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La lucciola, un insetto che rischia di scomparire

La lucciola è un insetto che tutti noi conosciamo. Ha, infatti, da sempre, un posto di primo piano nel nostro immaginario collettivo. Chi di noi non ricorda le calde sere d’estate in campagna, illuminate da questi particolari insetti? Purtroppo però, le lucciole rischiano, oggi, di essere solo un lontano ricordo della nostra infanzia. In giro nelle nostre campagne se ne vedono sempre meno e secondo alcuni studiosi sarebbero a rischio scomparsa in Italia.

Il perché di questo triste fenomeno è di facile intuizione e ve lo spiegheremo meglio nel nostro articolo. Inoltre vi racconteremo la particolare vita delle lucciole e dei loro rituali di accoppiamento.

Le cause della scomparsa delle lucciole

Paesaggio di campagna pieno di lucciole
Perché non abbiamo più la fortuna di vedere svolazzare una simpatica lucciola in campagna? La prima causa è l’uso indiscriminato di pesticidi nei campi. Le lucciole fanno parte dell’entomofauna rurale del nostro Paese e solo laddove si pratica l’agricoltura biologica, riescono ancora a sopravvivere. Un po’ lo stesso discorso che vale per le api, a forte rischio estinzione nelle aree dove si usano pesticidi chimici.
L’agricoltura intensiva, che usa diserbanti e veleni, porta a questi risultati. E i primi a farne le spese sono i soggetti più deboli della catena, ovvero gli insetti.
Le lucciole poi, sono insetti “carnivori” allo stadio larvale, e si nutrono tipicamente di limacce e chiocciole. Da adulte, invece, si nutrono di polline e nettare, quindi se non trovano fioriture spontanee non riescono a nutrirsi.
Non trovando più “cibo” sono costrette ad allontanarsi dalla campagna.

E qui arriva la seconda causa della scomparsa delle lucciole, ovvero la forte urbanizzazione. Sono sempre più ristrette le aree lasciate libere dal cemento e, come detto, spesso sono infestate dai pesticidi.
Se avete la fortuna di ammirare il volo di questo insetto, vuol dire che siete in un luogo pulito, in un eco-sistema equilibrato, dove riescono a vivere gli insetti utili.
Strettamente collegato al problema dell’eccessiva urbanizzazione, è anche il problema dell’inquinamento luminoso. Le lucciole per accoppiarsi hanno bisogno di scambiarsi segnali di luce e possono farlo solo in un luogo buio. Pensandoci, questo è lo stesso motivo per cui non riusciamo più ad ammirare le stelle…

Le diverse specie di lucciole

Lucciola
La lucciola è un insetto appartenente all’ordine dei Coleotteri, lo stesso delle coccinelle, per capirci. Però la sua famiglia è quella delle Lampyridae.
Nel nostro Paese le specie più diffuse sono:

  • Lampyris noctiluca;
  • Luciola italica.

Entrambe sono semplicemente chiamate lucciole.
La specie Lampyris noctiluca è caratterizzata da uno spiccato dimorfismo sessuale, cioè una forte differenza tra esemplari maschili e femminili.
Il maschio è dotato di ali, corpo e appendici giallastre, pronoto, con una grande macchia scura ed elitre di colore bruno opaco.
La femmina ha invece l’aspetto di una larva e non ha le ali. E’ lunga fino a 25 mm, con pronoto simile a quello del maschio, segmenti addominali di colore bruno e orlati di rosa. Gli esemplari femminili emettono luce per molte ore, mentre i maschi solo per pochi istanti.

La Luciola italica invece ha minori differenze tra maschi e femmine.
Sono entrambi alati, anche se i maschi sono più lunghi e snelli, mentre le femmine hanno un corpo più corto e tozzo. Di solito, quindi, i maschi volano e le femmine restano a terra nascoste nell’erba. Il pronoto, in entrambi i sessi, non ricopre in toto il capo e presenta una macchia rossiccia centrale. Le ali sono di colore marrone-scuro e ricoprono invece tutto il corpo. La parte terminale dell’addome è bianca ed è qui che si ha l’emissione della luce.

Cosa mangiano le lucciole?

Le lucciole sono insetti tipicamente notturni. Sono molto longeve e vivono anche per due o tre anni allo stadio larvale. Come accennato si nutrono di limacce e chiocciole e quindi seguono le loro prede che sono più attive di notte. Le immobilizzano attraverso la trasmissione di un liquido neuro-tossico. Questo liquido agisce lentamente e trasforma la limaccia in una pappina marrone che la lucciola risucchia. Una singola larva può trasportare una preda anche fino a 200 volte il proprio peso e muta quattro o cinque volte nel corso della propria vita.
In inverno le lucciole si riparano in luoghi asciutti e al buio e vanno in stato d’ibernazione, per poi risvegliarsi in primavera.

Perché le lucciole brillano? Il fenomeno della bio-luminescenza

Nella stagione estiva si ha il picco della attività delle lucciole, con il rituale dell’accoppiamento. Nelle calde sere d’estate, soprattutto tra giugno e luglio, le femmine si posizionano in una zona in cui riescono ad essere viste e raggiunte da un maschio. In quel momento attivano la luminescenza nella parte terminale del corpo, mettendola in bella vista.
La luce che emette la lucciola femmina è di un bel colore verde brillante e può rimane accesa per circa 2 ore. Di norma resta accesa finché non arriva un maschio, che può percepirla anche a 15 m di distanza.
Dopo l’accoppiamento, la femmina ritorna nel suo nascondiglio, per riemergere la notte successiva.
Questo particolare rituale si può ripetere anche per 10 notti consecutive.



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