La potatura del fico, come intervenire in modo corretto

La potatura del fico è un’operazione colturale molto importante per i nostri amati alberi. Vi abbiamo già parlato di tutti gli aspetti concernenti la coltivazione di un albero di fico (Ficus carica). In quest’articolo approfondiremo il discorso legato alle operazioni di potatura. Con i dovuti accorgimenti, quest’albero risulta essere una delle specie da frutto più semplici da gestire, sia con la potatura di allevamento, che con la potatura di produzione, anche per i più inesperti.

Vediamo quindi quali tagli effettuare nei primi due anni di vita per impostare la classica forma di allevamento globosa. Capiamo poi come intervenire nel tempo con la potatura di produzione.

Forma di allevamento globosa e distanze d’impianto

Potatura del fico forma globosa
Potatura del fico a forma globosa
L’albero di fico tende ad assumere in modo naturale una forma globosa che con interventi adeguati, è facile da mantenere. Tuttavia, questa forma d’allevamento dev’essere impostata guidando la vegetazione dell’albero, affinché abbia un’impalcatura bassa e ramifichi in 3-4 branche principali.
Un albero di fico allevato a forma globosa raggiungerà una dimensione massima da terra di circa 4 m. La sua chioma, invece, sarà ampia non più di 5 m.
Il sesto d’impianto da mantenere è di 6 m tra le file e 6×6 tra una pianta e l’altra. Questa distanza agevolerà tutte le successive operazione colturali e farà in modo che le piante non si ostacolino a vicenda.

Prima di tutto è però importante capire come si comporta questa cultivar dal punto di vista produttivo e vegetativo. Bisogna quindi distinguere le varietà di fico bifere da quelle unifere. Questa distinzione ci darà importanti riferimenti per le operazioni di potatura del fico.

Varietà di fico

I fichi biferi producono due tipi di frutti: “fioroni” in giugno e “fòrniti” (o fichi veri) in agosto e settembre.
Le varietà unifere, invece, non producono fioroni, ma solo fòrniti in estate.
I frutti sono simili, ed essendo gustosi e molto nutrienti si prestano a varie preparazioni, come le crocette, il miele di fichi o i classici fichi secchi (che volendo potete trovate quiFichi secchi biologici).

Ciò comporta anche delle differenze nella formazione delle gemme dell’albero.
Nelle varietà bifere abbiamo una gemma mista all’apice dei rami, che in primavera germoglia. La crescita del nuovo germoglio, all’ascella delle nuove foglie, forma e sviluppa i fichi fòrniti, che saranno pronti per la raccolta nell’estate dello stesso anno. I forniti dunque si trovano alla base del germoglio. Invece verso la punta dello stesso germoglio troviamo i cosiddetti primordi dei fioroni. Questi primordi hanno la forma di una piccola cupola e produrranno i fioroni nell’anno successivo.
La differenza con le varietà unifere è che in quest’ultime i primordi dei fioroni non si formano. Dal germoglio che sorge dalla gemma mista presente sull’apice dei rami, nasceranno le foglie, che portano solo i fòrniti. Questi si raccoglieranno sempre nell’estate dello stesso anno.

Dopo questa importante premessa entriamo nel vivo della potatura del fico.

La potatura del fico

Le potature degli alberi da frutto, così come tutte le potature, richiedono sempre l’utilizzo dei giusti attrezzi, al fine di evitare di creare danni alle piante. Il fico, più in dettaglio, prevede due forme di potatura. Quella d’allevamento e quella di produzione.

Potatura di allevamento

Il fico si pianta mettendo a dimora un astone che andrà cimato a un metro di altezza. Da questo astone cimato si formeranno in prossimità del taglio le branche principali e altre ramificazioni. Queste vanno lasciate al loro posto fino all’anno successivo.
Nel secondo anno si sceglieranno i tre rami più robusti, che andranno a loro volta raccorciati a metà della loro lunghezza, effettuando quindi dei tagli di ritorno. Se questi rami non sono abbastanza robusti, l’operazione di raccorciamento andrà rimandata all’anno successivo. Tutti gli altri rami sorti sul tronco, sotto il punto d’impalcatura, andranno eliminati. Questo passaggio è più semplice da capire osservando le figure in basso.


Dopo questi interventi la pianta può essere lasciata libera di crescere nei successivi 2-3 anni. La fase di allevamento della pianta dura quindi dai 3 ai 5 anni.
Tutte queste operazioni di potatura del fico si effettuano a fine inverno, quando oramai è scongiurato il rischio delle gelate.

Potatura di produzione

Dopo la fase di allevamento gli interventi di potatura del fico saranno più limitati. Da qui in poi le potature saranno mirate a mantenere l’equilibrio vegetativo e una buona produzione. Le principali operazioni di potatura di produzione sono:

  • Eliminazione delle branchette troppo vigorose o in cattiva posizione
  • Tagli di ritorno sui rami troppo alti e privi di foglie
  • Tagli di ritorno per riequilibrare la chioma
  • Soppressione di branche secondarie troppo in basso
  • Alleggerimento delle branche più alte
  • Eliminazione di rami danneggiati o malati
  • Eliminazione dei polloni basali

Com’è ovvio anche questo tipo di tagli andrà eseguito a fine inverno, quando le temperature iniziano a essere più miti.

In basso possiamo vedere gli interventi eseguiti sulla chioma di un albero di fico troppo rigoglioso.

Tagli particolari

Esistono dei particolari tagli che si possono eseguire per favorire un certo tipo di produzione.
Sulle varietà bifere, ad esempio, per massimizzare la produzione di fioroni, si rimuovono le gemme all’apice dei rami di un anno di età. In questo modo si stimola la produzione di nuovi germogli (e quindi fioroni) per l’anno successivo.
Di contro, se l’obiettivo è produrre molti fichi veri (fòrniti), la potatura speciale consiste nell’accorciare di un terzo le ramificazioni che hanno già portato i frutti. Questo tipo di taglio stimola l’albero a formare nuovi e numerosi germogli produttivi, già per l’anno in corso. I fichi veri nascono infatti sulle nuove ramificazioni.

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