Arachidi, la coltivazione della pianta nell’orto domestico

Le arachidi (Arachis hypogaea), conosciute anche come noccioline americane, sono facili da coltivare nell’orto e possono dare grandi soddisfazioni.
Questa pianta ha una parte area bella e ornamentale, ma è sottoterra che ci regala i suoi prelibati frutti.
Sebbene sia originaria del Brasile, nel nostro Paese la sua coltivazione vanta una certa tradizione. Pur non essendo mai stata coltivata in maniera intensiva, ha trovato fortuna negli orti familiari, vista la facilità di coltivazione, le ottime rese per singola pianta e la possibilità di conservarne i semi con facilità.
Alcuni dei suoi nomi popolari sono: cece di terra e pistacchio di terra. Questo, appunto, per sottolineare il fatto che la pianta dà i suoi frutti al di sotto del terreno.

Conosciamo dunque meglio questa coltura e come metterla nel campo del nostro orto domestico con buoni risultati.

La pianta di arachidi

Identificazione botanica

Pianta di noccioline americaneL’arachide è una pianta appartenente alla famiglia botanica delle Leguminosae (o Fabaceae). A questa famiglia appartengono anche altre specie molto amate dagli orticoltori, come fave, piselli, ceci e lenticchie.
La caratteristica che accomuna queste specie orticole è quella di essere miglioratrici del terreno. Apportano infatti azoto atmosferico al terreno, in modo naturale.
Grazie all’apparato radicale, l’azoto viene fissato al terreno e si rende disponibile per le colture successive.
Come accennato, le arachidi sono originarie del Sudamerica, ma i continenti dove si coltivano di più sono l’Africa e l’Asia. Nel nostro Paese le regioni più produttive sono il Veneto e la Campania.

Il genere Arachis comprende oltre 40 specie, ma solo l’Arachis hypogaea è la specie coltivata.

Caratteristiche

Apparato radicale delle arachidiL’arachide è una pianta con ciclo annuale. Può assumere due tipi di portamento:

  • Eretto-arbustivo, con altezza tra 45-60 cm e ramificazioni allungate
  • A cespuglio, con altezza 30-45 cm, rami più corti e prostrati al terreno.

Gli steli sono robusti, ricoperti da sottile peluria. Le foglie sono composte in modo paripennate e di forma ovale. Caratteristica delle foglie, comune ad altre leguminose, è che di notte si chiudono, quasi a dar l’impressione di voler dormire.
I fiori dell’arachide sono portati all’ascella delle foglie e presentano petali di giallo dorato, di circa 10 mm di diametro.
I baccelli, che contengono il seme di arachide, hanno forma oblunga, con estremità arrotondata. La loro lunghezza varia tra i 25 i 50 mm.
All’interno del baccello sono contenuti due o tre semi, al massimo 4.
Altra caratteristica del baccello è di avere un guscio sottile, di consistenza quasi legnosa, retato e spugnoso. Inoltre, cresce e matura sottoterra.

Dopo l’impollinazione e l’appassimento del fiore, il peduncolo fiorale si allunga. Per effetto del geotropismo positivo l’ovario si interra a 5-15 cm di profondità. Qui il baccello si sviluppa e matura i semi.
Il baccello sembra funzionare da apparato radicale secondario, assorbendo nutrienti minerali dal terreno.
I semi, ossia le arachidi che mangiamo, hanno forma variabile. Possono essere allungate o quasi rotonde, e sono rivestite da una sottile pellicola protettiva, di colore rossastro.

La coltivazione delle arachidi

Esigenze ambientali e periodo di coltivazione

Pianta di arachidiPur avendo origine tropicale, le arachidi si possono coltivare senza difficoltà nel nostro Paese, da nord a sud. L’importante è scegliere il periodo giusto per iniziare la coltivazione. Questo non può essere né l’autunno né l’inverno, come avviene per le altre leguminose.
Le arachidi prediligono un clima caldo e asciutto. Per questo bisogna seminarle quando le temperature sono di almeno 13C° di giorno e mai sotto lo zero di notte. Quindi, bisogna partire dal mese di marzo, nelle regioni meridionali, e da aprile in poi al Centro-Nord.
Per la fioritura la pianta ha bisogno di almeno 20C°, mentre per la maturazione dei baccelli la temperatura ideale è tra i 25 e i 30C°.
L’intero ciclo di coltivazione dura grossomodo 5-6 mesi, per cui, se coltivate ad inizio primavera, sono pronte sul finire dell’estate.

Terreno e concimazione

La pianta di arachidi si può adattare a diversi tipi di terreno, ma predilige quelli di medio impasto o sabbiosi. Queste perché, questi terreni consentono una più agevole formazione sotterranea dei baccelli. Per la stressa ragione, sono da evitare i terreni argillosi e compatti.
Il terreno deve essere quindi lavorato accuratamente, in modo che i baccelli abbiano tutto lo spazio per ingrossarsi.
Per ciò che concerne la reazione del terreno, la crescita è favorita in suoli compresi tra 6 e 7. Parliamo quindi di terreni subacidi o neutri.
Un’abbondante concimazione non è necessaria, in quanto la pianta vegeta bene anche in terreni poveri. Al più si può usare una quantità moderata di cenere di legna per preparare il terreno prima della semina.

Semina delle arachidi

Campo di arachidiLe arachidi si seminano nel terreno usando il metodo della postarella, realizzando file regolari. Questo vuol dire che in un buco della profondità di 3-4 cm, s’inseriscono 2-3 semi, che andranno ricoperti dal terreno.
La distanza tra le postarelle, e quindi le piante, deve essere di almeno 30 cm sulla fila e di 50-60 nell’interfila.
Per reperire i semi, la cosa migliore è conservarli in un luogo asciutto recuperandoli dalla precedente coltivazione. Il seme va conservato con il baccello intero e non deve essere rimossa la pellicola protettiva, neanche quando vengono interrati.
Com’è ovvio, il problema è partire per la prima volta e quindi reperire i primi semi. Ma per fortuna è possibile reperirli in reteArachidi.

Tra le varietà reperibili sul mercato dei semi, quelli che si trovano più comunemente sono le arachidi con baccello grosso. Sono più apprezzate dal punto di vista estetico e hanno maggiori rese produttive.
Attenzione a non acquistare sementi troppo vecchie, in quanto il seme d’arachide perde le sue capacità germinative con facilità.

Rincalzatura

Tra le operazioni colturali, fondamentale importanza assume la rincalzatura. Questa tecnica si esegue in primo luogo per tenere le piante libere dalle erbe infestanti, ma è utile anche per favorire l’ingrossamento del baccello. Per attuarla è sufficiente riportare della terra alla base della pianta.
Si tratta di un’operazione da eseguire almeno 2 volte durante il ciclo di coltivazione. Effettuandola in questo modo non c’è bisogno della pacciamatura naturale per avere un terreno libero dalle malerbe.

Irrigazione

L’arachide è una pianta poco esigente in fatto d’acqua. Tuttavia, in stagioni troppo siccitose occorre intervenire con un’irrigazione di soccorso.
Essendo che si effettua la rincalzatura, non conviene realizzare un sistema d’irrigazione a goccia. L’acqua si può dare per aspersione, ad esempio usando un irrigatore a pioggia. Altra alternativa è l’infiltrazione, ossia facendo scorrere l’acqua nei solchi che si formano in seguito alla rincalzatura.

Raccolta e conservazione

Raccolta ArachidiQuando le foglie della pianta di arachidi cominciano a ingiallire con intensità, i baccelli sono pronti per la raccolta.
Per scalzare le piante dal suolo è opportuno impiegare una forca, che andrà inserita con delicatezza nel terreno. In questo modo si faciliterà la successiva operazione di sollevamento.
Una volta sollevati dal terreno i baccelli con tutto l’apparto radicale, è consigliabile far asciugare la terra residua rimasta attaccata. Questa asciugatura dev’essere effettuata al coperto.
Nel momento in cui la terra residua si asciuga, si elimina scrollandola dalle radici. Da questo momento si possono togliere i baccelli.

Una volta raccolti, si devono far asciugare ponendoli dentro cassettine di legno e formando un solo strato. La cassettina dev’essere sollevata dal suolo e i baccelli di tanto in tanto rivolatati. Il locale dev’essere buio, ventilato e senza umidità.
I baccelli asciutti si possono conservare così oppure in sacchi di iuta.

Utilizzo e tostatura delle arachidi

Come già detto, conviene conservare una parte del raccolto per la semina dell’anno successivo. In tal caso vanno bene le arachidi conservate come spiegato nel paragrafo precedente.
Per il consumo, invece, occorre procedere alla tostatura delle arachidi.
Questa può essere effettuata in forno, sia con il baccello intero che con il solo seme (la nocciolina).
E’ conveniente, tuttavia, tostare con l’intero baccello. In questo modo si eviterà la bruciatura del seme all’interno.

La temperatura ideale per la tostatura è di 200 C°, per circa 20 minuti.
Per evitare problemi, ogni tanto si può prendere un baccello e aprirlo, in modo da verificare il grado di tostatura stesso.

Difesa biologica antiparassitaria

Grande vantaggio della coltivazione delle arachidi nell’orto domestico è che stiamo parlando di una specie piuttosto rustica. Questa pianta non risente degli attacchi di parassiti.

Molto più rischioso è il periodo di conservazione in magazzino, in quanto le arachidi rappresentano una vera e propria tentazione per topi e altri roditori. Per questo motivo fate estrema attenzione alla pulizia del locale in cui le conserverete.

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