I gerani: come coltivarli e prendercene cura

I gerani sono una delle piante più diffuse nel nostro Paese e nel mondo. Grazie alla loro resistenza al caldo-umido, si adattano in modo perfetto al clima Mediterraneo e producono fiori rigogliosi che ornano la maggior parte dei terrazzi italiani da nord a sud. Anche se i fiori sono facili da mantenere, sono comunque piante che soffrono le temperature fredde e sono piuttosto delicate.
In questo articolo vediamo come coltivare i gerani e come prenderci cura di questi splendidi fiori. Prima di tutto, però, scopriamo l’identificazione biologica della pianta e quali tipologie di gerani esistono.

Identificazione biologica dei gerani

I gerani, il cui nome scientifico ufficiale è Pelargonium, sono fiori di origine sudafricana della famiglia delle Geraniaceae. Si tratta di piante perenni che crescono sotto forma di arbusti e producono infiorescenze molto colorate. Le tinte dei fiori vanno dal rosa chiaro al rosso intenso e dal bianco al lilla. Sono piante molto distribuite in zone dal clima subtropicale, e infatti resistono bene al grande caldo e sopportano anche elevata umidità. La fioritura dei gerani è piuttosto lunga e la pianta può sopravvivere anche per più di due anni.

Tipologie di gerani

GeraniAl mondo esistono diverse specie di gerani, ognuna con caratteristiche proprie e differenti. C’è ad esempio il Geranio zonale, ossia la tipologia più diffusa. Questa varietà è riconoscibile dalla sottile peluria che ricopre l’estremità delle foglie.
Il Geranio edera, invece, si coltiva di solito in vaso e, data la sua crescita verso il basso, deve essere posto in alto.
E’ possibile trovare in commercio anche i Gerani imperiali, la cui caratteristica principale è la delicatezza.
Esistono poi anche gerani con notevoli proprietà curative o benefiche, come, ad esempio, la varietà Pelargonium graveolens.

Proprietà benefiche del Pelargonium graveolens

Il Pelargonium graveolens è una specie di geranio con qualità eccezionali dal punto di vista officinale. Ha proprietà antibatteriche, antifungine ed antiossidanti. Gli studiosi ritengono che abbia anche un ruolo importante nel contro specifici tumori, come ad esempio, la neoplasia della cervice uterina.

Fin dai tempi antichi, con questa pianta venivano prodotti oli essenziali, farmaci e cosmetici. Proprio per tale motivo è oggi molto studiata in fitoterapia.

Come curare i gerani

GeraniLa cura dei gerani è davvero molto semplice. Le accortezze sono poche, ma devono essere svolte in modo periodico. Bisogna eliminare di volta in volta le foglie e i fiori secchi e innaffiare la pianta con tanta acqua, specie se è esposta al sole diretto.
Una volta acquistato il fiore, è necessario provvedere subito al rinvaso, assicurandosi di posizionare la pianta in contenitore adeguato. Il vaso dovrà essere, se possibile, in terracotta. Inoltre, dovrà avere un foro sul fondo, così da far fuoriuscire l’acqua in eccesso, evitando l’insorgere del marciume nero.

Dei buoni vasi li trovate quiVasi di terracotta.

Per facilitare il drenaggio dell’acqua è possibile inserire, prima del terriccio apposito (che trovate quiTerriccio gerani), un po’ di granelli di ghiaia o di argilla (come questaargilla espansa).
Inoltre, per evitare che la pianta soffra il caldo, specie nella prima fase di vita, occorre esporla poco al sole. L’esposizione diretta deve essere graduale e la temperatura non deve superare i 15 gradi.
Il geranio deve essere concimato durante i mesi invernali, mentre in autunno è sconsigliabile effettuare qualsiasi tipo di concimazione.

Malattie dei gerani

I gerani sono piante molto resistenti, ma subiscono spesso attacchi da parassiti e insetti. Le malattie principali del geranio sono il marciume radicale e la muffa grigia.
Il marciume radicale è provocato da diverse cause. Una può essere la frequente irrigazione delle piante o le forti piogge (nel caso che i gerani siano esposti all’aperto). Anche l’eccessiva presenza di determinati minerali all’interno del terreno, come fosforo e azoto, può causarne l’insorgere. Infine, una terza causa può essere l’attacco delle lumache alle foglie delle piante.

La muffa grigia, o botrite, viene, invece, trasmessa alla pianta da un fungo, soprattutto quando l’aria è molto umida. Questa malattia può essere riconosciuta osservando con attenzione fiori e foglie. Se sono secchi o ricoperti di una sostanza molle e grigiastra, l’infezione ha avuto inizio. In questo caso, basterà asportare petali, foglie e boccioli infetti per salvaguardare la salute del vegetale. L’uso del bicarbonato può essere di aiuto, ma non è curativo. Quindi, bisognerà usare prodotti speciali. Per combattere questo fungo sia usano in genere funghi antagonisti come il Trichoderma harzianum o l’Ulocladium oudemansii.

Autrice: Denise Carulli

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