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L’aglione della Val di Chiana è un prodotto unico, simbolo di tradizione agricola e gastronomica toscana. Coltivato con cura, questo ortaggio si distingue per le sue dimensioni generose e il gusto delicato, che lo rendono protagonista di ricette tradizionali e innovative. In questa guida scoprirai com’è fatto l’aglione, come e quando piantarlo, i segreti per far ingrossare i suoi bulbi e come conservarlo e utilizzarlo al meglio in cucina.
Com’è fatto l’aglione della Chiana

L’aglione della Chiana (Allium ampeloprasum var. Holmense), è conosciuto comunemente come aglione, anche se in realtà è una varietà di porro. Si riconosce a colpo d’occhio per i suoi bulbi di grandi dimensioni, che possono pesare tra i 200 e i 600 g, con un diametro che raggiunge i 10 cm. Ogni bulbo è costituito da pochi spicchi (da 2 a 6), ben compatti e ricoperti da una buccia bianca priva di striature. La pianta ha un aroma molto più delicato rispetto all’aglio comune, ed è particolarmente apprezzata perché, una volta consumata, non lascia alito cattivo. Questa caratteristica unica gli è valsa il soprannome di “aglio del bacio”.
Quando si pianta l’aglione
Il periodo ideale per piantare l’aglione è tra i mesi di ottobre e novembre. Questo garantisce che gli spicchi messi a dimora abbiano abbastanza tempo per ambientarsi ed emettere l’apparato radicale e il germoglio prima dell’arrivo della stagione fredda. È importante scegliere con cura il momento della semina, evitando terreni troppo umidi che potrebbero ostacolare la germinazione dei bulbi.
Come piantarlo
Per ottenere un aglione di qualità, è fondamentale preparare il terreno con attenzione. Questo ortaggio predilige terreni sciolti, ben drenati e non eccessivamente ricchi di sostanza organica. Ottimale è l’esposizione soleggiata. Per una semina ottimale, lavora il suolo con la grelinette o la zappa per renderlo morbido e aerato. Pianta i bulbi (ovvero i singoli spicchi) a circa 30 cm di distanza l’uno dall’altro, lasciando 50 cm tra una fila e l’altra. È importante posizionare ogni spicchio con la punta rivolta verso l’alto. Ricopri con una quantità di terreno circa il doppio della lunghezza dello spicchio.
Questa disposizione permette alle piante di avere spazio sufficiente per crescere e sviluppare aglioni di grandi dimensioni. Durante il ciclo colturale, soprattutto in primavera, l’unica, ma importante, cura colturale da praticare è una periodica sarchiatura .
Come fare ingrossare i bulbi di aglione
Un segreto per ottenere aglioni grandi e ben formati è la pratica di tagliare lo stelo fiorale dopo la fioritura. Questo consente alla pianta di concentrare tutte le sue energie nello sviluppo del bulbo.
Lo stelo tagliato, invece di essere scartato, può essere consumato: cotto in acqua, aceto e sale, e poi conservato sott’olio, è noto come “Talli di aglione”. È un ingrediente versatile che si presta ad arricchire frittate, insalate o sughi per la pasta.
Quando si raccoglie
La raccolta dell’aglione avviene all’inizio dell’estate, generalmente tra giugno e luglio. Per estrarre i bulbi senza danneggiarli, utilizza una vanga o una forca, facendo attenzione a sollevare delicatamente la pianta dal terreno.
Un segnale che indica il momento giusto per la raccolta è l’ingiallimento delle foglie, che iniziano a seccarsi. Questo indica che i bulbi hanno completato la loro crescita.
Come conservare l’aglione a lungo
Per mantenere l’aglione fresco e saporito, è essenziale conservarlo in un ambiente asciutto, ben ventilato e lontano dalla luce diretta del sole. Dopo la raccolta, lascialo asciugare per alcuni giorni, quindi riponilo in cassette di legno o appeso in un luogo fresco. Una corretta conservazione può preservare i bulbi per diversi mesi.
Come si usa l’aglione in cucina
In cucina, l’aglione è un ingrediente versatile e delizioso. Il suo sapore delicato lo rende perfetto per molte preparazioni, senza coprire gli altri ingredienti. Tra i piatti più celebri troviamo i pici all’aglione, una ricetta tradizionale in cui l’ortaggio viene utilizzato per preparare un sugo leggero con pomodoro e olio extravergine d’oliva. È ottimo anche per condire bruschette, insaporire stufati o aggiungere un tocco speciale a zuppe e vellutate. Grazie alla sua digeribilità e alla mancanza di effetti spiacevoli sull’alito, è ideale anche per chi desidera sapori intensi senza compromessi.

1 commento
Solo una domanda,lo stelo fiorale va tolto dopo che si è aperto o quando spunta dalle foglie? Grazie