Coltivazione Biologica

Il nespolo comune, caratteristiche e coltivazione

Il nespolo comune è un albero da frutto facile da coltivare e che può regalare grandi soddisfazioni. Appartiene alla categoria dei piccoli frutti antichi e dimenticati, quali: biancospino, cotogno, corniolo, giuggiole, corbezzolo, prugnolo, mirto, azzeruolo, lentisco.
Si tratta di un albero perfetto da coltivare in un frutteto familiare, sia per via delle sue ridotte dimensioni, che per la rusticità e il valore ornamentale.
Nelle nostre campagne vanta un’antica tradizione di coltivazione. Ad esempio, un detto popolare recita: “Col tempo e con la paglia maturano le nespole”, ossia viene usata la metafora del nespolo, per affermare che se si vogliono ottenere risultati in una qualsiasi attività, bisogna avere molta pazienza.

In quest’articolo, dopo aver conosciuto le caratteristiche botaniche dell’albero di nespolo comune, vediamo come coltivarlo in modo biologica.

Identificazione del nespolo comune

Albero di nespole
Il nome scientifico del nespolo comune è Mespillus germanica. Si tratta di una specie arborea della famiglia delle Rosaceae. Non deve essere confuso con il nespolo giapponese,albero con caratteristiche differenti.
Altre specie tipiche di questa famiglia sono il melo e il pero.
Nonostante il nome, il nespolo comune è originario dell’Asia Minore, di una zona compresa tra il Mar Nero e il Mar Caspio, tra Iran, Turchia e Grecia. La pianta era nota ai Romani, i quali la diffusero nei territori dell’impero, come l’attuale Germani. Per questo motivo, Linneo, il padre della botanica moderna, al momento della classificazione scelse il nome di Mespillus germanica, credendo nell’origine teutonica della specie.

Oggi il nespolo comune è molto diffuso allo stato spontaneo in tutto il nostro Paese, soprattutto nei boschi di latifoglie. Essendo una specie che resiste al freddo, la ritroviamo anche oltre i 1.000 m di quota.
Tra le varietà coltivate degna di nota è la famosa Nespola di Molinella. Questa specie prende il nome dalla piccola cittadina emiliana, in provincia di Bologna, dove il nespolo comune viene coltivato con ottimi risultati e un disciplinare De.Co.

Caratteristiche botaniche del nespolo comune

Nespole
Le dimensioni del nespolo comune sono modeste. Può raggiungere al massimo un’altezza massima di 5 m, ma di solito non supera i 3 m.
E’ un albero deciduo, ossia: perde le foglie durante l’inverno. Può assumere un portamento arbustivo, inoltre è una specie poco longeva (non più di 50 anni).
In ogni caso, ha un portamento irregolare, con la tendenza dei rami più vecchi a ricadere.
La sua chioma è espansa, così come il suo apparato radicale, che non scende molto in profondità.
Il tronco ha una corteccia grigia e liscia. I rami sono all’inizio di colore marrone scuro, poi, con il tempo, tendono a diventare anch’essi grigiastri.

Nel nespolo comune inselvatichito si ha la comparsa di spine nella parte terminale dei rami e negli esemplari più giovani.
Le foglie di questo piccolo albero sono disposte in modo alterno, di grandi dimensioni, con margine intero, dentellato solo all’apice. Sono di forma ovale, dotate di un corto picciolo, con una presenza più numerosa nella parte distale dei rami.
In primavera sono di colore verde-opaco, dovuto alla presenza di una leggera peluria, che poi resta solo nella pagina inferiore. Quella superiore diventa di colore verde scuro.
In autunno il fogliame assume uno splendido colore ramato, prima della caduta.

Fiori e nespole

Fiori del nespolo comune
I fiori del nespolo comune compaiono a partire da maggio, soprattutto al vertice delle ramificazioni fruttifere. Sono di grandi dimensioni, isolati, di colore bianco e con cinque petali. Portano entrambi i sessi, essendo quest’albero una pianta monoica. L’impollinazione è entomofila.
Le nespole, come per le altre Pomacee , in realtà sono un falso frutto. Questo perché non si formano dall’accrescimento dell’ovario, ma dallo sviluppo del ricettacolo.
Si tratta di un piccolo pomo, dalla tipica e riconoscibile forma tondeggiante.
Ha una buccia ruvida, marrone chiaro, ricoperta da una finissima peluria, con un diametro che non supera i 2,0-2,5 cm. Si presenta con un’ampia depressione apicale contornata dai residui dei sepali. Sono inoltre dotate di un corto peduncolo, hanno una buccia resistente, che per grana, consistenza e colore ricorda il cuoio.

Il loro sapore è acido e astringente e si raccolgono fino ad autunno inoltrato.
Non vengono consumate fresche dopo la raccolta, ma solo ad un periodo di ammezzimento.
All’interno del frutto sono presenti di solito 5 semi, duri e legnosi.

Come coltivare il nespolo comune

Esigenze climatiche

Coltivare il nespolo comune è una pratica molto diffusa nei frutteti familiari. La pianta è rustica, di elevato pregio ornamentale, e grazie alle sue dimensioni ridotte è adattabile ai piccoli spazi.
La fioritura tardiva, a partire dal maggio, fa sì che l’albero non soffra delle gelate tardive. Questo permette di coltivarlo anche sopra i 1.000 m di quota.

Terreno e irrigazione

L’albero di nespole predilige un terreno di medio impasto, profondo, ricco di sostanza organica, con pH neutro. Tuttavia, si adatta anche a terreni più poveri, magari concimati prima dell’impianto. Non sono necessarie eccessive concimazione azotate, basta anche del semplice humus di lombrico o del compost domestico.
Per la messa a dimora valgono le regole comuni per piantare un albero da frutto.
Negli anni successivi all’impianto si può intervenire con concimazioni superficiali e leggere.
La tecnica di gestione del suolo da preferire è quella dell’inerbimento.
Visto l’apparato radicale superficiale, il terreno non ha bisogno di una grossa lavorazione pre-impianto. L’importante è sistemare adeguati sgrondi delle acque in eccesso, in modo da evitare pericolosi ristagni idrici.
L’irrigazione è importante soprattutto nei primi anni di vita dell’albero. Stagioni troppo siccitose possono compromettere l’attecchimento iniziale. In estati troppo aride, d’altro canto, è necessario intervenire con irrigazioni di soccorso.

Portainnesto

Per avviare una coltivazione di nespolo comune conviene acquistare piante in vivai che forniscano un’adeguata certificazione sulla salubrità del materiale usato.
Di solito, come portainnesto viene scelto il cotogno, in quanto specie altrettanto rustica.
Per quanto riguarda le tecniche d’innesto, è possibile scegliere tra quello a gemma dormiente, da eseguirsi verso la fine di agosto, e quello a triangolo, da effettuarsi a fine inverno.

Forma d’allevamento e sesto d’impianto

Per allevare un nespolo comune nel frutteto si può optare per la forma a vaso. La potatura deve essere piuttosto limitata e assecondare il portamento naturale della pianta.
Altra forma diffusa è il fusetto, ma è più difficile da impostare e mantenere. Per l’impostazione del fusetto vi consigliamo di far riferimento alla potatura del pero.
Il sesto d’impianto ideale nella forma a vaso è di 4 m per 4, tra le piante e le file.

Potatura e diradamento del nespolo comune

Una volta impostato il nespolo con la potatura di formazione, bisogna intervenire di anno in anno con quella di produzione.
Quest’albero, infatti, emette molta vegetazione e ciò può andare a scapito della produzione dell’anno. Per questo bisogna eliminare la metà dei rami troppo vigorosi, ovvero quelli con più di un anno di età. In questo modo si stimola la pianta ad emettere nuova vegetazione, tenendo conto che produce sui rami dell’anno. Questo tipo di potatura va eseguita ogni anno: o a dicembre, dopo la cadute delle foglie, oppure prima della ripresa vegetativa, verso febbraio. Le operazioni di potatura del nespolo comune consentono di ottenere frutti di pezzatura maggiore.

Difesa biologica antiparassitaria del nespolo comune

Rispetto alle altre pomacee, molto delicate e sensibili, il nespolo comune non soffre in modo particolare parassiti e malattie.
Per ulteriori approfondimenti vi consigliamo di leggere le specifiche sul nespolo giapponese.

Raccolta delle nespole

La raccolta delle nespole si esegue di norma nella seconda decade di novembre. Per effettuarla si prediligono giornate asciutte, onde evitare i rischi di muffa nel post-raccolta.
Dopo la raccolta i frutti vanno conservati in magazzini freschi e arieggiati, dentro piccole cassette di legno. Sul fondo di quest’ultime viene sistemata un po’ di paglia secca.
Il periodo di ammezzimento dura circa un mese, dopodiché i frutti sono edibili.

Gl usi delle nespole e delle parti dell’albero

Le nespole sono frutti perfetti per essere trasformati in marmellate o gelatine. Spesso vengono usati per produrre bevande alcooliche.
Il legno dell’albero è molto duro e viene usato per lavori al tornio. E’ ottimo per ottenere carbone.
In antichità, con il tannino ottenuto dalla corteccia, dalle foglie e dai frutti immaturi si effettuava la concia delle pelli.



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