Il mirtillo gigante americano, come impiantarlo e coltivarlo

Coltivare la pianta di mirtillo nel frutteto familiare richiede alcune attenzioni da non sottovalutare. Il mirtillo è un frutto di bosco, la cui specie più coltivata in Italia è chiamata mirtillo gigante americano. Questa specie comprende a sua volta diverse varietà.
Questa coltivazione può dare ottime soddisfazioni anche ai più inesperti, sia dal punto di vista delle rese produttive per singola pianta, che per la qualità dei frutti.

Per coltivare piante sane e rigogliose però, è necessario conoscere le esigenze colturali e tutte le cure necessarie. Andiamo quindi a vedere tutte le attenzioni richieste, dalla messa a dimora fino alle operazioni di potatura.

La pianta di mirtillo, l’identificazione botanica e le varie specie esistenti

Pianta di mirtilloLa pianta di mirtillo (Vaccinium) appartiene alla famiglia delle Ericaceae.
La specie più coltivata si chiama Vaccinium corymbosum, nota anche come mirtillo gigante americano, e su questa specie ci concentreremo.
Di mirtillo però ne esistono circa 130 varietà, alcune da coltivare, altre che nascono spontanee nei boschi. Vediamo quali sono le principali:

  • Vaccinium myrtillus, o mirtillo nero europeo, specie spontanea in Europa. In Italia si trova nell’arco Alpino fino ai 2000 m, ma anche in Abruzzo.
  • Idaea, o mirtillo rosso, altra specie spontanea europea. Di piccola dimensione e sempreverde, produce bacche rosse, acide e amarognole. In Italia si trova nelle Alpi e nell’Appennino settentrionale.
  • Uliginosum o mirtillo blu, spontaneo in Europa, poco in Italia. Piccolo arbusto a foglia caduca, produce bacche bluastre, pruinose, insipide e con succo incolore.
  • Macrocarpon, o mirtillo rosso americano (in inglese Cranberry). Specie coltivata, ma che nasce spontanea in America. Produce bacche rosse, di grosso calibro.
  • Angustifolium, o mirtillo nano americano (in inglese Lowbush blueberry). Specie coltivata in Europa, spontanea in Nord-America. Di taglia ridotta (fino a 50 cm). Produce bacche pruinose, di colore blu, dolci e profumate.

Il mirtillo, inoltre, non deve essere confuso con un’altra pianta spontanea molto presente specie nel Sud Italia e nelle Isole, ossia il mirto (Myrtus communis), della famiglia Myrtaceae.

Caratteristiche botaniche della pianta di mirtillo

MirtilliLa pianta di mirtillo gigante americano è caducifoglia, ossia perde la chioma durante il periodo di riposo vegetativo. Ha portamento arbustivo eretto, con germogli (polloni) che si accrescono dalla base della pianta o dal colletto.
Ha un apparato radicale superficiale ed espanso, con due tipi di radici. Quelle grosse, che la pianta usa per accumulare sostanze di riserva e ancorarsi al suolo. E quelle fini, utili per assorbire i nutrienti nel terreno con velocità. L’apparato radicale molto espanso ha riflessi sull’irrigazione, che deve raggiungere un’ampia porzione di terreno intorno alla pianta.
I fiori del mirtillo gigante sono di colore bianco o rosaceo. Hanno la forma di una piccola campanella rivolta verso il basso. Si trovano riuniti in infiorescenze a corimbo.

Le piante di mirtillo gigante americano sono autofertili, ma traggono vantaggio dall’impollinazione incrociata.
I frutti, i mirtilli, sono bacche globose color blu acceso, con una leggera patina pruinosa che li rende più chiari.
La polpa è morbida, di colore bianco-verdastra, con un gusto tra il dolce e l’acidulo, più o meno intenso.

Varietà di mirtillo gigante americano

Del mirtillo gigante americano esistono diverse varietà che si possono coltivare nel frutteto familiare. Ognuna di queste ha diverse caratteristiche anche a livello sostanze contenute. Vediamo quali sono queste varietà.

  • Duke, varietà a maturazione precoce. Resiste bene ai ritorni di freddo primaverili grazie alla fioritura tardiva, caratteristica molto importante per le piante di mirtillo. Ha un’elevata produttività e frutti di ottima qualità, dal profumo aromatico e medie dimensioni. I mirtilli sono di color azzurro chiaro, con un gusto bilanciato tra il dolce e l’aspro.
  • Spartan, varietà a maturazione precoce con una buona resistenza al freddo primaverile. I mirtilli che produce sono molto grossi, di colore blu chiaro, con polpa compatta e sapore gradevole.
  • Bluecrop, questa varietà ha un tempo di maturazione intermedio. Garantisce produttività costante ed elevata, con frutti di ottima pezzatura. Il colore dei mirtilli è blu chiaro, con forma un po’ allungata.
  • Brigitta, varietà a maturazione semitardiva, molto vigorosa e produttiva, frutti di ottima qualità. Si conservano a lungo, prolungando il periodo di consumo.
  • Jersey, varietà con foglie molto ellittiche, di color verde scuro. Produce mirtilli di grosse dimensioni, molto dolci a completa maturazione, che avviene tra fine giugno e inizo luglio.

Coltivare mirtilli

Esigenze climatiche

La pianta di mirtillo viene di solito coltivata in zone di collina e bassa montagna. Ha un’ottima resistenza al freddo, riuscendo a sopportare anche temperature di -30°C. Ciò avviene se durante la stagione vegetativa i giovani polloni sono ben lignificati.
Il mirtillo teme di più i ritorni di freddo primaverile, specie nella fase di fioritura. Un freddo primaverile intenso può compromettere la successiva allegagione dei frutti. Dunque la pianta va protetta dal gelo più in primavera che in inverno, con interventi tempestivi al verificarsi delle condizioni critiche. Una buona idea è la protezione della pianta con dei teli antigelo come questiTeli antigelo.

Infine, la pianta predilige un’esposizione in pieno sole, però riparata dai venti, ad esempio attraverso l’uso di siepi frangivento.
Alte temperature sono importanti nella fase di maturazione dei frutti, per far sì che il contenuto di zuccheri aumenti.

Il terreno e la giusta acidità

Il mirtillo è una pianta molto esigente in termini di terreno. E’ una specie acidofila, che vegeta bene in terreni acidi, con una reazione del pH tra 4 e 5. Con valori del pH superiori a 5.5-6 la crescita della pianta e la relativa produzione possono compromettersi. Sui tipi di terreni non adatti, spesso si verificano problemi di assorbimento e carenze, specie di clorosi ferrica, che porta a un rapido ingiallimento fogliare.
Non è necessario che il terreno sia molto profondo, è più importante l’assenza di calcare e una buona dotazione di sostanza organica decomposta.
La struttura del terreno inoltre deve essere sciolta, in modo da evitare ristagni idrici e favorire l’assorbimento dell’acqua.
Prima di avviare una coltivazione di mirtilli è bene procedere all’analisi del pH del terreno, in modo da verificare il grado di acidità e, se è il caso, apportare dei correttivi.

Un sistema per intervenire sul livello di acidità è quello di ammendare il terreno con torba acida. Si può agire sia nella fase di preparazione del terreno, che nel momento della messa a dimora. La torba infatti, può essere sostituita al letame maturo al momento dell’impianto. Una buona torba acida bio potete trovarla quiTorba.

Tenete presente che la torba acida è reperibile in natura con facilità. Ad esempio, per trovarla basta prelevare la terra posta sotto un vecchio castagneto.
Altro prodotto usato per acidificare il terreno è lo zolfo pellettato, consentito in agricoltura biologica. Per il suo dosaggio si consiglia comunque di seguire le indicazioni fornite dal produttore.

L’impianto del mirtillo

MirtilletoLa propagazione del mirtillo può avvenire per seme o talea legnosa o semilegnosa. In commercio si trovano piante già formate, di età variabile dai 9 ai 15 mesi. Queste piante sono vendute in vasi di plastica con pane di terra o a radice nuda. Di solito i contenitori sono di piccole dimensioni, il che provoca la costrizione dell’apparato radicale della pianta di mirtillo.
Prima di procedere alla messa a dimora, dunque, è bene districare e distendere le radici. Questo favorirà l’attecchimento e la futura crescita.

Un altro accorgimento da tenere in considerazione subito dopo l’impianto è una tempestiva irrigazione. Infine, osservate bene com’è formata la pianta che state acquistando. Le giovani piante di mirtillo in commercio possono presentare diversi rametti che partono dal ceppo. Al momento del trapianto è consigliabile eseguire un contenuto alleggerimento della chioma, eliminando i rametti in eccesso, con particolare riguardo a quelli deboli e sottili.

I periodi ottimali per la messa a dimora sono l’autunno, per le piante a radice nuda, fine inverno e inizio primavera per le piante vendute in vaso.
Il sesto di impianto ottimale per un mirtilleto è di 2-2,5 m tra le file e 1,5-2 m sulla fila. Distanze che cambiano un po’ in funzione della vigoria della varietà prescelta.
Consigliamo di scegliere diverse varietà tra quelle indicate, così da avere una raccolta un po’ scalare e favorire l’impollinazione incrociata.

Irrigazione e pacciamatura

Irrigazione pianta di mirtillo
Irrigazione con doppia manichetta
Per coltivare mirtilli, massima attenzione va dedicata agli aspetti dell’irrigazione e della pacciamatura. Come abbiamo visto, la pianta ha un apparato radicale superficiale ed espanso. E ha inoltre un elevato bisogno idrico nelle fasi vegetative e della maturazione dei frutti.
Non sempre le precipitazioni naturali sono sufficienti ad assicurare il giusto volume d’acqua. E’ necessario quindi predisporre un sistema d’irrigazione.
Nella coltivazione del mirtillo un sistema efficace per bagnare in modo uniforme il suolo è l’uso della doppia manichetta d’irrigazione, sistemata a 25 cm l’una dall’altra. Le piante vengono piante in mezzo alle due manichette, al fine di garantire un’uniforme e ampia bagnatura del terreno.
Necessaria è anche la pacciamatura, in modo da diminuire le necessità idriche e tenere lontano le erbacce. Quest’ultime sono un problema per la pianta poiché rappresentano una competizione idrica e nutrizionale.
In molti optano per la pacciamatura artificiale con teli in tessuto (come questiTeli per pacciamatura).

Questo tipo di telo viene bucato alla distanza desiderata e sistemato sul terreno prima dell’impianto. Ha il vantaggio della durabilità nel tempo e della totale eliminazione delle erbe infestanti. Ma di contro ha un costo elevato.
L’alternativa è la classica pacciamatura naturale, che nel caso della pianta di mirtillo è bene fare usando corteccia, aghi di pino e torba vecchia mista a foglie. Tutti materiali che acidificano il terreno.

Concimazione organica

La concimazione organica va fatta in autunno o fine inverno, prima della ripresa vegetativa. Si consiglia di usare letame maturo da spargere tra le fila, alla base delle piante. Se il terreno ha avuto una correzione di acidità, al letame bisogna aggiungere torba acida, per mantenere il giusto ph.
Se si usano i teli pacciamanti in tessuto, la concimazione può risultare difficile. In questo caso, infatti, i teli vanno spostati per poter distribuire la sostanza organica necessaria.

Forma di allevamento e potatura

Cespuglio di mirtillo
Cespuglio di mirtillo
Per la pianta di mirtillo la forma d’allevamento ideale è il cespuglio libero, senza sostegni. Il cespuglio dovrebbe essere formato da 5-6 branche produttive, con accanto 1-2 polloni necessari per il rinnovo.
Gli interventi di potatura mirano a regolare la produzione e, allo stesso tempo, a garantire il rinnovo della pianta.
Bisogna intervenire in maniera equilibrata, in quanto i tagli drastici squilibrano le piante e ne accentuano la spinta vegetativa. L’assenza di potature, invece, soprattutto in piante adulte, fa invecchiare subito le branche e compromette la produzione. Branche non potate non si rivestono in modo adeguato di brindilli produttivi.

Nel primo anno di vita della pianta si interviene per asportare i fiori, così da favorire la formazione dell’apparato radicale.
Negli anni seguenti (dal primo al terzo), la potatura è più veloce. Consiste in primo luogo nell’apertura della pianta, eliminando le branche e i polloni che crescono nella parte centrale. Vengono poi asportati anche i polloni basali in eccesso. L’obiettivo è quello di formare una pianta di mirtillo con 5-6 branche, provvedendo ogni anno a eliminarne 1-2 vecchie, sostituendole con un paio di polloni vigorosi di 1-2 anni. In media si elimina circa 1/3 del legno vecchio.

Epoca di raccolta e usi

La raccolta dei mirtilli avviene da giugno ad agosto, a seconda della varietà e dell’areale di coltivazione. La maturazione dei frutti è scalare, una pianta può produrre anche per 4 settimane, con pause ogni 5-10 giorni. Un indice di maturazione dei frutti è la colorazione della bacca, che dev’essere uniforme e completa.
I frutti maturi di mirtillo gigante americano si mangiano tal quali, magari con l’aggiunta di limone e zucchero. Sono ottimi per preparare marmellate, gelatine e sciroppi. Con la fermentazione del succo si ottiene una bevanda un po’ alcolica: il famoso vino di mirtilli. Da questo, attraverso un processo di distillazione, si ottiene un’ottima grappa, molto popolare in Germania e Francia.

Difesa biologica antiparassitaria

Per la difesa biologica antiparassitaria della pianta di mirtillo, molta attenzione va prestata agli afidi. Questi parassiti si presentano nei mesi primaverili. Le colonie si concentrano soprattutto sugli apici dei germogli, che possono deformarsi e bloccare la crescita.
Gli afidi inoltre producono melata, che imbratta i frutti e provoca fumaggini, abbassando la qualità del prodotto. Per combattere gli afidi si consiglia l’uso dei macerati naturali, come quello d’aglio o di ortica. In caso di gravi infestazioni si può usare, invece, il sapone di Marsiglia puro, che trovate quiSapone di Marsiglia.
Altri insetti problematici nella coltivazione dei mirtilli sono la cocciniglia e l’oziorrinco. Per approfondire questi insetti vi rimandiamo ai post specifici.

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6 thoughts on “Il mirtillo gigante americano, come impiantarlo e coltivarlo

  • 1 febbraio 2018 at 19:19
    Permalink

    meglio lasciar perdere nella mia zona il terreno è calcareo l’acqua è calcarea…..sarebbe una battaglia persa……peccato!!!!!

    Reply
  • 29 maggio 2018 at 11:00
    Permalink

    se vuoi puoi coltivarli in vaso usando del terriccio per piante acidofile e per quanto riguarda l’acqua puoi usare quella piovana. io ho circa 50 piante in vaso e sono uno spettacolo.

    Reply
  • 26 luglio 2018 at 5:03
    Permalink

    Posso coltivarlo in ucraina,il terreno è ottimo ma può nevicare anche in marzo/aprile e l’acqua è abbondante,quali varietà sarebbero consigliate?grazie.o

    Reply
  • 7 agosto 2018 at 7:25
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    Buongiorno. Quali varietà posso mettere nel Sud Sardegna? forse Rabbiteye? potreste darmi dei consigli in modo che io possa trovare vivai che vendono varietà per le regioni del sud? Grazie mille

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