La cocciniglia del fico. I danni e la difesa biologica

La cocciniglia del fico, detta anche ceroplaste del fico, è il parassita più preoccupante per la coltivazione di questo albero da frutto. Questo, inoltre, è vero sia in ambito domestico, che in frutteti specializzati.
Vi abbiamo già parlato delle più diffuse specie di cocciniglia. Oggi vogliamo dedicare uno speciale approfondimento a questo parassita del fico, che ha visto negli ultimi anni aumentare la sua presenza nei frutteti, con un incremento dei relativi danni.
Vediamo, quindi, quali sono le caratteristiche della cocciniglia del fico, quali danni provoca agli alberi e come intervenire in modo efficace con metodi di difesa biologica.

Come identificare la cocciniglia del fico

La cocciniglia del fico, nome scientifico Ceroplastes rusci, è un insetto dell’ordine dei Rincoti, superfamiglia Coccoidea, famiglia Coccidae.
Questa specie di cocciniglia attacca in modo particolare l’albero di fico, ma in realtà è una specie polifaga, ovvero può interessare altre importanti colture. Alcune di queste sono: gelso, mirtillo, limone, arance e agrumi in generale,alloro, vite, corbezzolo, agrifoglio, olivo. Inoltre, può colpire anche alberi e arbusti come oleandro, lentisco, pioppo e platano.
E’ una specie originaria dell’oriente, ma è diffusa oramai in tutto il bacino del Mediterraneo. In Italia è presente su tutto il territorio, in particolare nelle zone costiere delle regioni meridionali e nelle Isole.

Descrizione

Cocciniglia del fico femmina adulta
Femmina adulta di cocciniglia del fico
La cocciniglia del fico adulta si differenzia molto a seconda del sesso. Le femmine adulte si presentano come una piccolissima tartaruga, di forma semiovale, lunga e larga circa 4 mm. Il colore è grigiastro con sfumature rossastre.
La parte esterna è una sorta di scudo di cera, composto da una piastra maggiore al centro e otto piastre laterali. La parte inferiore del corpo, invece, è molle, con il ventre rossastro, che serve per aderire alla vegetazione. La cocciniglia del fico è provvista di un rostro con tubo capillare aghiforme, col quale succhia la linfa dalle piante.
Il maschio adulto è invece differente. Si tratta di un piccolo insetto color ferro, lungo poco più di 1 mm. Possiede due antenne, due ali, sei zampe e due lunghi cilindri di cera nella parte posteriore.

Le larve neonate sono uguali per il maschio e la femmina. Hanno forma allungata ed ellittica, antenne e zampe ben sviluppate e colore fulvo.
Quando le larve si fissano alla vegetazione per nutrirsi, iniziano a sviluppare lo scudo di cera e a differenziarsi sessualmente.

Il ciclo vitale della cocciniglia del fico

Normalmente la cocciniglia del fico compie una sola generazione l’anno, ma negli ultimi anni, specie nelle regioni meridionali, si è osservato come riesca a compierne due.
Le femmine svernano come neanidi di terza età o adulte, riprendendo la loro attività nel mese di aprile. In maggio inizia l’ovideposizione, con 800-1500 uova prodotte da ogni esemplare. Dopo 15 giorni nascono le nuove larve, le quali iniziano a invadere la vegetazione dell’albero di fico.
Se l’infestazione è elevata, si possono formare agglomerati o gruppetti, i quali facilmente possono cadere a terra con il vento. Questo contribuisce alla proliferazione del parassita e all’infestazione di piante sane.
In agosto compaiono i maschi adulti, che muoiono subito dopo l’accoppiamento. Le femmine continuano a crescere per poi svernare sul posto, specie nella parte inferiore dei rami, dove sono più coperte.
L’eventuale seconda generazione inizia in luglio-agosto.

Danni al fico e alle altre piante

Cocciniglia del ficoI danni della cocciniglia del fico possono essere molto gravi, ma ciò dipende dall’importanza dell’infestazione.
Le parti della pianta colpite sono soprattutto i rami, ma anche le foglie e i frutti.
Come detto, la cocciniglia con il suo forte rostro succhia gli umori della pianta, impoverendola di sostanze nutritive.

Altro danno diretto è l’emissione di una sostanza zuccherina, che forma uno strato di melata. Questa darà poi il via alla presenza di fumaggine e la melata attirerà altri insetti parassiti, su tutti le formiche.
La fumaggine è quella sorta di patina nera molto fastidiosa. In caso di gravi attacchi porta al deperimento della pianta, poiché impedisce il libero scambio gassoso, interrompendo i processi formativi.
Conseguenza di tutto questo è la ritardata e incompleta maturazione dei frutti, o la marcescenza degli stessi in caso di un’eccessiva proliferazione in tarda estate.
I pochi frutti che riescono a sopravvivere hanno qualità scadente e, in quanto imbrattati, sono poco appetibili.
Negli anni successivi al primo attacco, la situazione per l’albero può peggiorare. Si avrà, infatti, una scarsa fioritura e, nei casi più gravi, potrebbe sopraggiungere morte della pianta.

La difesa biologica dalla cocciniglia del fico

Gli antagonisti naturali

La cocciniglia del fico è un parassita molto complesso da combattere. In natura ci sarebbe la presenza di alcuni antagonisti naturali, ma l’uso indiscriminato di pesticidi degli ultimi decenni ne ha diminuito la presenza.
Sempre meno antagonisti naturali, ovviamente, si traduce con più resistenza e più facilità di proliferazione della specie.

Ad ogni modo, i principali antagonisti naturali della cocciniglia del fico sono:

  • Alcuni predatori Coleotteri Coccinellidi, ad esempio Chilocorus e Exochomus;
  • Alcuni Imenotteri parassitoidi, come ad esempio Scutellista cyanea e Tetrastichus ceroplastophilus.

La rimozione manuale

Laddove la presenza di antagonisti naturali non sia sufficiente a ridurre la popolazione di cocciniglia del fico, è necessario intervenire.
Un buon metodo artigianale per eliminare questo parassita è la rimozione manuale dagli alberi. Ciò può avvenire con facilità laddove l’albero è giovane oppure allevato con le ramificazioni basse.
La rimozione manuale deve essere fatta nel periodo invernale, quando le larve, comunque evidenti, stanno svernando.
Tecnicamente, per la rimozione si può usare o una vecchia spazzola per i vestiti, o un forte paio di guanti in cuoio (come questiGuanti da lavoro). Può essere utile anche una tela rinforzata.
In ogni caso, prima della rimozione manuale è opportuno provvedere a un trattamento biologico, vediamo tra quali scegliere.

Olio bianco

In generale, per debellare le diverse specie di cocciniglia, è consigliato l’uso dell’olio bianco minerale. Si tratta di un prodotto il cui uso consentito in agricoltura biologica. Questo prodotto potete trovarlo quiOlio bianco.
L’olio bianco minerale si applica d’inverno, quando le piante sono in stato di riposo vegetativo. Le temperature devono essere basse, ma possibilmente sopra lo zero.
Per l’utilizzo specifico, il consiglio è quello di attenersi alle istruzioni contenute nell’etichetta del prodotto.
Dopo qualche giorno dal passaggio con l’olio bianco è più facile procedere alla pulizia manuale.

Sapone molle potassico

Vi abbiamo già parlato dell’utilizzo di sapone di Marsiglia e sapone molle potassico come antiparassitari naturali. Anche per la cocciniglia del fico questo rimedio risulta efficace.
Il sapone molle potassico agisce per contatto, provocando l’occlusione dei pori nella parte superiore dell’insetto. Questo ne provoca la morte per asfissia.
Dopo il passaggio con il sapone è molto più facile procedere alla pulizia della pianta, così come detto in precedenza.
Altro vantaggio dell’uso del sapone potassico è che ripulisce anche la fumaggine che la cocciniglia crea sulla vegetazione. Inoltre, è possibile usarlo anche in primavera, quando riprendono le infestazioni.
Un ottimo sapone potassico biologico lo trovate quiSapone al potassio.

Adeguata potatura

Vi abbiamo già descritto le tecniche di potatura del fico. Nella lotta alla cocciniglia del fico la potatura può essere un intervento necessario per attenuare pesanti infestazioni.
Il fico è una pianta molto rustica e resistente, che si riprende bene anche dopo interventi drastici.
L’eliminazione dei rami infestati, può rendere più agevole la cura della pianta.
L’importante è eliminare completamente i rami infestati e la vegetazione infestante, procedendo alla loro bruciatura.
Consigliamo questo tipo d’intervento in febbraio/marzo.

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