L’avocado. Ecco come coltivare l’albero nel frutteto

L’avocado (Persea americana) è una pianta da frutto originaria dell’America Centrale. Da qualche anno viene coltivata con ottimi risultati anche nel nostro Paese. Essendo una pianta tropicale, predilige un clima caldo, per questo motivo trova un ambiente ideale di coltivazione nelle regioni meridionali, specie in Sicilia. Qui si concentra la maggior parte della produzione nazionale. Tuttavia esistono diverse varietà di avocado. Alcune sono più resistenti al freddo, e quindi possono essere coltivate anche in altre zone. L’importante è seguire i giusti accorgimenti colturali e scegliere in modo oculato la varietà giusta.

In quest’articolo illustriamo le caratteristiche botaniche dell’avocado, soffermando la nostra attenzione sull’orientamento varietale. Vediamo inoltre quali sono le tecniche di coltivazione biologica per crescere piante di avocado sane e rigogliose nel frutteto familiare.

Origini dell’avocado

Avocado alberoL’avocado è un albero da frutto che appartiene alla famiglia botanica delle Lauraceae. A questa stessa famiglia appartiene anche un albero a noi molto più familiare, ossia l’alloro.
Si ritiene che l’avocado abbia avuto origine nel sud del Messico. Fu coltivato in tutta l’America Centrale in età precolombiana, prima dell’arrivo degli europei. La zona di maggiore diffusione era compresa tra il fiume Rio Grande (l’attuale Colorado) e il Perù.
Oggi l’avocado è coltivato in modo intensivo non solo in America ma in molte zone del modo.

Alcune zone di produzione sono: Polinesia, Filippine, Australia, Nuova Zelanda, Madagascar, isole Mauritius, isola di Madeira, Canarie, Algeria, Sudafrica, Spagna meridionale, sud della Francia, Sicilia, Creta, Israele ed Egitto.

Inquadramento botanico dell’avocado e le diverse specie

L’inquadramento botanico dell’avocado è molto complesso. Lo illustriamo comunque per gradi linee.
Di questo frutto esistono tre diverse specie (o razze) che sono:

  • Messicana
  • Guatemalteca
  • Antillana

Oggi vengono coltivate sia delle varietà pure che degli ibridi, con caratteristiche diverse rispetto alle specie principali. Le varietà da noi più coltivate sono degli ibridi di specie messicane e guatemalteche, e si chiamano Fuerte e Hass.

Specie messicana

Le varietà delle specie messicane di avocado sono quelle che meglio tollerano i nostri climi. Gli alberi maturi affrontano temperature fino a -5 ° C senza subire danni. Le varietà commerciali principali sono: Zutano, Bacon e Shephard.

Specie guatemalteca

Le razze guatemalteche invece, provengono dagli altopiani tropicali. Richiedono quindi un clima tropicale, fresco, senza estremi di umidità e temperatura. Gli alberi possono resistere al massimo ai -2 C°. A questo gruppo appartengono le varietà Gwen e Reed.

Specie antillana

Il gruppo degli avocado antillani, infine, ha avuto origine nelle terre umide e basse dell’America Centrale tropicale. Questo gruppo ha la peculiarità di essere più tollerante ai suoli e all’acqua salina. Di contro si tratta della razza meno resistente al freddo, quindi poco adatta ai nostri climi.

Caratteristiche dell’albero di avocado

Avocado giovane alberoL’avocado è un albero sempreverde, dalla chioma molto densa e aspetto gradevole. Raggiunge altezze anche superiori ai 20 m, ma di solito ha dimensioni più contenute, grazie agli interventi di potatura.
Ha un rapido accrescimento, in 3-4 anni riesce a raggiungere le dimensioni di un albero di arance di 10 anni.
La crescita vegetativa è intensa nella stagione estiva, mentre rallenta molto in autunno e in inverno.
Come detto, è un sempreverde che tuttavia in primavera rigenera il suo fogliame, in modo progressivo. Una foglia vive circa 2 anni, un po’ come avviene per il nespolo giapponese.

Le foglie dell’avocado sono alternate sui rami, lucide, di forma ellittica, di colore verde scuro con venature più chiare. Quelle delle varietà antillane sono senza profumo, mentre quelle guatemalteche e messicane hanno uno spiccato odore di anice. Inoltre sono ricche di oli essenziali e hanno anche usi medicinali.
Quando le foglie cadono per rinnovarsi è bene lasciarle in cumuli alla base dell’albero. Il loro lento degradarsi funge da concimazione naturale.

Fiori e fioritura dell’avocado

Nella pianta di avocado la fioritura è particolare e determina la produttività della cultivar. I fiori sono di tipo ermafrodito, ossia hanno sia gli organi sessuali maschili che femminili. Malgrado ciò l’autofecondazione .
Questo difetto genetico è corretto in natura dal fatto che esistono due differenti tipi di biologia fiorale.
In genere la fioritura avviene nell’arco di 2 giorni, con differenze nella mattina e alla sera.
Le piante di avocado da questo punto di vista si distinguono nei gruppi A e B:

  • Nel gruppo A i fiori possiedono la ricettività del pistillo durante la mattina del primo giorno, si comportano cioè da fiore femminile. Il problema è che allo stesso tempo hanno le antere piegate e quindi il polline non può effettuare la fecondazione. Nel pomeriggio del secondo giorno invece si comportano come fiori maschili.
  • Nelle varietà del gruppo B avviene esattamente il contrario. Pertanto per effettuare la fecondazione e ottenere la produzione è indispensabile la concomitante presenza di piante di entrambi i gruppi (impollinazione incrociata).

Anche nel frutteto familiare, quindi, è necessario avere almeno due piante, cosa che consente la sovrapposizione delle fasi di fioritura.
Per fortuna si conoscono già i gruppi di appartenenza delle principali varietà che vi abbiamo elencato sopra.
Un ottimo abbinamento, ad esempio, è quello tra la varietà Hass (gruppo A), con la varietà Fuerte (gruppo B).
Altri fattori che influenzano una corretta fecondazione del fiore e una buona produttività sono:

  • Presenza d’insetti pronubi, in primis le api
  • Temperature diurne superiori ai 10 C°, per almeno 3 giorni consecutivi durante il periodo di fioritura.

La fioritura avviene in primavera inoltrata, quindi non dovrebbero esserci problemi sia per la presenza d’insetti, che per le temperature.

I frutti di avocado

Avocado frutti immaturiAnche per quanto riguarda i frutti esistono nell’avocado delle differenze a seconda della specie di appartenenza.
Le specie guatemalteche fanno frutti di dimensioni medie, di forma ovoidale molto simile a una pera. Il colore è verde scuro a fine maturazione.
I frutti delle varietà messicane, invece, sono più piccoli, con un peso di circa 170 g. Hanno una pelle molto sottile e a piena maturazione sono molto scuri, quasi nero-lucido.
In generale, la polpa dei frutti di avocado è verde intenso vicino alla pelle e più gialla vicino al seme. Dalla polpa si estrae un olio che apporta molti benefici alla pelle e ai capelli (qui ne trovate diverse formulazioniOlio di avocado).
Il seme all’interno del frutto è singolo, di grandi dimensioni, forma ovale e non commestibile.

Appena raccolti i frutti hanno una polpa dura, ma poi ammorbidiscono fino ad avere una consistenza burrosa. Quindi il frutto continua a maturare anche dopo la raccolta. Questo favorisce la permanenza dei frutti sull’albero senza che si rovinino. C’è da dire, però, che i frutti in fase di maturazione sulla pianta sono molto sensibili al vento. La sua azione, alle volte, può causare abrasioni.
La raccolta inizia in autunno, nei mesi di ottobre e novembre per le varietà precoci. Le varietà tardive possono maturare i propri frutti fino all’inizio della primavera.

La coltivazione dell’avocado

Metodi di riproduzione

Avocado riproduzione per semeUna delle peculiarità dell’avocado è la facilità di riproduzione per seme. Basta metterlo capovolto in un bicchiere d’acqua, bloccarlo con degli stecchini per tenerlo fermo nella giusta posizione e attendere qualche giorno. Il seme si apre e inizia a formarsi la radice. a questo punto basta metterlo nel terreno e iniziare l’allevamento in vaso.
A nostro avviso questa tecnica è valida se si vuole crescere l’avocado in vaso o nel frutteto a fini ornamentali. Il problema per ottenere piante produttive con questo sistema di riproduzione è legato alla scelta della varietà (che spesso non si conosce partendo dal frutto). Questo comporta problemi nell’impollinazione incrociata di piante appartenenti a gruppi di biologia fiorale diversi, come spiegato in precedenza.

Se si vuole impiantare l’avocado e gustarne con buona certezza i frutti, bisogna rivolgersi a vivai specializzati. Qui possiamo acquistare piante certificate, già innestate e di almeno due varietà diverse e compatibili. Vista la crescente diffusione di questa cultivar possiamo trovare piante a prezzi onesti, che vengono di solito vendute in fitocella.
Il periodo migliore per mettere a dimora un albero di avocado è l’inizio della primavera, col rischio gelate alle spalle.

Gli alberi adulti, essendo grandi sia in altezza che in volume, necessitano di un sesto d’impianto ampio. Noi consigliamo almeno 6 m di distanza tra una pianta e un’altra e 8 m tra le fila.

Esigenze climatiche

L’avocado è una pianta di origine tropicale, ma come abbiamo visto esistono varietà che si adattano bene al nostro clima.
Non è comunque consigliabile coltivare l’avocado in aree dove gli inverni sono lunghi e freddi, con gelate continue e temperature che scendono sotto i -5 C°.
Le regioni meridionali hanno un clima ideale per la coltivazione dell’avocado.
Anche al Sud, comunque, è necessario provvedere alla protezione delle piante dal gelo nei mesi più rigidi.

Per quanto riguarda la posizione nel frutteto, conviene scegliere un luogo soleggiato, ma che sia anche riparato dai forti venti.

Terreno e irrigazione

Il tipo di terreno ideale per la coltivazione dell’avocado è quello sciolto e fresco. E’ importante che abbia, inoltre, un ottimo drenaggio idrico, buona fertilità e pH neutro. Non è una pianta che si adatta a terreni difficili, come può essere un terreno argilloso e compatto.
Il drenaggio idrico evita l’insorgere di malattie fungine e marciumi dell’apparato radicale.
L’avocado ha bisogno di un’assistenza idrica continua durante i mesi caldi. In estate la pianta ha un grande rigoglio vegetativo, ma ha la necessità che il terreno sia sempre ben umido. Nelle altre stagioni dell’anno c’è meno bisogno d’irrigazione (ciò, com’è ovvio, dipenderà dal volume delle precipitazioni).

Cure colturali, pacciamatura e inerbimento

L’albero di avocado ha un apparato radicale superficiale ed espanso. Per favorire la salute delle radici è consigliabile creare uno strato di pacciamatura naturale intorno alla sua chioma. Questo favorirà il mantenimento dell’umidità del suolo. Il conseguente sviluppo superficiale delle radici, al contempo, eviterà la presenza di erbe infestanti intorno alla pianta. Altro fattore positivo della pacciamatura è la protezione dell’apparato radicale dall’azione diretta del sole.
Nell’interfila il miglior metodo di gestione del suolo è l’inerbimento permanente, con i periodici sfalci dell’essenze erbacee (meglio se leguminose) usate per inerbire. Sono da evitare in modo assoluto le lavorazioni, anche se superficiali.
L’inerbimento dell’interfila e la pacciamatura intorno all’albero, nutrono inoltre la pianta, che non avrà bisogno di ammendanti organici aggiuntivi.

Potatura

Come già sottolineato, l’avocado è un albero da frutto dal rapido accrescimento. In natura, negli ambienti tropicali, cresce libero e rigoglioso e raggiunge dimensioni elevate. In ambito domestico conviene intervenire con la potatura per ottenere piante più compatte e di facile gestione nella raccolta.
La potatura di allevamento nei primi anni è dunque fondamentale. Una volta che la pianta è cresciuta, infatti, sarà difficile intervenire.
L’obiettivo di questo tipo di potatura è quello di favorire la formazione di un unico tronco principale e alcune branche principali, grazie al mantenimento di gemme laterali.

Se la pianta presa in vivaio non è già impostata, la potatura si effettua dopo l’impianto e, per i 2 anni successivi, all’inizio della primavera.
Una volta impostata l’impalcatura dell’albero, gli interventi saranno limitati solo a sfoltire la vegetazione. In questa fase basterà limitarsi a rimuovere parti interne secche, danneggiate o che s’incrociano.
Il legno dell’avocado è molto sensibile alle ferite dovute ai tagli di potatura. Dunque, dopo il taglio, si consiglia d’intervenire con prodotti cicatrizzanti, in particolare la propoli.

Avversità

L’avocado è una pianta molto sensibile alla presenza di un agente patogeno fungino: il Phytophthora cinnamomi. Questo appartiene alla stessa famiglia della peronospora del pomodoro, la Phytophthora infestans.
Si tratta di un fungo che attacca le radici delle piante legnose, facendole marcire, specie se molto sottili.
Il marciume provocato dal patogeno si estende con facilità alla base del fusto, con lesioni brunastre nel legno.
Le foglie delle piante attaccate diventano clorotiche e appassiscono, e in caso di gravi attacchi, la pianta rischia di morire.
Altri sintomi sono: deperimenti, riduzione della dimensione dei frutti, gommosi, marciumi dei frutti e del colletto della pianta.
Le piante infette possono collassare con rapidità. Alle volte però sopravvivono per diversi anni, diventando asintomatiche, ma con potenzialmente infettive per le piante sane.

La difesa biologica da questa malattia si attua con adeguate pratiche agronomiche, che non stressino la pianta.
Innanzitutto sono da evitare in modo assoluto i ristagni idrici, causa primaria del diffondersi del fungo.
Poi sono da evitare gli stress idrici, cioè abbondare con l’irrigazione dopo periodi di secco. Ricordarsi sempre che l’acqua alle piante deve essere poca e data in modo costante.
Altro fattore di pericolo sono le eccessive concimazioni azotate.
Per quanto riguarda i parassiti animali, l’avocado è di solito una pianta meno sensibile delle nostre fruttifere. Essendo di origine tropicale è abituata alla presenza di numerosi parassiti.



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