La piantaggine. Proprietà e usi di quest’erba

La piantaggine è una pianta erbacea di tipo perenne, presente un po’ ovunque sul nostro territorio. Per i suoi aspetti botanici è facilmente riconoscibile, anche se non tutti ne conoscono le proprietà terapeutiche e pochi sanno che si tratta di un’erba commestibile.
La pianta viene annoverata a tutti gli effetti tra le officinali. Un vecchio detto della tradizione popolare dice:”La via per la piantaggine è più vicina di quella per il medico”, a significare che la pianta si trova ovunque e per tutto l’anno, tanto da essere considerata una farmacia a cielo aperto. Conosciamo dunque meglio questa pianta spontanea e le sue proprietà. Scopriamo come utilizzarla in rimedi casalinghi, sia per curare piccoli malanni che in cucina, in gustosi piatti della tradizione popolare.

Inquadramento botanico della piantaggine

Piantaggine di tipo Plantago lanceolata
Plantago lanceolata
La piantaggine appartiene alla famiglia botanica delle Plantaginaceae, che comprende diverse specie. Quella di nostro interesse, in quanto più ricca di proprietà e più presente nelle nostre regioni, è la piantaggine lanceolata, nome scientifico Plantago lanceolata.
Un’altra specie di piantaggine molto comune è la Plantago major, caratterizzata dalle foglie basali più larghe.
La denominazione botanica della piantaggine deriva dal latino planta=pianta del piede, e fa chiaro riferimento alle foglie basali piatte, che ricordano appunto la forma del piede.
Si tratta di un’erba antichissima, ma non è ben chiara la sua zona d’origine. Attualmente è diffusa dappertutto nell’emisfero settentrionale.

Caratteristiche

Fiori di Piantaggine
Fiori di Piantaggine
La piantaggine può raggiungere complessivamente un’altezza di 30-40 cm. E’ una pianta perenne, che resiste benissimo nei mesi invernali. E’ dotata, infatti, di gemme svernanti al livello del terreno, che vengono protette dalla lettiera del suolo o dalla neve. Alla base della pianta le foglie si trovano riunite a rosetta. Il fatto che i germogli nascano dalla base permette alla piantaggine di crescere rigogliosa anche nei prati adibiti a pascolo.
Le foglie della lanceolata sono lunghe e di forma ovale, solcate da nervature evidenti. Sono di colore verde intenso e con la superficie un po’ lucida.
I fiori nascono su lunghe e dritte spighe filigranate, di colore marrone-giallognolo.
La fioritura avviene dalla primavera all’autunno e i fiori sono piccolissimi e di colore bianco.

La riproduzione della piantaggine avviene in modo naturale, mediante autosemina.
I piccoli semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati dal vento) si disperdono, soprattutto ad opera di formiche e uccelli.
La piantaggine si adatta bene a tutti i tipi di terreni, anche quelli più poveri.

Proprietà

Della piantaggine si consumano prevalentemente le foglie. Queste vengono raccolte tutto l’anno, e sono costituite da:

  • Glucosidi d’iridoidi
  • Mucillagine, pianta ricca in D-galattosio, L-arabinosio
  • Tannini
  • Acidi fenolici e flavonoidi
  • Saponine
  • Sali minerali, in particolare potassio e zinco

Per questi suoi costituenti la piantaggine ha proprietà bechiche ed espettoranti, antinfiammatorie, cicatrizzanti, astringenti, antianemiche ed emollienti.

Utilizzi fito-terapici della piantaggine

Piantaggine giovaneLa piantaggine è una pianta ricca di proprietà, molto usata in fitoterapia, vediamo come.
Innanzitutto è in grado di bloccare le emorragie e favorire la guarigione delle ferite, grazie alle mucillagini presenti nelle foglie. Per uso esterno si possono usare le foglie fresche triturate. Con queste si prepara un impacco che, oltre a curare le ferite, è utile a lenire infiammazioni a pelle, occhi, e a curare ustioni superficiali.
Nella medicina popolare questa pianta veniva usata anche per curare le punture d’insetto, grazie al suo effetto antipruriginoso.

Le sue proprietà antinfiammatorie la rendono utile per curare in modo naturale raffreddore e altri malanni invernali. Inoltre, è molto efficace contro tosse, raucedine, asma e bronchi ostruiti dal muco.
Può essere usata in caso di problemi del tratto intestinale, come ad esempio il colon irritabile. Il suo infuso si può usare per fare gargarismi in caso di infiammazione della bocca e della gola.
Ci teniamo a precisare che la piantaggine non ha controindicazioni. L’allergia ben conosciuta nei confronti di questa pianta è dovuta al polline e non ai suoi elementi costitutivi.

L’infuso di piantaggine

Per sfruttare le tante proprietà della piantaggine, l’infuso è una soluzione ideale. Vediamo come prepararlo:
Mettere 2/3 grammi di foglie secche a macerare 10 minuti in una tazza di acqua fredda. Quindi portare brevemente a ebollizione e lasciare raffreddare. L’infuso è da usare come colluttorio per combattere le infiammazioni della gola o della bocca.

Sciroppo di piantaggine

Per lo sciroppo di piantaggine bisogna raccogliere una buona quantità di foglie giovani, quanto basta per riempire una pentola.
Quindi ricoprire d’acqua e far cuocere a fuoco lento per 2 ore.
A questo punto filtrare, spremendo bene i residui delle foglie, in modo da far uscire tutto il succo.
Aggiungere poi lo zucchero, meglio se di canna, nella misura di 600g per ogni litro di sciroppo. Si può aggiungere qualche bacca di ginepro per addolcire.
Dopodiché, accendere di nuovo il fuoco lento, per far sciogliere lo zucchero.
Una volta che lo zucchero si è sciolto e lo sciroppo raffreddato, versare in delle bottiglie da conservare in luogo fresco e asciutto.
Se non avete la possibilità di raccogliere la piantaggine in un luogo pulito per preparare in casa i vostri rimedi naturali, trovate diverse preparazioni già pronte all’uso a questo linkPiantaggine.

La piantaggine in cucina

La piantaggine è un’erba commestibile che da sempre viene adoperata, sia cotta che cruda, nella tradizione della cucina popolare.
Si consiglia di scegliere le foglie più tenere per arricchire le insalate.
Sovente, la piantaggine viene adoperata insieme ad altre erbe commestibili per preparare il ripieno di torte salate, fagottini, ravioli, farinate e frittate.
Altra peculiarità della pianta è che le foglie tingono di verde le pietanze con cui entrano in contatto. Dunque la si può usare per rendere più colorata e saporita la pasta fresca fatta in casa.
Una curiosità sulle teste dei fiori: sono anch’esse commestibili e hanno un sapore simile a quello dei funghi champignon. Le teste dei fiori vengono messe sott’aceto balsamico e possono essere gustate come delicatessen.
Anche le radici, ben lavate e finemente tagliate, possono essere stufate nei mesi freddi, per essere unite ad altre verdure come ripieno per la pasta o gli involtini.

La piantaggine è, dunque, un’altra erba selvatica dalle mille proprietà che potete trovare spontanea anche nei vostri orti o giardini. Quest’erba va ad aggiungersi alle altre di cui vi abbiamo già parlato, come la portulaca oleracea, la borragine, il tarassaco, la bardana, l’iperico e la malva sylvestris. Buona raccolta.



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