La bardana, proprietà e utilizzi di questa pianta selvatica

La bardana (Arctium lappa), è una pianta erbacea a ciclo biennale, che appartiene alla famiglia delle Asteraceae (o Compositae).
E’ una pianta spontanea molto diffusa nel nostro territorio, dal mare alla montagna. Predilige per la sua crescita i luoghi incolti e abbandonati, i bordi delle strade e i dirupi. Per questa sua grande rusticità è nota in tutte le regioni e assume diverse nomi. E’ conosciuta, infatti come: lappola, cappellacci, laccio, attacca lana, stalass, nappo, lavaste, spalpanazz e molti alti nomi ancora.
E’ una pianta molto speciale che ha diversi utilizzi in campo erboristico, officinale e alimentare.

Oggi conosceremo meglio questa pianta dall’antica tradizione in tutti i suoi aspetti, partendo dalla descrizione botanica.

La bardana, identificazione botanica

Bardana fiore e foglie
Fiori e foglie
Il nome scientifico della bardana, Arctium lappa, deriva dal greco arctium=orso e da labein=attaccarsi. Il primo termine fa rifermento al suo aspetto ispido e peloso mentre il secondo si riferisce all’attitudine che hanno le sue infiorescenze di attaccarsi al mantello delle pecore e ai vestiti di lana.
Nel Medioevo le fu dato il nome di bardana, probabilmente dal portoghese sella, per via della forma delle sue foglie.
Il fusto della pianta è eretto e può raggiungere anche un’altezza di due metri.
E’ molto robusto e ha ben 2 cm di diametro. Si presenta, inoltre, molto ramificato nella parte superiore ed è di colore tendente al rossastro.

Il frutto è un achenio bruno, oblungo e leggermente schiacciato. Presenta chiazze scure e ondulate ed è coperto da un piccolo ciuffo di peli. Il peso di mille semi di bardana è di circa 15 gr.

Radici di bardana
Radici di bardana
Le foglie sono di due tipi: quelle basali, molto grandi (30-40 cm), verdi nella pagina superiore, più chiare in quella inferiore. Sono molli e pelose. E quelle sul fusto, più piccole e ovali.
Le infiorescenze sono dei capolini piumosi di colore rosso violaceo. Hanno un involucro rotondeggiante fatto di più serie di squame e sono provviste di appendici uncinate. I fiori hanno sono tubolosi ed ermafroditi, provvisti di stami con filamenti distinti.
La radice è la parte più utilizzata in campo erboristico, per la preparazione di tisane e integratori alimentari. Le radici essiccate di bardana potete trovarle quiRadici secche di bardana. Si tratta di una lunga radice fittonante, provvista di sottili ramificazioni, che raggiunge profondità di 50 cm.
E’ di forma cilindrica e consistenza dura e carnosa.
Le radici di bardana di piante coltivate possono raggiungere un diametro di 5-6 cm. Sono invece più piccole nella bardana selvatica.

I componenti e la parti impiegate

I componenti principali della bardana sono l’inulina, la fitosterina, un alto contenuto in zuccheri e mucillagini. Contiene inoltre diversi acidi, come gli acidi caffeilchinici, che svolgono un’azione protettiva contro agenti epatotossici.
Le radici sono la parte più pregiata della bardana. Queste si possono utilizzare sia fresche che secche, e vengono raccolte in primavera o nell’autunno del primo anno di vita.

Anche le foglie, raccolte nel periodo estivo, si prestano a diversi usi, sia fresche, che essiccate. Sono commestibili e vengono quindi impiegate in piatti della cucina regionale.

Proprietà e utilizzi erboristici

Le proprietà terapeutiche della bardana sono note sin dai tempi antichi. Nel Medioevo veniva considerata l’unico rimedio efficace contro la sifilide.
Possiede proprietà antidermopatiche e viene da sempre utilizzata come rimedio naturale per l’acne e altre infezioni della pelle (foruncoli, eczema, prurigine, scrofola).

Svolge inoltre azione diuretica, sudorifera, antinfiammatoria e depurativa del sangue. Per questo motivo la bardana è ampiamente utilizzata non solo in campo erboristico, ma anche cosmetico e alimentare.
Per il benessere della pelle la possiamo trovare come integratore alimentare in compresse (quiIntegratore alimentare di bardana), nella pregiata tintura madre, un vero e proprio estratto di bardana (quiTintura madre di bardana), o in ottime creme, per l’applicazione diretta sulla pelle (quiCrema di bardana)

Utilizzo domestico

In ambito domestico è facile utilizzare le foglie secche di bardana. Bisogna farle essiccare all’ombra e conservarle in un sacchetto di carta.
Il decotto, ad esempio, si prepara con 50 gr di foglie secche in un litro d’acqua bollente per 30 minuti. E’ da consumare in 3-4 tazzine al giorno lontano dai pasti, per depurare il fegato.

Per uso esterno si può fare il macerato di foglie fresche, lasciandole per un’intera notte a macerare nell’aceto, con l’aggiunta di un cucchiaio di sale. Al mattino, dopo aver filtrato il liquido, si può applicare un impacco in parti del corpo affette da reumatismi.
Sia le radici che le foglie di bardana sono commestibili, vengono entrambe lessate e, insieme ad altre verdure, usate per preparare piatti tipici regionali.

Le radici di bardana sono commestibili. In Giappone vengono raccolte per uso alimentare. Anche nella tradizione culinaria popolare italiana è presente la bardana, ad esempio sotto forma di radici lessate. Le foglie di bardana si possono consumare lessate insieme ad altre verdure.

Controindicazioni

Dosi eccessive di bardana, specie se assunte con l’alimentazione, nelle donne in gravidanza possono stimolare l’attività delle pareti uterine. Per questo motivo, in questi casi se ne sconsiglia l’uso, se non sotto parere medico.
Non vi sono altre iterazioni ed effetti collaterali degni di segnalazione, anche se, naturalmente, bisogna valutare allergie specifiche alla bardana, che appartiene alla vasta famiglia delle asteraceae.

Raccomandazione per la raccolta

La pianta spesso si trova al margine delle strade, o nei pressi dei campi coltivati. Se volte raccoglierla, un consiglio è quello di accertatevi che nella zona non vi siano aziende agricole che facciano uso di pesticidi. Tale raccomandazione è valida non solo per la raccolta della bardana, ma di tutte le erbe spontanee come la malva silvestrys, la borragine, la portulaca, l’iperico, l’origano, l’assenzio, il tarassaco.



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