Come coltivare fagiolini biologici contrastando inoltre il ragnetto rosso

Quella dei fagiolini è una pianta abbastanza delicata, di conseguenza coltivare fagiolini è una pratica che richiede alcune attenzioni particolari. In questo articolo, quindi, parleremo di come coltivare fagiolini presentando, inoltre, una strategia di difesa biologica contro uno dei più temuti parassiti del nostro orto (con una predilezione particolare proprio per la cultivar dei fagiolini), vale a dire: il ragnetto rosso.

Il ragnetto rosso è in sostanza un acaro in grado di tessere una tela fitta e sottile, capace di soffocare le nostre piante, rovinandone i frutti e, nei casi più gravi, uccidendo l’intera coltivazione. Ma andiamo per ordine, e cerchiamo prima di tutti di rispondere alla domanda: “Cosa fare per coltivare fagiolini?”

Coltivare fagiolini: varietà e tecniche di coltivazione

Varietà

I fagiolini appartengono alla famiglia delle Leguminosae, si possono considerare “fratelli” dei classici fagioli, ma sono da tenere distinti in quanto a proprietà nutrizionali ed utilizzi in cucina. Altra differenza rispetto ai fagioli è che quest’ultimi vengono coltivati per i semi freschi (fagioli da sgranare), mentre i fagiolini vengono utilizzati per l’intero frutto, senza arrivare alla maturazione dei semi.

Per quanto riguarda le varietà distinguiamo innanzitutto le coltivazioni dei fagiolini nani, che non crescono troppo in altezza, da quelle dei rampicanti, che salgono verso l’alto e sviluppano una folta vegetazione.
Le varietà le più note, apprezzate e coltivate sono:

Varietà nane

  • fagiolini nani tipo “slenderette”, “fin de bagnols” , “cropper teepee”, di facile coltivazione (le piante arrivano a circa 50 cm di altezza) e con un ottimo rendimento, portano a maturazione baccelli di colore dal verde intenso al verde chiaro, lunghi dai 15 ai 18 cm, di forma dritta e tubolare.
Coltivare fagiolini - varietà nana slenderette
Fagiolini varietà nana slenderette

Varietà rampicanti

  • fagiolini rampicanti “sofia”, varietà diffusissima con baccello verde chiaro appiattito lungo 20 cm e oltre, molto tenero e senza “filo”
  • fagiolini rampicanti “marconi” , molto diffusi, con baccello verde chiaro ed appiattito lungo 20 cm e oltre.
  •  I fagiolini rampicanti “blue lake”, con baccello dritto e lungo circa 15 cm, con seme bianco.

Coltivare fagiolini - varietà rampicante sofia
Fagiolini varietà rampicante sofia 

Aspetti nutrizionali

A livello nutrizionale i fagiolini sono ideali per le diete ipocaloriche, contengono difatti solo 18 Kcal per 100 g di prodotto. A differenza dei fagioli, inoltre, hanno un basso apporto di proteine, solo 2gr ogni 100 gr di prodotto, e grassi pressoché inesistenti: 0,1 g per 100 g.

Se i macronutrienti (calorie, proteine e grassi) sono presenti in bassissime quantità, rendendo i nostri fagiolini ideali per la dieta, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda i micronutrienti, quali vitamine e sali minerali, presenti in quantità elevate, che donano a questa leguminosa proprietà benefiche per tutto l’organismo. I fagiolini contengono elevate quantità di vitamina A, C e K e sono inoltre fonte di acido folico e di alcune vitamine del gruppo B. A livello di sali minerali, contengono ottime quantità di potassio, ma anche di calcio, fosforo e ferro.

Come seminare i fagiolini

Per coltivare fagiolini biologici è necessario partire, come per tutte le altre colture, da semi selezionati e sicuri.
I semi germogliano dopo circa 8-10 giorni dalla messa a dimora nel terreno, quindi, a differenza di cultivar come il pomodoro, è preferibile una semina diretta nel terreno, anziché utilizzare il semenzaio. I semi dei fagiolini, 2 o 3, vanno collocati in piccole fosse, ad una profondità di circa 4-5 cm, ad una distanza di circa 15-20 cm l’una dall’altra, e con una distanza tra le file che va da un minimo di 70 cm per le varietà nane, ad 1 mt per le varietà rampicanti.

Periodo di coltivazione

I fagiolini per germogliare richiedono una temperatura minima di 10 gradi, quindi si consiglia la semina a partire dalla fine del mese di marzo. Per la fioritura e la maturazione richiedono temperature comprese tra i 15 e i 25 gradi, quindi si consiglia di non andare oltre la fine del mese di giugno per la semina: temperature troppo alte potrebbero ostacolare l’allegagione dei frutti e renderli più duri.

Concimazione

Coltivare fagiolini in maniera equilibrata richiede soprattutto un buon apporto di fosforo e potassio, due elementi che favoriscono la formazione dei fiori, il fosforo, e la maturazione dei frutti, il potassio. Nei negozi specializzati potete trovare concimi biologici binari, vale a dire con questi due elementi prioritari.

La concimazione con il letame può essere evitata per questa coltura, in quanto ha un ciclo molto breve. Inoltre, essendo una leguminosa, la pianta dei fagiolini è azoto fissativa, vale a dire che è capace di trarre dal terreno stesso l’azoto necessario alla sua crescita vegetativa, e al termine del suo ciclo lascia il terreno arricchito di questo importante elemento.
Irrigazione
Per coltivare fagiolini c’è bisogno di una buona irrigazione in tutto il ciclo di vita della pianta, in modo particolare prima della fioritura. Fate in modo però che l’irrigazione sia equilibrata, cioè il terreno deve essere umido ma non troppo bagnato, per evitare marciumi. Un terreno secco, invece, potrebbe portare alla moria dei fiori o all’indurimento dei frutti.

Sostegni alla crescita vegetativa

Per coltivare fagiolini di varietà nane non c’è bisogno di nessun tutore o sostegno per la crescita. Queste piante arrivano mediamente ad un altezza di 50 cm e si sostengono da sole. Sono però molto meno produttive delle varietà di fagiolini rampicanti, che hanno invece bisogno di sostegni alla crescita (le piante possono superare i due metri), ma danno molte più soddisfazioni in termini di raccolto.



Esistono due metodi per realizzare dei sostegni per coltivare fagiolini rampicanti: il primo è quello dell’incrocio delle canne di bambù, il secondo è quello delle reti.
Con il primo sistema si utilizzano delle canne di bambù (che potete trovare qui
), sistemate ad incrocio a 4, a formare una sorta di piccola capanna, intorno alla quale le piante di fagiolini cresceranno.

Coltivare fagiolini-ragnetto rosso-sostegno con canne di bambu a capanna
Coltivare di fagiolini con il sostegno di canne di bambu a capanna

Con il secondo sistema si dispongono dei pali in legno lungo la linea della coltivazione, diciamo un palo ogni due metri, e vi si aggancia una rete in plastica, sulla quale le piante di fagiolini possono crescere e svilupparsi, sia in altezza che in larghezza. Un ottimo prodotto, con un buon rapporto qualità prezzo, lo trovate a questo link.

Coltivare fagiolini-ragnetto rosso-campo di fagiolini con reti di sostegno e pacciamatura
Campo di fagiolini con reti di sostegno e pacciamatura

Dunque a voi la scelta, valutate prezzi dei materiali e soprattutto gli spazi che avete nel vostro orto.

Raccolta

Per ciò che concerne la raccolta, vi lasciamo alcune raccomandazioni. Per prima cosa non aspettate che i vostri fagiolini maturino troppo, potrebbero indurirsi e iniziare a fare il seme, quindi a seconda della varietà che avete scelto raccogliete i frutti quando son ben formati, ma non troppo.

Coltivare fagiolini-ragnetto rosso-grappolo di fagiolini pronti per la raccolta
Grappolo di fagiolini pronto per la raccolta

In secondo luogo, staccate delicatamente i frutti dalla pianta, magari aiutandovi con le unghie, le piante di fagiolini sono molto delicate, e tirando troppo i frutti la pianta potrebbe spezzarsi, o si potrebbero spezzare i fagiolini piccoli che magari stanno crescendo accanto a quelli maturi al punto giusto.

Come combattere il ragnetto rosso

ragnetto-rosso-coltivare fagiolini
Ragnetto rosso

In chiusura di questo articolo parliamo del ragnetto rosso e di come provare a contrastare uno dei parassiti più pericolosi e dannosi per le nostre colture, in particolare per i fagiolini.
Il ragnetto rosso (Tetranychus urticae), appartiene alla famiglia degli acari, ed è un insetto polifago, cioè è un parassita che è in grado di vivere ed alimentarsi su colture diverse.

L’acaro in questione è di dimensioni piccolissime, si posiziona nella pagina inferiore delle foglie, ma è comunque riconoscibile, basta notare quei piccolissimi quanto anomali puntini rossi in movimento: il ragnetto rosso, appunto. State dunque attenti a notarne la presenza, in quanto un’azione di contrasto tempestiva è di fondamentale importanza. Il ragnetto rosso, infatti, tesse una tela fittissima e sottilissima, che toglie respiro alle nostre piante di fagiolini (ma anche di pomodori, zucchine, melanzane), indurisce e rovina i frutti, ingiallisce le foglie, e se l’attacco è esteso porta alla morte della coltivazione.

Periodo

Quest’acaro fa la sua comparsa sulle nostre colture all’inizio del periodo più caldo, quindi fine maggio inizi di giugno, e per tutta l’estate, fino all’arrivo delle piogge. Proprio questa sua caratteristica, cioè la preferenza per il caldo torrido, ci porta a parlare della prima tecnica di difesa biologica per questo terribile parassita, vale a dire l’acqua. Il ragnetto rosso non sopporta l’acqua e l’umidità in genere, che ne blocca il veloce ciclo riproduttivo, andando a distruggere le uova.

Se siamo fortunati, delle piogge frequenti potrebbero arrestare naturalmente la presenza del parassita, ma visto che il ragnetto rosso di solito si presenta nella stagione calda e le piogge non sono molto frequenti, bisogna agire con delle bagnature artificiali copiose.

Con una comune pompa a spalla, riempita d’acqua possibilmente fredda (si può mettere del ghiaccio nello spruzzatore), fare una bagnatura completa ed uniforme della vegetazione interessata dalla presenza del ragnetto rosso, facendo attenzione ad irrorare la parte inferiore delle foglie, dove l’acaro si annida. Con questo sistema, facile, economico e supernaturale, arresteremo lo sviluppo del parassita. Chiaramente bisogna effettuare questa operazione nelle fresche ore serali, per evitare alle nostre piante un eccessivo stress di temperatura.
In via preventiva, invece, si può agire con i macerati, in particolare quello d’ortica (che potete anche preparare in casa) e quello d’aglio, in modo da dissuadere il ragnetto rosso ad avvicinarsi alla coltivazione di fagiolini, che è la sua pianta orticola preferita.

L’acaro fitoseide

Altra tecnica biologica per contrastare il ragnetto rosso è quella dell’introduzione nell’ecosistema del suo insetto predatore, l’acaro fitoseide, denominato Phytoseiulus persimilis, che non produce effetti negativi sulle nostre colture, e si alimenta del fastidioso ragnetto. In uno dei prossimi articoli, parleremo proprio di questo, cioè della presenza in natura e della possibilità dell’introduzione nel nostro orto degli insetti predatori, cioè quegli insetti che si cibano naturalmente dei parassiti che procurano danni gravi alle nostre coltivazioni biologiche.

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