La luffa o spugna vegetale, come coltivarla nell’orto

La luffa, conosciuta come spugna vegetale, è una pianta che si può coltivare con facilità nell’orto domestico.
A livello botanico è molto simile a zucchine, cetrioli e zucca, ma mentre quest’ultime coltivazioni hanno finalità alimentari, la luffa viene coltivata soprattutto per ottenere un prezioso prodotto, la spugna naturale.
Questo spugna è indicata per chi non vuole usare quelle industriali ma preferisce un prodotto ecologico, economico e d’origine vegetale.

Vediamo quindi come coltivare la luffa nel proprio orto, qual è il periodo migliore per la semina e tutte le cure colturali necessarie.

Le varietà di luffa, l’identificazione botanica e le caratteristiche

Luffa cylindrica
Luffa cylindrica

La pianta di luffa è originaria dell’Asia orientale e appartiene alla famiglia botanica delle Cucurbitaceae.
Le due specie più diffuse sono la Luffa cylindrica e la Luffa acutangula, ma ne esistono molte altre varietà.
La Luffa cylindrica è molto simile a una zucchina di grandi dimensioni. Ha forma allungata e raggiunge grosso modo una lunghezza di 30 cm. All’esterno ha una buccia di colore chiaro, con evidenti scanalature e una consistenza dura. A livello alimentare è poco usata, in quanto ha un sapore molto amaro.
La Luffa acutangula ha una forma ancora più allungata e scanalature più accentuate. La buccia è di colore verde scuro. Per la tipica forma sfaccettata del frutto, questa varietà è nota anche come luffa diamante.

Luffa acutangula
Luffa acutangula
Pur avendo caratteristiche simili, la Luffa acutangula è più pregiata della specie cylindrica. Questo perché ha un sapore migliore, se qualcuno volesse mangiarla, e ha una fibra di qualità superiore.
Sono piante rampicanti. Sviluppano una grande vegetazione in verticale, grazie ai numerosi tralci che la pianta emette per trovare appiglio. In questo senso, sono piante molto simili ai cetrioli, e anche la forma e le caratteristiche di foglie e fiori li ricordano.
Un’altra peculiarità riguarda la maturazione del frutto.
Se vogliamo usare la luffa a scopo alimentare, ad esempio in una minestra, dobbiamo raccoglierla quando è ancora acerba. Man mano che matura, la parte interna della polpa inizia a trasformarsi e si disidrata, diventando così spugna vegetale. A fine maturazione, l’interno del frutto sarà composto dal 90% da cellulosa e dal 10% di lignina, elementi organici degradabili e non inquinanti.

Per ottenere la spugna vegetale, dunque, la raccolta deve avvenire a fine ciclo (5-6 mesi), quando la pianta inizia a seccarsi e la buccia del frutto a diventare marrone.

La coltivazione della luffa

Esigenze pedoclimatiche

La luffa predilige un clima mite. Ha un ciclo di coltivazione di circa 6 mesi, quindi dev’essere coltivata in primavera-estate. Ama il caldo, per cui la posizione nell’orto dev’essere soleggiata, sono sconsigliate le zone in penombra.
La pianta sviluppa un ottimo apparato radicale, per questo motivo richiede un terreno profondo e fresco, meglio se di medio impasto. E’ importante che il suolo garantisca un ottimo drenaggio idrico.
Il pH del terreno deve essere neutro o appena basico.

Concimazione e preparazione del terreno

Luffa spugna vegetaleCome le altre cucurbitacee, anche la luffa si avvantaggia di un’ottima dotazione di sostanza organica nel terreno. E’ importante quindi riservare grande attenzione alla concimazione.
L’ideale sarebbe una lavorazione profonda del terreno in autunno, concimare con letame maturo in pieno inverno e lasciare riposare il concime sul terreno. A fine inverno, quando il terreno è asciutto, si può ammendare il concime effettuando una lavorazione superficiale.
Non sempre, però, è possibile rispettare questi passaggi, magari perché non disponiamo del letame maturo da mettere sul campo.
In tal caso, l’opzione migliore è usare lo stallatico pellettatoStallatico pellettato da spargere sul campo prima della lavorazione preparatoria alla semina.

Altri concimi organici che si possono impiegare per la coltivazione della luffa, sono il compost domestico e l’humus di lombrico.
La spugna vegetale, una volta usata, può essere smaltita nel compost per arricchirlo, giacché è organica e degradabile.

La semina della luffa, tecnica e periodo

Il modo migliore per iniziare una coltivazione di luffa è partendo dal seme. L’ideale è conservare i semi della precedente coltivazione e riutilizzarli. Ma, se è la prima volta che coltivate questa pianta, allora potete ricercarli da contadini di fiducia o acquistarli nei negozi specializzati. Potete trovare i semi di acutangula quiSemi di luffa acutangula e quelli di cylindrica quiSemi di luffa cylindrica.
La semina diretta può essere effettuata dalla fine del mese di marzo, quando le temperature si stabilizzano su valori primaverili. Il periodo di semina si può protrarre fino agli inizi di maggio, a seconda del clima della zona di coltivazione. In generale, si parte prima al Sud, poi al Nord.
Per seminare conviene usare la tecnica della semina diretta a postarella, interrando 2-3 semi alla profondità di 2 cm. Una volta germogliate le piantine, si eliminano quelle più deboli, lasciandone a dimora solo una.

Le distanze d’impianto prevedono 60 cm tra una postarella e l’altra, 120 tra le file, qualora decidiate di fare più file.
Per evitare la semina diretta e poter anticipare la semina in zone fredde, si può optare per la semina in vaso. Questo deve avere un diametro di 12 cm. Così facendo, crescerete le piantine in un luogo protetto per il primo mese di vita, e quando le condizioni meteo saranno favorevoli procederete alla messa a dimora in piena terra.

Le cure colturali per una pianta di luffa

Luffa nel pergolatoCome abbiamo accennato la luffa è una pianta rampicante. Questo vuol dire che per agevolarne la crescita in verticale andranno realizzati degli appositi sostegni. La soluzione più semplice è quella di usare pali in legno e reti in plastica (come questeReti per piante rampicanti), così come abbiamo visto per i cetrioli.
I frutti sono abbastanza pesanti, quindi l’impalcatura con i pali in legno dovrà essere fitta. Consigliamo di sistemare un palo ogni 1,5 m, ad una profondità di 50 cm nel terreno. Dovranno essere usati pali resistenti, di almeno 2,5 m di lunghezza. Ai pali, che andranno disposti in linea, si fisserà poi la rete, che rappresenta la superficie di sostegno per la pianta di luffa.

Se avete a disposizione un pergolato, la pianta potrà seguire il tracciato della pergola ed essere anche molto ornamentale. Per capirci, il discorso è simile a quello di altre piante da frutto, come il kiwi.
Altra opzione è quella di crescere la pianta in un vaso sul balcone, sfruttando come sostegno inferriate e muri. In questo caso, scegliete un vaso di grandi dimensioni (circa 40 cm di diametro), riempitelo con terriccio universale ben concimato (come questiTerriccio universale), e crescete all’interno una sola pianta.

Irrigazione e pacciamatura

La luffa, per una migliore crescita vegetativa e lo sviluppo della spugna vegetale, ha bisogno di un apporto idrico costante durante i mesi caldi. Sarebbe il caso quindi di dotarsi di un sistema d’irrigazione a goccia. E’ importante, inoltre, evitare i ristagni idrici, che potrebbero causare marciumi radicali.
Per mantenere il terreno più umido è consigliato ricoprire la fila con un abbondante strato di pacciamatura naturale. In questo modo eviterete anche di dover fare la sarchiatura, ossia la pulizia dalle erbe infestanti.

Parassiti e malattie della pianta di luffa

La pianta di luffa può soffrire delle stesse problematiche delle altre cucurbitacee che abbiamo studiato.
Per quanto riguarda gli insetti, quindi, attenzione a:

Questi parassiti si possono tenere lontani dalle piante adoperando i macerati naturali, in particolare il macerato d’ortica, l’infuso e il macerato d’aglio, il macerato d’assenzio e il macerato di felce.
In caso di gravi infestazioni noi consigliamo prima l’uso del sapone di Marsiglia e in seconda battuta dell’olio di neem (che potete acquistare quiOlio di neem).
Tra le malattie crittogamiche, attenzione all’oidio (o mal bianco). In ambito domestico questa malattia si contrasta, anche in questo caso, col bicarbonato di sodio.

Raccolta, pulizia della luffa

Il ciclo di coltivazione della luffa termina quando il frutto inizia a seccarsi sulla pianta. A questo punto siamo pronti per la raccolta. La prima cosa da fare è la pulizia dai semi. Questa si fa rimuovendo la parte inferiore del frutto, che andrà incisa con un taglierino. Dopo aver rimosso quest’opercolo, si scuote il frutto, che se ben secco farà cadere i semi con facilità. Una volta raccolti, i semi si possono conservare con le stesse modalità che abbiamo visto per i semi di zucca.
Dopo aver conservato i semi, bisogna rimuovere la buccia. Si tratta di un passaggio noioso che richiede tempo e pazienza.

Una volta sbucciate, le spugne di luffa ottenute vanno messe in acqua tiepida e bicarbonato si sodio per 12 ore. Si fa questo bagno per sbiancarle, in quanto a volte alcune spugne possono risultare un po’ macchiate.
A questo punto avrete le vostre spugne vegetali a disposizione.

Utilizzi delle spugne di luffa

Le spugne di luffa possono essere usate per l’igiene della persona e della casa, ma non solo. Ad esempio sono utili come tessuto, o per imbottiture.
Nell’uso principale, che è quello della pulizia del corpo, usata bagnata risulta morbida e ideale per le pelli più delicate. Usandola asciutta si ottiene, invece, un massaggio esfoliante e intenso, ideale per rimuovere dalla pelle impurità e cellule morte.
Se non avete la possibilità di coltivare la luffa, delle spugne naturali già pronte potete trovarle quiSpugne vegetali.



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