L’albero di gelso, la coltivazione delle due principali varietà di more

La coltivazione dell’albero di gelso prevede due principali specie, di lunga tradizione nel nostro Paese: il gelso bianco e il gelso nero.
Questa tradizione, un tempo, era legata soprattutto all’allevamento del baco da setaAllevamento del baco da seta. Nel corso dei decenni questa coltivazione è andata perdendosi, ma, negli ultimi anni si sta cercando di rilanciarla. Questo è vero soprattutto in ambito domestico, essendo il gelso un albero molto facile da coltivare. Inoltre è apprezzabile dal punto di vista ornamentale e ha un’ottima produttività. Conosciamo dunque meglio questa cultivar, che nel periodo primaverile ci regala le more di gelso, un dolce frutto che oltre a essere consumato fresco, può essere utilizzato in numerose preparazioni artigianali.

Classificazione botanica e origini dell’albero di gelso

L’albero di gelso, nome scientifico Morus, è un genere di pianta che appartiene alla famiglia delle Moracee.
Le principali specie presenti in Europa sono due, il gelso nero, Morus nigra e il gelso bianco, Morus alba.

Il gelso nero

Il gelso nero è originario dei paesi che si affacciano sulle coste orientali del Mediterraneo. Si diffonde in Europa prima dell’epoca romana. E’ conosciuto da tempi antichi con il nome di moro, probabilmente perché era una pianta coltivata esclusivamente per i suoi frutti.

Il gelso bianco

Gelso bianco
More di gelso bianco
Il gelso bianco, invece, è originario della Cina. La sua storia è da sempre collegata a quella dell’allevamento del baco da seta. L’imperatrice cinese Si Ling Chi, già nel 2.700 a.C., notò alcuni bruchi che mangiavano le foglie del gelso bianco, prima di tessere il loro bozzolo. Affascinata dalla lucentezza del filo prodotto, ideale per tessere il velo di un’imperatrice, ordinò che questi bachi venissero allevati. Iniziò allora l’allevamento del baco da seta, e con esso del gelso bianco, unica pianta in grado, con le sue foglie, di nutrire questi esigenti bruchi. Quando in Europa, nel XV secolo, si scoprì il segreto della produzione della seta, venne introdotto sia il baco che il gelso bianco. Questi si diffusero rapidamente, specie nei paesi mediterranei.

Purtroppo agli inizi del ‘900, con l’introduzione delle fibre sintetiche, sicuramente più economiche, la bachicoltura perse di rilevanza economica e con essa anche la coltivazione del gelso bianco ebbe un inesorabile declino.

Caratteristiche dell’albero di gelso

Albero di gelso bianco
Albero di gelso bianco
Le caratteristiche botaniche delle diverse varietà dell’albero di gelso sono abbastanza simili. In alcuni casi, le differenze in merito al portamento della pianta e, soprattutto, delle more, sono davvero minime.
Il gelso è una pianta decidua, ossia perde il suo fogliame durante il periodo autunnale e ha ripresa vegetativa in primavera.
E’ un albero di grandi dimensioni, imponente, che può raggiungere elevate altezze. Ha una chioma molto ampia e ricca di fogliame, che con il tempo tende ad assumere una forma globosa.
Tra le due specie che stiamo analizzando, è l’albero di gelso bianco quello che, se lasciato vegetare senza interventi di potatura, raggiunge le dimensioni maggiori, sia in termini di altezza che di ampiezza.

L’albero di gelso nero, invece, ha uno sviluppo minore ma resiste meglio alle basse temperature. Per questa ragione può essere tranquillamente coltivato ad altezze superiori ai mille metri.

Radici

L’albero di gelso ha un apparato radicale molto sviluppato ed espanso. Si tratta di radici robuste ed elastiche, con una colorazione giallo-arancio. Per la forza del suo apparato radicale il gelso veniva utilizzato per contenere i fenomeni franosi dei terreni.

Legno

Il tronco dell’albero di gelso ha portamento eretto e può raggiungere anche i 70 cm. La chioma è formata da fitte ramificazioni di forma irregolare.
Il legno del gelso è chiaro, soprattutto quello degli esemplari giovani. Inoltre, è molto elastico e facilmente lavorabile. La corteccia è liscia e chiara negli alberi giovani, mentre con il passare del tempo diventa più scura, di colore bruno-grigiastro, profondamente scalanata da fessure longitudinali.

Foglie

Nell’albero di gelso nero le foglie sono di grandi dimensioni, con margine leggermente dentellato e picciolo corto e robusto. Sono di colore verde acceso, con la pagine superiore pubescente e quella inferiore leggermente pelosa
Le foglie del gelso bianco, invece, sono più piccole, con pagine fogliari lisce.

Fiori

I fiori del gelso sono monoici, ossia i fiori maschili e quelli femminili sono sulla stessa pianta. L’albero di gelso, inoltre, è autofertile, per cui basta un solo esemplare per autoimpollinare e produrre frutti.
I piccoli fiori sono raggruppati in infiorescenze, collocate all’ascella dei germogli dei rami dell’anno.
Queste infiorescenze, di colore verdastro, sono poco appariscenti, si aprono nel mese di aprile e sono impollinate grazie all’azione del vento.

Le more di gelso

More di gelso nero e biancoLa caratteristica saliente dell’albero di gelso sono i suoi frutti, le more di gelso.
Avvenuta l’impollinazione, l’infiorescenza inizia ad ingrossarsi. Ogni singolo fiore si trasforma poi in un piccolissima drupa, la quale diviene succulenta, modificando colore e consistenza.
L’insieme delle minuscole drupe, unendosi, forma la mora di gelso, che è considerata un falso frutto, detto sorosio. Il frutto vero e proprio è costituito dalla parte centrale più consistente e dalle drupe che ricoprono la polpa.
Il periodo di maturazione, a seconda della varietà, avviene a partire dal mese di giugno e si protrae per tutto il mese di luglio.
La mora del gelso nero a piena maturazione è, appunto, di colore nero. E’ molto succosa, consistente, con un sapore tra il dolce e l’acidulo. Per la produzione di frutti è la specie più coltivata.
Le more del gelso bianco, infatti, hanno sì un sapore dolce, ma insipido, in quanto hanno poca acidità. A piena maturazione hanno colorazione giallastra e consistenza molle. Le more di gelso bianco devono essere consumate immediatamente, e sono poco resistenti ad operazioni di manipolazione e trasporto.

La coltivazione del gelso

Il gelso è un albero da frutto molto rustico, la cui coltivazione non presenta particolari difficoltà, come abbiamo visto invece per altri alberi da frutto come il ciliegio, il limone, i kaki, il kiwi o il melograno.

Clima e terreno

L’albero di gelso è molto resistente alla variabilità climatica. Soprattutto le diverse varietà di gelso nero riescono a resistere a temperature anche di -15 °C. Può quindi essere coltivato da nord a sud, senza particolari difficoltà.
Anche a livello di terreno l’albero di gelso può essere coltivato un po’ dappertutto. La pianta cresce bene persino in terreni poveri e aridi, anche se condizioni più favorevoli possono aumentare la produttività in termini di frutti.
L’ideale è prediligere terreni con ph neutro, con una buona lavorazione di fondo e una discreta dotazione di sostanza organica.

Esposizione e sesto d’impianto

Per l’esposizione del gelso è sempre bene scegliere una posizione soleggiata. Anzi, si può sfruttare la sua imponente chioma per regalare un’ombreggiatura naturale al nostro giardino. Attenzione a non posizionare il gelso troppo vicino ai marciapiedi o ai camminamenti, le more, infatti, quando cadono a terra macchiano e lasciano segni molto difficili da pulire.
Come detto, questa pianta ha un grande sviluppo, delimitare quindi una circonferenza di almeno sei metri tra l’albero di gelso e gli altri alberi da frutto.

Epoca d’impianto

L’albero di gelso viene riprodotto in vivaio per talea. Per il trapianto conviene acquistare piante già cresciute nel pane di terra. Di solito vengono commercializzate piante che già dal terzo-quarto anno entrano in produzione. Diversamente, partendo da seme, la produzione inizia molto lentamente.
Le piante di gelso si trapiantano nel terreno in autunno o alla fine dell’inverno, prima dell’arrivo del caldo.

Irrigazione e concimazione

La coltivazione dell’albero di gelso non richiede particolari sforzi neanche per quanto riguarda l’assistenza idrica. La pianta resiste bene in condizioni di elevata siccità. Tuttavia, nei primi anni di vita, in periodi molto secchi, sarebbe bene intervenire con un po’ d’acqua.
La concimazione per sostenere la crescita vegetativa può essere fatta nel periodo invernale. Il metodo migliore è mettere un po’ di letame intorno al tronco, zappettando superficialmente.

Potatura del gelso

L’albero di gelso è una delle piante che meglio resiste agli interventi di potatura, anche a quelli drastici o errati.
Lo scopo della potatura del gelso è quello di sfoltire la chioma, garantendo una migliore areazione interna. Può essere fatta per aumentare la produzione dei frutti ma anche per semplici fini ornamentali.
Il periodo migliore per effettuare le operazioni di potatura è la fine dell’inverno, nei mesi di febbraio e marzo.

Avversità e parassiti

Per quel che riguarda l’attacco di parassiti e malattie, gli unici problemi a cui un albero di gelso può incorrere sono quelli dovuti alla cocciniglia o agli afidi delle piante. Di entrambi questi insetti parassiti e delle loro difesa biologica, vi abbiamo già parlato in precedenti post.

Raccolta ed utilizzi

Il problema principale nella raccolta e utilizzo del gelso è la sua veloce deperibilità. I frutti devono essere raccolti quando sono pienamente maturi, cioè quando si staccano facilmente dal peduncolo, e questo ne rende difficile la manipolazione. Ci riferiamo soprattutto al confezionamento e al trasporto, cosa che ne ha fatto perdere il valore commerciale e, purtroppo, di conseguenza, l’interesse agronomico.

A livello di coltivazione domestica la prospettiva cambia. A nostro avviso il gelso può assolutamente essere un albero da frutto sul quale puntare.
Le more di gelso sono ideali per fare delle ottime e gustose marmellate, oppure, dei fantastici gelati. Basta solo organizzarsi per non far andare persi questi dolci frutti.

Altra tecnica di conservazione, molto utilizzata nei paesi mediorientali è l’essiccazione delle more di gelso nero, che possono essere così conservate più a lungo.



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