Il ciclamino, come coltivarlo in giardino e in vaso

Il ciclamino è uno dei fiori più diffusi nel nostro Paese. Ogni anno, in Italia, ne vengono venduti milioni già piantati in vaso. La coltivazione del ciclamino non richiede attenzioni particolari, ma serve conoscere bene la pianta e le sue esigenze. Coltivare questi fiori è dunque alla portata di tutti.
Si tratta di una pianta molto amata per la bellezza dei suoi fiori, ma anche per il particolare periodo di fioritura, che ricade nelle stagioni autunno-invernali.

Conosciamo dunque meglio questo fiore, dai colori vivaci e dalla forma particolare. Vediamo inoltre come coltivarlo in vaso o in giardino e quali sono le cure necessarie per mantenerlo longevo.

Il ciclamino, identificazione botanica

CiclaminoIl ciclamino (Cyclamen) identifica un genere di piante da fiore della famiglia delle Primulaceae (o Myrsinaceae secondo le recenti classificazioni).
Si tratta di una specie originaria dei paesi che affacciano sul bacino del Mediterraneo e del Medioriente.

Anche gli antichi ne apprezzavano la bellezza e la particolarità e su di esso furono costruite diverse leggende.
I Greci, ad esempio, davano al ciclamino una valenza magica, per via della forma tondeggiante del tubero da cui nasce e per l’attitudine del gambo del fiore ad assumere forma di spirale. In queste forme circolari venivano riscontrate affinità con il cerchio, inteso come figura magica che rappresenta l’universo. A conferma di quanto detto, vi è l’origine greca del nome, ossia kyklos=cerchio.

Specie di ciclamino

Ciclamino selvatico
Ciclamino selvatico
Esistono diverse specie di ciclamino, molte delle quali crescono allo stato spontaneo nei nostri boschi. Il bosco è l’ambiente naturale ideale per favorire la crescita spontanea della pianta, la quale gradisce un terreno sempre ben umido, poco soleggiato e ricco di sostanza organica.
Tra le specie di Cyclamen che troviamo allo stato spontaneo ricordiamo:

  • Europaeum, presente soprattutto nelle faggete del centro-nord Italia
  • Neapolitanum, specie molto rustica, diffusa nei castagneti e nei querceti del Sud Italia. Questa specie è nota anche con il nome di pamporcino;
  • Repandum, meno rustico degli altri. E’ diffuso in modo spontaneo nelle leccete e nelle macchie dell’Italia centro-meridionale.

Per la coltivazione domestica e la commercializzazione nei famosi vasetti, la specie più usata è il Cyclamen persicum, ossia il ciclamino di Persia.
La descrizione botanica seguente è riferita a questa specie e alle sue varianti che, nel tempo, sono state selezionate.

Caratteristiche botaniche

Cyclamen persicum
Cyclamen persicum
La radice del ciclamino è in realtà un tubero sotterraneo da cui hanno origine foglie e fiori. Il tubero ha una forma tonda e schiacciata, il colore invece è scuro, quasi nero.
Dal tubero partono degli steli, alcuni produrranno le foglie, altri i fiori.
Le foglie sono di solito cuoriformi, dotate di lungo stelo, consistenza carnosa e margine fogliare intero. Nel ciclamino di Persia il loro colore è verde scuro, con delle vistose variegature color argento.
Anche i fiori, solitari e pendenti, sono portati da uno stelo, eretto e lungo, e sono situati all’apice. Si tratta di fiori molto profumati, lunghi in media 2-3 cm e dall’inconfondibile colore rosa.

Dal ciclamino di Persia sono state selezionate varietà con fiori di grandi dimensioni, lunghi fino a 8 cm. Inoltre, con la selezione, è stata ampliata la gamma dei colori, che dal rosa classico virano al rosa salmone, al lilla, a varie tonalità di rosso, al bianco.
La corolla dei ciclamini è formata da 5 petali, i quali, dapprima si dirigono verso il basso, formando un tubo corto a forma di coppa, poi si dirigono verso l’alto terminando liberi.
Il frutto (il seme) è rappresentato da una capsula di forma sferica. Dopo la fioritura, lo stelo che porta il fiore si attorciglia, portando il frutto a capsula vicino alterreno.

Riproduzione del ciclamino e primo anno di vita

Una nuova pianta di ciclamino nasce dal seme. Il tubero, infatti, non può essere suddiviso e dare vita a nuove piante, come ad esempio avviene per tulipani, narciso, curcuma e zenzero.
I semi si prelevano in estate, quando le capsule che li contengono sono a piena maturità. La semina avviene tra la fine del mese di agosto e il mese di settembre.
Il seme viene interrato a poca profondità, usando piccoli vasetti (4-5 cm di diametro) o fitocelle.
Il terriccio che viene impiegato è un mix di torba al 50% (che trovate quiTorba), terriccio da giardino al 40% (che potete ordinare quiTerriccio universale) e sabbia al 10%. Il mix deve risultare leggero e ben drenante, per questo motivo si aggiunge la sabbia.
Per facilitare la germinazione, abbreviandone i tempi, conviene tenere a mollo i semi in acqua per circa 24 ore.

I ciclamini nati da semi messi a dimora alla fine dell’estate hanno un lungo periodo vegetativo prima della fioritura. Questa avviene di solito a dicembre dell’anno successivo, dopo 14-15 mesi. Nei primi mesi bisogna evitare gli sbalzi di temperatura, questa deve mantenersi intorno ai 20 C° durante il giorno e non scendere sotto gli 8 C° durante la notte.
Se il problema non si pone nel mese di settembre, da ottobre in poi occorre proteggere i giovani germogli.
Il ciclamino si può anche seminare a gennaio, in questo caso però maggiore attenzione alla temperature. L’ambiente per la geminazione dovrà essere protetto e le temperature non dovranno scendere sotto gli 8 C°.
Le piante seminate a gennaio fioriranno comunque a dicembre, ma saranno di dimensioni più piccole.
Per proteggere le piantine nei mesi freddi fin dal primo anno di vita si può usare una serra da balcone come questaSerra per piante

Anni successivi al primo

Tubero di ciclamino
Tubero di ciclamino
Abbiamo detto che per ottenere una nuova pianta di ciclamino si deve partire dal seme, ma anche conservando il tubero in modo corretto si può avere una fioritura ripetuta per più anni.
Dopo la prima fioritura, che termina in genere a febbraio, la pianta perde l’apparato vegetativo e non emetterà nuovi germogli.

In questo periodo il tubero deve essere conservato, mantenendolo nel terriccio, in luogo fresco e con annaffiature molto limitate, totalmente assenti da giugno in poi.
La coltivazione del ciclamino, partendo dal tubero, ricomincia ad agosto. Il tubero viene espiantato dal terriccio nel quale ha vegetato nell’anno precedente e ricollocato in un vaso più ampio. Il vaso va riempito con un substrato di terriccio nuovo, ricco di sostanze organiche. Il tubero non deve essere interrato in profondità, ma messo a dimora appena sotto la superficie.
A questo punto riprendono le annaffiature e dal terreno, a partire da ottobre, spunteranno steli a fiori.

Una pianta di ciclamino può produrre per diversi anni, ripetendo queste operazioni. Com’è ovvio, l’espianto del tubero non è necessario se il ciclamino è cresciuto in piena terra.
E’ molto importante conoscere queste informazioni, in quanto il ciclamino viene di solito venduto in vasi già in fiore, nel periodo natalizio, quindi già con un anno di vita. Le piante in vaso si vendono un po’ dappertutto, potete ordinarle per comodità anche in rete (le trovate quiCiclamini).

Cure colturali, il posizionamento

Il ciclamino richiede un ambiente di coltivazione particolare. Come abbiamo detto, allo stato spontaneo cresce nei sottoboschi. Questo vuol dire che non ama la luce diretta del sole, specie nei mesi estivi. Dunque è il caso di scegliere luoghi ombreggiati. Se coltivati all’interno, invece, i vasi vanno messi vicino a una finestra, ma che non abbia un’esposizione eccessiva al sole.

Il rinvaso

Coltivare il ciclamino richiede diversi rinvasi. Le piante ottenute in estate dal seme vanno trapiantate in inverno, a febbraio, usando vasi di 10 cm di diametro. Il trapianto avviene quando le piante cominciano ad avere molte foglie e un tubero di discrete dimensioni.
Durante il ciclo vitale i ciclamini vengono spostati in vasi di diametro sempre maggiore, in base allo sviluppo della pianta. Il rinvaso è necessario quando il tubero ha colonizzato il vaso per intero.
Il diametro del nuovo vaso può arrivare fino a 13-15 cm per ogni singolo tubero. Com’è ovvio, se abbiamo più tuberi useremo vasi più grandi. Il mix di terriccio che si usa per il rinvaso è uguale a quello descritto in precedenza per la semina.
E’ anche possibile trapiantare i tuberi dal vaso alla piena terra. Il mese ideale per effettuare questa operazione è giugno, quando il tubero è a riposo.

L’irrigazione

L’acqua è molto importante nella coltivazione del ciclamino. La terra deve essere sempre ben umida, soprattutto in primavera-estate. Se in autunno-inverno le innaffiature devono essere limitate, e bisogna intervenire solo quando la terra risulta secca, nei mesi caldi l’acqua andrà data quasi ogni giorno.
Attenzione però a mantenere una certa ventilazione. E’ vero che il terreno deve essere sempre bagnato, ma se questa condizione è associata a caldo e scarsa ventilazione, si crea troppa umidità, che può essere dannosa.
L’umidità eccessiva può dar luogo a botrite, o muffa grigia, una delle malattie più frequenti per questa specie da fiore.
Il rischio è maggiore quando le piante sono in appartamento. All’aperto, invece, il problema è molto più raro.

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