Coltivazione Biologica

La rotazione colturale e l’avvicendamento in orticoltura biologica

Rotazione colturale

La rotazione colturale è una pratica fondamentale in orticoltura biologica. Per evitare, infatti, che i terreni vadano incontro alla perdita di fertilità e in generale alla “stanchezza”, è necessario programmare il corretto avvicendamento delle colture.
In agricoltura convenzionale la logica della conservazione e della fertilità del suolo è sostituita da quella commerciale. Questo porta a coltivare le specie più redditizie, spesso appartenenti alla stessa famiglia botanica. Read more

Il nespolo giapponese. Le caratteristiche e la coltivazione biologica

Frutti maturi di nespolo giapponese

Il nespolo giapponese è un albero molto amato sia per i suoi dolci frutti che per le sue qualità ornamentali.
Questa pianta di chiare origini orientali, viene coltivata nel nostro Paese da oltre due secoli. Non deve essere confusa con il nespolo comune, pianta originaria dell’Europa mediterranea e naturalizzata nel nostro continente da tempo immemore.
Le caratteristiche botaniche del nespolo giapponese sono molto particolari. Ad esempio ha una fioritura molto tardiva, in pieno autunno, cosa molto gradita alle api. Read more

I prodotti consentiti in agricoltura biologica

Agricoltura biologica

Quali sono i prodotti il cui uso è consentito in agricoltura biologica? Oggi cercheremo di dare una risposta esauriente a questa domanda. In questo articolo parleremo infatti dei prodotti bio che la normativa europea di riferimento consente di utilizzare. Si tratta per la maggiore di antiparassitari o prodotti potenziatori delle difese naturali delle piante.
In sostanza, vi elenchiamo una serie di prodotti che chi coltiva in modo biologico può usare (sia con alcune limitazioni). Questi prodotti sono consentiti sia nei cicli produttivi delle aziende agricole che in quelli di un semplice orto domestico. Read more

Come fare l’orto. La preparazione del terreno

Come fare un orto e la preparazione del terreno

Chiunque abbia a disposizione un piccolo pezzo di terra, anche in un contesto urbano, può iniziare a programmare la costruzione del proprio orto biologico.
Ma come fare l’orto? Come funziona la preparazione del terreno? Quali sono i primi passi da muovere per diventare dei veri contadini? Da dove si comincia?
Per iniziare a coltivare biologico occorre preliminarmente porsi delle domande sul proprio terreno. Innanzitutto quali sono le sue condizioni di partenza? Read more

Coltivazione del kiwi: dall’identificazione del sesso alla potatura

Coltivazione del kiwi

La coltivazione del kiwi italiano è molto apprezzata in tutto il mondo, e la produzione del nostro Paese è molto vasta, anche se non molti lo sanno. Questo frutto, noto anche come actinidia, viene messo a dimora, solitamente, lontano dalle gelate, e viene raccolto nel periodo autunnale.
Oggi conosceremo le caratteristiche della pianta di kiwi, le principali varietà che possiamo trovare in commercio, e spiegheremo come distinguere i maschi dalle femmine. Scopriremo quindi come coltivare i kiwi nel frutteto domestico, attraverso le principali tecniche di coltivazione biologica. Read more

I fichi d’India, la coltivazione biologica e i trucchi per raccoglierli e pulirli

Fichi indiani

I fichi d’India sono piante dalle caratteristiche eccezionali, i cui frutti, che hanno innumerevoli proprietà benefiche, a piena maturazione sono polposi e succosi. E’ una pianta che non necessita di molte cure per crescere sana e rigogliosa, e non è difficile da impiantare.
In questo articolo vedremo com’è possibile coltivare fichi d’India nell’orto domestico. Inoltre rimarrete colpiti dalle particolari funzioni che può avere sul nostro appezzamento di terra.

Cercheremo, inoltre, di capirne i valori nutrizionali e le cure da prestarle. E, infine, vedremo la raccolta e la pulizia dei frutti, operazione molto particolare e delicata, viste le caratteristiche spine.

Il fico d’india, storia e varietà

Il fico d’india, nome scientifico Opuntia ficus indica, è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Cactaceae.
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È originaria del Messico ma è molto diffusa nelle antiche civiltà centroamericane, come quella Azteca. Questi popoli la consideravano sacra e dalle forti connotazioni simboliche.
Arrivò nel vecchio continente, dove si diffuse rapidamente, con il ritorno delle prime spedizioni di Cristoforo Colombo.
Oggi è una pianta molto diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. Nel nostro paese la regione dove è maggiormente prodotta è la Sicilia.

Il fico d’India cresce in maniera spontanea, vista la sua facilità nel propagarsi. Ma per i suoi frutti pregiati viene anche coltivato. Questi frutti per ogni regione d’Italia hanno una denominazione diversa, legata al dialetto e alla tradizione contadina.
Le principali varietà sono tre e si distinguono per la colorazione.
fichi d'india

Abbiamo la varietà “sanguigna”, che produce fichi d’India dal color rosso intenso, porpora. Questa varietà è diffusa soprattutto in Sicilia.

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Varieta sanguigna

Poi c’è la varietà “sulfarina”, probabilmente quella più diffusa, con frutti dal color giallo-arancione.

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Varietà sulfurina

Infine il fico d’India “muscaredda”, con caratteristici frutti dal colore bianco, delicati. Varietà molto pregiata.

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Varietà muscaredda

Valori nutrizionali e proprietà benefiche dei fichi d’India

A livello organolettico i fichi d’India sono dei frutti eccezionali. Hanno delle caratteristiche particolari a livello di sostanze contenute, che ci dovrebbero invogliare a consumarli ogniqualvolta ne abbiamo l’occasione.
Sono composti per l’83% d’acqua, hanno pochissime calorie solo 53 per 100 gr., ed un bassissimo livello di zuccheri, che associato al buon apporto di fibre ne fanno un alimento da consigliare a chi soffre di diabete.
A livello di minerali i fichi d’India ne sono ricchissimi, innanzitutto il calcio 30 mg. buono per l’osteoporosi; il potassio 190 mg. elemento che aiuta a reidratare, indispensabile che chi fa dell’attività sportiva.

Nelle zone aride del deserto del Messico il fico d’india è una salvezza per i viaggiatori. La pianta, infatti, riesce a crescere nel deserto, grazie alla sua capacità di trattenere l’acqua. Le pale, in situazioni di emergenza, possono essere tagliate e strofinate sulla pelle, per le proprietà cicatrizzanti ed antibatteriche della piante, simili, se vogliamo a quelle dell’aloe vera.

Altro elemento particolare sono i 25 mcg. di beta carotene contenuti nei fichi d’India. Questo elemento vitaminico è noto per le sue capacità benefiche sulla pelle, o per chi cerca un’abbronzatura particolare.

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Infine, i piccoli semi del frutto, un po’ duri e inconfondibili, hanno funzione astringente e antibatterica per l’intestino. Possono dunque aiutare in caso di diarrea o improvvisi spasmi. Ma possono anche provocare stitichezza.

Le caratteristiche della pianta di fico d’india

Ora conosciamo meglio questa pianta dalle origini lontane ma che benissimo si è adattata al nostro territorio. Il fico d’india si presenta come una composizione multiforme di cladodi, ossia le pale, che unendosi le une con le altre formano una serie di ramificazioni, che aumentano costantemente con il passare degli anni.

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Ramificazioni del fico d’india

Le prime pale della pianta, quelle che partono da terra, dopo i primi anni lignificano, formando un tronco.
Come tutti sappiamo le pale dei fichi d’india sono piene di spine, che a seconda della varietà possono essere molto grandi.
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Dai cladodi la pianta si riproduce in maniera diversificata. Da qui possono infatti nascere nuove pale o dei fiori che daranno vita al frutto. I fiori sono ermafroditi e possono essere di colore giallo-arancio nel caso della varietà “sulfarina”, rossi nella varietà sanguigna, “bianchi” nella “muscaredda”.

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Fiore dei fichi d’India

I frutti, che iniziano la loro maturazione nel mese di giugno, sono ricoperti da un’altra tipologia di spina, le glochidi, molto sottili, quasi invisibili, che però si staccano facilmente dal frutto. Vista la loro conformazione ad uncino, queste spine entrano nella pelle creando fastidiosi problemi.
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Le piccolissime spine dei fichi d’India sono concentrate nei puntini neri che si vedono sul frutto. Spesso ingannano la vista in quanto sono davvero sottili.
Il frutto è carnoso, il peso può arrivare anche fino a 400 gr., e contiene all’interno numerosi semi.
Infine, le radici che la pianta sviluppa sono molto estese, anche se non vanno in profondità, non più di 30 cm.

La coltivazione nell’orto e nel giardino

Viste le sue caratteristiche, la coltivazione dei fichi d’India nell’orto o nel giardino può rappresentare interessanti opportunità. Oltre ai suoi frutti, la pianta può essere utilizzata anche come frangivento. Una barriera protettiva per gli spazi aperti, per regolare e delimitare i confini. Le piante possono arrivare anche ad un altezza di 3 metri e sono apprezzate anche per le loro qualità ornamentali.
fichi d'india

L’impianto della cultivar è davvero molto semplice, avviene per riproduzione agamica. All’inizio della primavera basta staccare una pala ben formata, da una pianta di almeno 4 anni, e interrarla a metà nel terreno.
Nella foto in basso vediamo una pala composta che ho interrato in primavera, staccatasi dalla pianta in seguito al forte vento.

fichi d'india
Pale interrate in primavera

Nel mio giardino ho iniziato la coltivazione di fichi d’India nel 2008 partendo da alcune pale. Nel 2016 ho ottenuto delle piante di queste dimensioni.
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A livello climatico stiamo parlando di una pianta che si adatta molto bene alle diverse condizioni. L’unica cosa che soffre è il gelo prolungato. Qualche gelata non le procura nessun danno, però condizioni sotto lo zero termico prolungate ne limitano la crescita e l’adeguato sviluppo vegetativo.

È bene, durante la crescita, modellare il fico d’India effettuando la potatura delle pale che sviluppano verso l’interno.
Naturalmente i fichi d’India non hanno bisogno di nessun tipo d’irrigazione. Non sono necessari nemmeno particolari accorgimenti riguardo al terreno e alle concimazioni. Cresce bene da solo, l’intervento umano può essere ridotto al minimo.

Come raccogliere e pulire i fichi d’India

Dalla fine del mese di agosto a quella di settembre è il momento della raccolta dei fichi d’India. Questa operazione è molto delicata, perché, come detto, si viene a contatto con la pianta e le sue spine.
Per ovviare a questa difficoltà si utilizza un apposito strumento. Si tratta di un raccoglitore metallico con una prolunga in legno, che consente di evitare il diretto contatto col frutto. Questo oggetto è di ausilio anche per raggiungere posti in alto o impervi.

Nella foto in basso potete capire di che strumento si tratta (potete acquistarlo qui).

fichi d'India
Strumenti per la raccolta dei fichi d’India

Veniamo adesso alla delicata fase della pulizia dei fichi d’India. Si consiglia di effettuare sempre e comunque l’operazione utilizzando dei guanti protettivi (cosa che non ho fatto io nelle foto seguenti).
Disponete i vostri fichi d’India appena raccolti in un piatto e armatevi di forchetta e di un coltello ben affilato e sottile.
fichi d'India

A questo punto, tenete fermo il fico d’india con la forchetta. Quindi effettuate un taglio longitudinale, lungo la superficie del frutto. Fatto questo tagliate le due estremità.

fichi d'India
Taglio longitudinale

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Taglio delle estremità

L’operazione successiva consiste nel sollevare la buccia e, facendo pressione verso il basso, distaccarla dalla polpa commestibile.

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Esportazione della buccia

Ci si può aiutare facendo rotolare il frutto con la forchetta sulla buccia.

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Asportazione finale della buccia

Operazione compiuta. Non ci resta, a questo punto, che mangiarlo in un sol boccone.

Difesa biologica antiparassitaria

I fichi d’India per loro natura non offrono molto spazio agli attacchi parassitari. Diciamo che non è una pianta molto attraente, anche per via della cuticola cerosa che ricopre le pale e che ha una duplice funzione, limita la traspirazione, e quindi la perdita d’acqua della pianta, e, soprattutto, rappresenta una barriera protettiva contro gli insetti infestanti.
A questa regola fa eccezione la cocciniglia del carminio, Dactylopius coccus.

fichi d'India
Cocciniglia del carminio

Da questa specie di cocciniglia si ricava l’acido carminico utilizzato per produrre il carminio, un colorante di origine naturale. Questa cocciniglia si sviluppa proprio sul fico d’india, che spesso viene coltivato per allevare questa preziosa specie di cocciniglia.

Il nostro obiettivo, però, non è allevare la cocciniglia, ma raccogliere e gustare i fichi d’India Quindi, eventualmente, da questo parassita dobbiamo difenderci. Rimandiamo, per questo, all’approfondimento dell’articolo La lotta biologica alla cocciniglia con il macerato di felce.
In alternativa, per eliminare la cocciniglia dai nostri fichi d’India possiamo utilizzare una soluzione al sapone puro di Marsiglia. Questa sostanza, colpendo la corazza esterna dell’insetto che rimane all’esposizione solare, ne secca i pori, debellandolo e facilitando la pulizia della pianta.

Coltivazione biologica, perché sceglierla?

coltivazione biologica

Dal momento che sono sempre più diffuse le pratiche dell’orto fai da te e dell’orto domestico, la domanda a cui abbiamo deciso di dare risposta su questo nostro blog è: perché coltivare biologico? Molte persone si chiedono infatti quali siano i vantaggi della coltivazione di verdura e ortaggi biologici, e perché le tecniche di coltivazione biologica sono da preferire ai metodi e alle tecniche di coltivazione oggi più in uso.

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