Frutti maturi di nespolo giapponese
Frutti maturi di nespolo giapponese
Coltivare il nespolo giapponese è un’operazione alla portata di tutti, anche dei più inesperti. Com’è ovvio, però, bisogna tenere in debita considerazione alcune esigenze colturali dell’albero.
L’epoca migliore per la messa a dimora è l’autunno, in questo senso vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento generale su come piantare un albero da frutto.
La giusta esposizione è fondamentale per una buona fruttificazione. Il nespolo gradisce una zona in pieno sole, ma allo stesso tempo riparata dai venti.
Il vento infatti, può in primo luogo rendere difficoltoso il lavoro d’impollinazione delle api. E inoltre può provocare danni, spezzando i rami più grossi.
Come detto, il nespolo del Giappone fiorisce in autunno e inizia a fruttificare in pieno inverno. Il gelo prolungato, quindi, può causare rilevanti problemi di allegagione e ingrossamento dei frutticini.

Sconsigliamo la coltivazione del nespolo finalizzata alla produzione dei frutti in zone con inverno rigido. A fini ornamentali, invece, il discorso cambia, essendo la pianta resistente alle basse temperature.
Per questi motivi l’areale di coltivazione è sovrapponibile a quello che abbiamo visto per i limoni.

Riproduzione e innesto

Il nespolo giapponese si può riprodurre da seme, che mantiene le caratteristiche originali della pianta madre. Di solito viene poi innestato per diminuire i tempi di entrata in produzione.Partendo dal seme si ottiene il portainnesti franco, che è quello più usato, essendo ottimo per la maggior parte delle varietà. Altri portainnesti impiegati per questa cultivar sono il biancospino e il cotogno. Il nespolo coltivato da seme entra in produzione molto lentamente, dopo circa 7-8 anni. Con le piante innestate questi tempi si restringono e si entra in produzione già dal quarto anno. In media la produzione di un nespolo dura fino ai 35 anni di età.

Forma di allevamento e sesto d’impianto

Nei primi anni della coltivazione del nespolo giapponese bisognerà decidere che forma di allevamento fare. Le più usate sono la forma ad albero e quella a cespuglio.
Se si sceglie la forma ad albero, l’intervento di potatura prevede la conservazione del cimale principale fino all’altezza desiderata. Quindi si sopprime di anno in anno, in maniera graduale, la ramificazione più bassa.
Non bisogna essere troppo decisi con questa potatura di allevamento per non causare un indebolimento della crescita. Questa forma di allevamento prevede che l’albero venga fatto sviluppare con un tronco alto circa 120 cm dopo il quale hanno inizio quattro o tre branche.
Una volta raggiunta la giusta altezza d’impalcatura dei rami principali, l’albero viene lasciato sviluppare in forma libera.

Se invece si sceglie la forma a cespuglio l’intervento di taglio iniziale andrà eseguito sul tronco principale. Questo serve a favorire l’emissione di branche principali dal basso.
Il sesto d’impianto che consigliamo varia dai 5×5 m ai 6×6 m, a secondo del vigore della varietà prescelta.

Terreno

Per quanto riguarda le esigenze di terreno, il nespolo giapponese è una specie piuttosto rustica. Predilige un terreno di medio impasto, con una buona dotazione di sostanza organica e un ph neutro.
Soffre invece terreni argillosi e compatti, che danno luogo a ristagni idrici.
Da evitare anche l’eccessiva presenza di calcare, quindi terreni alcalini, specie se l’albero è innestato sul cotogno. Il portainnesti franco tollera meglio il calcare e, di solito, non genera problemi di clorosi ferrica e lento accrescimento.

Concimazione

Il nespolo giapponese deve essere concimato durante l’impianto, in modo da far trovare al giovane apparato radicale il giusto nutrimento. La concimazione si effettua aggiungendo del letame maturo nella buca della messa a dimora. In alternativa si può usare uno stallatico pellettato biologico come questoBiostallatico pellettato.
Nel primo anno di vita non sono necessari altri interventi.

Per gli anni successivi bisogna distinguere a seconda della tecnica di gestione del suolo. Se si decide di mantenere il terreno inerbito, per la concimazione sarà sufficiente praticare una coltura da sovescio in autunno-inverno. Se, invece, per la gestione del suolo si sceglie la lavorazione, l’apporto di sostanza organica dovrà essere più regolare.
Per la concimazione biologica è preferibile usare del letame maturo, che andrà ammendato al terreno attraverso una leggera zappatura. Ma anche in questo caso si può usare il biostallaticoBiostallatico.
I momenti migliori per effettuare questa operazione sono: l’autunno, la fase di allegagione e la fine dell’inverno.
Evitare l’uso della cenere di legna, per non aumentare la dotazione di calcare del suolo.

Irrigazione

Un regolare apporto idrico è molto importante per la crescita del nespolo, specie subito prima della maturazione dei frutti.
In caso di una primavera troppo secca bisognerà intervenire con innaffiature regolari. Stesso discorso vale per il periodo estivo.
Com’è ovvio, con il passare degli anni le irrigazioni di emergenza saranno sempre più limitate.

Diradamento dei frutti

Una pratica colturale molto diffusa sull’albero di nespolo giapponese è il diradamento dei frutti. Operazione che può essere effettuata in due distinti momenti. Si procede o all’inizio dell’autunno, prima dell’apertura dei fiori. In questo caso bisogna fare in modo di avere una sola pannocchia di fiori per ramo, tenendo la centrale ed eliminando le laterali più deboli.
Oppure in inverno, quando i frutti sono poco più grandi di una nocciola. In questo caso si lasciano solo le 4 o 5 nespole migliori della pannocchia.
In questo modo avremo meno frutti, ma più sani e di grossa pezzatura.

Potatura del nespolo

Per un’ottimale resa produttiva è molto importante la potatura di produzione. Questa si basa in primo luogo sull’arieggiamento della chioma, eliminando le ramificazioni più esili, esposte male al sole. Vanno altresì eliminate le ramificazioni che potrebbero opprimere i frutti, procurando lesioni in caso di oscillazioni dovute al vento.
Si devono poi sopprimere eventuali rami secchi o danneggiati da agenti patogeni e avversità climatiche, come forti nevicate ecc.
Bisogna infine, periodicamente, potare una certa parte dei rami che hanno già fruttificato, così da favorire l’emissione di nuovi rami che daranno frutta l’anno successivo.
Il momento migliore per la potatura è subito dopo la raccolta primaverile, nei mesi in cui maturano le diverse varietà.

Raccolta

Frutti acerbi di nespolo giapponese
Frutti acerbi di nespolo giapponese
Una pianta adulta e in piena produzione di nespolo giapponese può regalarci anche 30 kg di frutti. La raccolta va eseguita con una certa grazia, lasciando il peduncolo e staccando solo i frutti maturi. Questo garantirà una migliore e prolungata conservazione.
Le nespole sono molto delicate, si ammaccano con facilità e quindi occorre fare molta attenzione al momento della raccolta.
Altro fattore negativo è che i frutti si conservano per poco tempo.
Queste peculiarità hanno condizionato molto l’espansione a livello commerciale di questa cultivar, spesso relegandola ad un consumo locale.
Raccogliere i frutti quando sono ben maturi è importante per un consumo gradevole. Le nespole immature sono infatti aspre e inoltre allappano il palato.
Per capire se un frutto è pienamente maturo bisogna osservare bene la buccia. Se sono presenti piccole macchioline più scure e leggere ammaccature, la completa maturazione è avvenuta.

Parassiti e avversità

Frutti maturi di nespolo giapponese
Frutti maturi di nespolo giapponese
Il nespolo giapponese è una cultivar piuttosto soggetta ad attacchi di avversità e parassiti. Tra questi il problema più frequente è la ticchiolatura, malattia riconoscibile per le macchie tondeggianti sulle foglie e sui frutti. Questa dà luogo inoltre alla formazione di cancri sulle ramificazioni e rischia di compromettere il raccolto in modo grave.
Altra malattia fungina da monitorare è l’antracnosi, che provoca vistose macchie necrotiche irregolari sulle foglie.
I trattamenti biologici contro queste due malattie si eseguono in inverno, prima della maturazione dei frutti, così come abbiamo visto per la bolla del pesco e l’occhio di pavone dell’ulivo, che si combattono con prodotti rameici usati in prevenzione.

Il nespolo del Giappone è altresì soggetto all’attacco di oidio, o mal bianco. Tra i parassiti, invece, i più problematici sono la cocciniglia e gli afidi, che si presentano in primavera. Per la difesa biologica da queste problematiche vi rimandiamo ai relativi articoli.

Proprietà del nespolo del Giappone

Il nespolo giapponese è un albero ricco di proprietà benefiche, non solo nei suoi frutti. Le foglie, ad esempio, contengono molte sostanze antiossidanti, impiegate per la salute del fegato e contro l’invecchiamento della pelle.
I frutti sono un’ottima fonte di vitamina A, B e C.
Hanno inoltre un buon contenuto di sali minerali, in primis potassio, ma anche fosforo e magnesio.
La nespola è un frutto ideale per chi segue una dieta dimagrante, essendo molto ricco di acqua e fibre. Cento grammi sono solo 47 kcal.
Si tratta di un frutto dolce, dissetante, altamente digeribile e con un leggero effetto lassativo.

Miele di nespolo giapponese

Una nota particolare merita poi il miele di nespolo del Giappone. Si tratta di una produzione di nicchia che si ricava dall’attività delle api durante il periodo della fioritura. Nel nostro Paese viene prodotto solo in Sicilia, nella zona di Trabia e di Calatabiano, dove le coltivazioni sono rigogliose.
Questo miele è disponibile in quantità limitate e l’annata buona dipende molto dall’andamento climatico stagionale. Questo perché, come abbiamo detto, nei periodi di tempo incerto o forte vento le api non riescono a impollinare.
Il colore del miele di nespolo va dal quasi incolore fino all’ambra chiaro quando è liquido. Quando invece è cristallizzato, varia dal bianco perlaceo al beige chiaro.
Il suo sapore è molto dolce e delicato, ma ha un leggero retrogusto amarognolo. Ad ogni modo, questo miele è caratteristico soprattutto per il suo inconfondibile profumo.



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