fiori da balcone

    L’acalifa è una pianta di origine esotica che si coltiva in appartamento.
    Non è facilissime da coltivare all’aperto, in quanto soffre le basse temperature. Al contrario, dà pochi motivi di preoccupazione quando la temperatura invernale e l’umidità dell’ambiente sono mantenute sotto controllo correttamente.

    In quest’articolo scopriamo tutte le tecniche per la coltivazione in vaso dell’acalifa e le caratteristiche botaniche di questa pianta dalla splendida fioritura.

    Acalypha hispida

    Acalypha è un genere della famiglia botanica delle Euphorbiaceae che comprende oltre 300 generi e più di 8000 specie.
    Si tratta di arbusti dalla fioritura vivacemente colorata e a rapido accrescimento. Sono piante originarie dell’area compresa tra le regioni tropicali del Sudest asiatico e le isole del Pacifico.
    Il nome botanico deriva dal termine greco akaléphe, che Ippocrate usava per l’ortica. Venne assegnato a questo genere da Linneo per via della somiglianza delle foglie di acalifa con quelle della pianta di ortica.
    La specie oggetto della nostra trattazione è la A. hispida dell’isola di Giava, conosciuta anche come A. sanderiana. È molto apprezzata dai giardinieri per i suoi fiori, che sbocciano riuniti in spettacolari infiorescenze lunghe e pedule (amenti).

    Caratteristiche botaniche dell’acalifa

    Acalifa
    L’acalifa allo stato selvatico non è particolarmente ornamentale, ma i floricoltori sono riusciti a selezionare varietà di grande bellezza. Vediamo le caratteristiche botaniche della pianta.

    • Dimensioni. L’acalifa in natura è un arbusto cespuglioso, che raggiunge i 90 cm di altezza e può essere molto esteso. Quando viene coltivata in vaso, alle nostre latitutidini, non supera i 40-50 cm e la sua estensione è più contenuta.
    • Foglie. Sono di colore verde brillante, ovali e leggermente cuoriformi, tomentose, dentate, dotate di picciolo e lunghe fino a 20 cm.
    • Fiori. L’acalifa è amata per i suoi fiorellini di colore rosso-scarlatto, dotati di lunghi stami, che appaiono in primavera in infiorescenze compatte, lunghe fino a 30 cm. Sono infiorescenze sono assai durevoli, ma è bene staccarle quando il colore inizia a sbiadire, in modo da stimolare la pianta a formarne altre. Nei vivai sono disponibili anche varietà di Acalypha hispida con amenti di color verde o crema.
    • Portamento. La pianta ha portamento ascendente, per cui è perfetta per essere coltivata in cesti appesi o in vasi posti su un supporto, in modo che le lunghe infiorescenze possano pendere liberamente.

    Come coltivare l’acalifa

    Clima

    La pianta di acalifa teme il freddo, essendo originaria di zone tropicali. Per una crescita sana e rigogliosa bisogna quindi fare attenzione a che le temperature non scendano mai al di sotto dei 15 °C, neanche durante l’inverno. Per questo motivo, alle nostre latitudini, l’acalifa è una pianta perfetta da coltivare in vaso, in un appartamento.
    Inoltre, ama le posizioni luminose, ma non direttamente esposte ai raggi solari. Va collocata lontano dalle fonti di calore e dalle correnti d’aria.
    La luce è molto importante, se è insufficiente l’acalifa tende ad allungarsi, perde il suo colore brillante e non produce più fiori.

    Terreno e concimazione

    Il terreno ideale per la coltivazione dell’acalifa deve essere con un pH tendenzialmente acido. Per riempire il vaso di coltivazione si può mescolare del terriccio universale come questo, della terra di brughiera e della torba in parti uguali.
    La fertilizzazione è importante nel periodo di attività vegetativa, che va dalla primavera all’autunno. Una volta al mese, è opportuno concimare con del fertilizzante per piante acidofile o per analogia, quello impiegato per la coltivazione del limone in vaso

    La riproduzione

    Per iniziare a coltivare l’acalifa bisogna rivolgersi ai migliori negozi di piante da appartamento. Se si ha la fortuna di conoscere qualcuno che già coltiva la pianta, si può ricorrere alla moltiplicazione per talea.
    Questa si pratica nei mesi di gennaio e febbraio, prelevando talee lunghe circa 15 cm, lasciando attaccato ad esse un pezzetto di corteccia e legno del ramo portante. Le talee si mettono a radicare in un substrato di torba e sabbia, a una temperatura di circa 26 °C, assicurando ombra e umidità costante del terriccio.
    Nel momento in cui osserviamo la ripresa vegetativa possiamo rinvasarle in un contenitore più grande. La fioritura della nuova pianta avviene dopo circa un anno.

    Quando inaffiare

    Bagnature regolari e umidità elevata sono di vitale importanza per l’acalifa. Se dimentichiamo di innaffiarla, la pianta inizia a perdere le foglie, in quanto si disidrata facilmente. Per cui controlliamo sempre l’umidità del substrato e procediamo con la somministrazione d’acqua. È meglio innaffiare poco e di frequente, piuttosto che esagerare rischiando di causare un ristagno idrico.
    A partire dall’inizio dell’autunno, le bagnature si riducono progressivamente, in quanto la pianta assorbe meno acqua.

    Potatura e rinvaso

    Nelle condizioni ottimali, l’acalifa ha una crescita veloce e rigogliosa. Alla fine dell’estate potremmo trovarci con piante troppo grandi. In questo caso, per rinforzarle, si possono cimare i nuovi getti per metà della loro lunghezza.
    A fine inverno, dobbiamo anche valutare se rinvasare la pianta, usando contenitori di qualche cm di diametro superiori.
    Ad esempio, se abbiamo iniziato a coltivarla in un vaso da 20 cm di diametro, il rinvaso successivo sarà fatto in un vaso da 30.

    Difesa biologica dai parassiti

    Il parassita che può rovinare le nostre piante di acalifa è il ragnetto rosso.
    Gli attacchi di questo minuscolo insetto avvengono di solito nel periodo estivo, quando le temperature sono molto alte, e in condizioni di bassa umidità.
    Il ragnetto rosso è difficilmente visibile e inizia a infestare la pagina inferiore delle foglie, formando sottili e fitte ragnatele.
    Se notiamo degli ingiallimenti fogliari anomali, è probabile che sia colpa di questo parassita.
    Per eliminarlo però, basta intervenire vaporizzando sulle foglie dell’acqua fredda. In questo modo aumenteremo l’umidità dell’ambiente. Il contatto diretto dell’acqua sulla vegetazione infestata interromperà il ciclo riproduttivo del ragnetto, che prolifica solo in condizioni di asciutto.

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