Coltivazione Biologica

Acetosella. Caratteristiche, proprietà e utilizzi

L’acetosella è una pianta spontanea, molto comune sul nostro territorio. Ha una vistosa e bella fioritura, che la rende facile da riconoscere. E’ nota fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche, anche se va usata con molta cautela, visto l’alto contenuto in ossalato di calcio.
Dunque è un’erba commestibile e che possiamo trovare ovunque, un po’ come molte spontanee: tarassaco, portulaca, piantaggine, malva, iperico, camomilla, calendula officinalis, aneto, cardo mariano e altre ancora.

In quest’articolo conosciamo le caratteristiche botaniche dell’acetosella, le sue proprietà e gli utilizzi.

Identificazione e distribuzione dell’acetosella

Fiore di Acetosella
Il nome scientifico dell’acetosella è Oxalis acetosella. Si tratta di una pianta della famiglia botanica delle Oxalidacee.
Il nome del genere, Oxalis, fu uno dei primi fondati da Linneo. Deriva dal greco oxys=acuto, pungente, a ricordare il gusto acido delle foglie, e da hals=sale, per l’alta quantità di acido ossalico presente.
E’ molto diffusa allo stato spontaneo, usata sin dall’epoca antica per le sue proprietà. Ed è nota anche con i nomi di: acetosella dei boschi, erba brusca, lapazio, romice, crespa, pan cuculo, trifoglio acetoso.
Ama il sottobosco, i luoghi umidi, i terreni ricchi di humus.
Cresce tra 0 e 2000 m di altezza. Ne esistono diverse specie, una molto comune è l’acetosella gialla, Oxalis corniculata, con fiori gialli e foglie verso il porpora. Questa specie è ancora più resistente, e si trova spesso sui muri a secco e lungo le siepi.

Caratteristiche botaniche dell’acetosella

Oxalis corniculata
L’acetosella è una pianta erbacea di tipo perenne, con radice rizomatosa. E’ di piccole dimensioni, circa 10-20 cm, ma è molto vistosa in quanto si espande con facilità. Per questo, specie nel caso dell’acetosella gialla, molti la credono un’infestante degli orti.
Le foglie, che sono la parte più usata, sono di tipo tribolato, portate da un picciolo rossastro. Nell’aspetto, la pianta è molto simile al trifoglio, che però è una leguminosa.
Peculiarità delle sue foglie è che con le piogge si contraggono, assumendo l’aspetto di un piccolo ombrello. Inoltre, si chiudono nelle ore notturne. Questa sua stranezza, in epoche medievali, le valse la fama di pianta in grado di prevedere vento, pioggia e, in generale, le brutte condizioni meteo. E in effetti, osservando l’acetosella, si è in grado di prevedere l’arrivo a breve di un forte temporale.

I fiori sono solitari, anche’essi portati da un breve peduncolo. Bianchi con belle venature color porpora, nella specie Oxalis acetosella. Gialli nella specie Oxalis corniculata. La fioritura avviene in genere tra i mesi di aprile e giugno.
L’impollinazione è entomofila, cioè avviene ad opera di api e altri insetti impollinatori.
I frutti dell’acetosella si trovano in una capsula del fiore, con cinque cavità e forma a pentagono. Ognuna di queste cavità contiene 1 o 2 semi immersi in una sostanza mucillaginosa. A piena maturazione, i semi, spinti fuori da una fessura elastica e molto stretta, scattano di colpo e si allontanano dalla pianta. Questa caratteristica spiega la facilità di riproduzione e propagazione dell’acetosella.

Proprietà e precauzioni

Acetosella
Come abbiamo già detto, l’acetosella è nota per le sue proprietà fitoterapiche. Ha un sapore acidulo, data l’alto contenuto di ossalato acido di potassio e ossalato di calcio. Per via di questi elementi, la pianta ha proprietà astringenti, diuretiche e bechiche. Queste virtù possono inoltre essere sfruttate per alleviare le disfunzioni dell’apparato digestivo, come i disturbi allo stomaco e all’intestino.
Funziona anche per attenuare i fastidi delle emorroidi, le ulcere della bocca, gli stati d’inappetenza, la febbre e la stanchezza.
Oltre alle foglie, si possono usare le radici e i semi, indicati contro la diarrea, i dolori addominali, le coliche e le dissenterie.
Bisogna comunque dire che, da un punto di vista medicinale, il suo uso non è supportato da sufficienti prove scientifiche.

In erboristeria, l’acetosella viene trasformata in pomata per uso esterno, diventando un ottimo rimedio naturale per trattare alcune malattie della pelle, come l’acne e le dermatiti squamose.
In casa, per uso esterno, si può preparare un decotto. Ad ogni modo, è doveroso segnalare anche le precauzioni da prendere quando si usa questa pianta. L’assunzione dell’acido ossalico presente nell’acetosella, ad esempio, ne fa sconsigliare l’uso a chi soffre di disturbi gastrici e patologie epatiche. In modo particolare è sconsigliata a persone con nefrolitiasi da ossalato di calcio, gotta, artriti, litiasi.
Un consumo eccessivo e continuato delle foglie può provocare nausea, vomito, diarrea e ipotensione arteriosa. Quindi è da usare con cautela, facendosi consigliare da mani esperte.
Un ottimo preparato a base di acetosella in soluzione idroalcolica potete trovarlo quiSoluzioneidroalcolica di acetosella.

Usi dell’acetosella in cucina

Il momento della raccolta dell’acetosella è dalla primavera all’estate, poiché le foglie sopravvivono alla fioritura primaverile, continuando a riprodursi con rapidità.
La raccolta è molto semplice, in quanto questa pianta è presente davvero ovunque. Attenzione a non raccoglierla in prossimità delle strade o di campi dove si fa uso di pesticidi chimici. Questo vale in generale quando si raccolgono erbe commestibili selvatiche.
Altra nota, è che se raccogliete le radici della pianta questa non si riproduce più.
Inoltre va consumata fresca, dopo l’essiccazione, infatti, l’acetosella perde le sue proprietà.

Per l’uso in cucina raccogliamo le foglie, provviste del gambo. Queste possono essere impiegate per arricchire e dare un sapore particolare a zuppe e minestre, o per accompagnare un piatto di carne.
Si può aggiungere alle insalate miste per esaltarne il sapore. Molto interessante è la preparazione di una bevanda rinfrescante simile alla limonata. Basta far bollire una manciata di foglie in acqua per 5 minuti, poi si filtra e si lascia raffreddare. Infine si addolcisce a piacere con l’aggiunta di zucchero o miele.



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