Coltivazione Biologica

Il caolino. Come difendere gli olivi in modo bio

Il caolino altro non è che una particolare roccia sedimentaria, formata in gran parte dalla caolinite. Quest’ultima è un minerale della classe dei silicati, che sono i più presenti sulla superficie terrestre.
Usare il caolino sull’olivo per prevenire gli attacchi della mosca olearia, si è dimostrata negli ultimi anni una pratica agronomica molto efficace.
Chi coltiva gli ulivi in biologico non può prescindere, dunque, dall’impiego del caolino. Questo perché, oltre a un notevole risparmio economico, questo prodotto elimina i danni ambientali che derivano dall’uso di pesticidi chimici.
Questa particolare roccia, inoltre, ha molti altri effetti positivi, per nulla secondari.

In quest’articolo capiamo cos’è il caolino e scopriamo come impiegarlo nella difesa biologica dell’oliveto.

Il caolino. Formazione e impieghi

Caolino grezzo
Caolino grezzo

Il caolino si forma dalla degradazione meteorica esercitata dall’acqua sulle rocce. Una volta estratto e lavorato, si presenta in forma terrosa e ha una consistenza molto tenera, argillosa.
La sua colorazione è bianca, tendente al grigio, ma può virare al rossiccio in caso di una forte componente di ossidi di ferro. A livello commerciale viene venduto sotto forma di polvere, che può avere diversi gradi di consistenza e purezza.
Gli impieghi del caolino sono diversi, e vanno dall’edilizia alla produzione di ceramiche, fino alla cosmesi e, per l’appunto, all’agricoltura.
Per usarlo al meglio sull’olivo, bisogna scegliere formulazioni specifiche per l’agricoltura. Queste hanno la massima efficacia d’impiego, grazie a particelle molto piccole, che si sciolgono con facilità nell’acqua. In tal senso è ideale una dimensione delle particelle inferiore ai 2 μm.

Effetti protettivi del caolino sull’olivo

Caolino su foglie di olivo
Abbiamo già parlato della mosca dell’olivo, dei danni che provoca alla produzione olearia e dei metodi classici di difesa biologica. Qui ci preme evidenziare i risultati ottenuti in tal senso dall’impiego del caolino.
Questa polvere di roccia, disciolta in acqua e spruzzata in modo diretto, esplica una duplice attività sulla chioma dell’albero. Per prima cosa va a creare una pellicola protettiva bianca, che riflette la luce solare. Questo protegge la pianta dai rischi d’insolazione. Il film protettivo non interferisce con la fotosintesi, dunque con gli scambi gassosi, ma mitiga l’azione negativa dei raggi ultravioletti, riflettendoli. Ciò fa diminuire la cascola delle olive e aumentare la pezzatura dei frutti.
Per questa azione protettiva, il caolino è anche un’efficace alternativa al rame nel prevenire patologie fungine o batteriche che colpiscono l’ulivo, come l’occhio di pavone e la rogna.

Il secondo effetto positivo è collegato all’attività della mosca olearia. La pellicola protettiva bianca che rimane sulle piante, infatti, interferisce nell’ovodeposizione sui frutti. Geneticamente, l’insetto riconosce il verde delle foglie d’olivo. Trovandosi di fronte la pellicola protettiva bianca del caolino, perde interesse nei confronti della coltura.
Inoltre il pH molto basico del caolino, ostacola l’attrazione della mosca per le piante.
Da questo punto di vista si può dire che il caolino svolge un’azione repellente.

Come si usa il caolino sull’olivo

Vediamo ora come e quando usare il caolino sulle piante.
Per prime cosa, osserviamo che il caolino, non essendo un insetticida, per svolgere la sua azione protettiva deve essere applicato in prevenzione. Per questo il momento migliore per il trattamento è prima che inizi l’attività di ovodeposizione della mosca. Tale momento può variare da zona a zona, ma di solito le prime punture si verificano in giugno.
L’uso delle trappole cromotropiche può aiutarci a monitorare la presenza della mosca olearia.

Il limite principale all’impiego del caolino è che si dilava con facilità in acqua. Questo è sì un limite, ma è anche l’essenza dei trattamenti bio.
Per questo motivo il primo trattamento è molto importante, in quanto deve operare una forte copertura. Questa viene poi ad essere integrata al bisogno con altre irrorazioni, da fare in seguito ad una forte pioggia.
Il limite alla ripetizione degli interventi è più che altro economico e temporale, non essendoci controindicazioni all’uso del caolino in composizione agricola.

Dosaggi e applicazione

I dosaggi del caolino variano a seconda della formulazione acquistata, quindi vi consigliamo di attenervi alle indicazioni dell’etichetta. In media si va dai 4 ai 5 kg di caolino, disciolti in 100 litri d’acqua (dosaggi che diminuiscono nelle applicazioni successive).
Il modo migliore per applicare il prodotto sulle piante è usando un atomizzatore, portato da una trattrice, che lo agiti di continuo o lo mantenga in sospensione.
Attenzione a non eccedere nei dosaggi, onde evitare d’intasare gli augelli per la troppa densità.
L’atomizzatore ha il vantaggio di poter raggiungere anche le parti più alte della pianta, malgrado una forte perdita di prodotto. I dosaggi per ettaro dipendono dalla dimensione e dall’età delle piante (è ovvio che per alberi giovani, con ancora poca chioma, serva meno prodotto).

Altra accortezza nell’uso del caolino è d’irrorare dapprima le parti interne della chioma e procedere poi verso l’esterno. Se la pianta ha ricevuto operazioni di potatura corrette, questa operazione è più semplice ed efficace.
Non sempre però, l’uliveto è raggiungibile da un trattore, o questo non è nelle disponibilità dell’olivicoltore. In questo caso, si deve procedere con più fatica, usando pompe o atomizzatori a spalla. Una serie di attrezzature valide le trovate quiAtomizzatori a spalla.
Il caolino per uso specifico in agricoltura è reperibile in commercio in diverse confezioni e prezziCaolino.
Per migliorare l’adesività della miscela si può unire del sapone molle potassico, che sappiamo essere anche un buon antiparassitario biologico. Un ottimo sapone molle lo trovate quiSapone molle potassico.



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