La tutela della biodiversità e la sostenibilità ambientale. L’associazione Inachis Calabria spiega le ali

Oggi parliamo dei temi della biodiversità e della sostenibilità ambientale attraverso la tutela e la valorizzazione della natura. Lo facciamo presentando un’associazione di volontariato, la Inachis. Si tratta di un’associazione nazionale indipendente da poco costituitasi anche in Calabria. In una regione che è spesso abbandonata dalle istituzioni, ma che è ricca di un patrimonio naturale da scoprire e valorizzare, è fondamentale la presenza di giovani che decidono di spendersi in azioni di cittadinanza attiva, per la tutela della natura e della biodiversità in essa custodita. Proprio per queste ragioni abbiamo deciso, quindi, di raccontarvi di questa associazione e delle sue attività. Speriamo in futuro di poterlo fare anche con altre realtà, in modo da riuscire a raccontare esempi virtuosi in tutta Italia e a creare una rete capace di mettere in contatto persone con un fine comune e con la voglia di operare insieme per raggiungere obiettivi utili al territorio, al Paese e all’intera collettività.

Farfalla Inachis Io
Farfalla Inachis Io

Inachis Calabria

Chi è?

L’Inachis Calabria è un’associazione di volontariato formata da un gruppo di giovani, costituitasi sul finire del 2016. Fa parte dell’Inachis Onlus – battiti di ali per la natura, che dal 2008 opera su tutto il territorio nazionale. L’associazione prende il nome da una farfalla, la Inachis Io, comunemente conosciuta come Occhio di Pavone. La sua caratteristica principale è rappresentata dai falsi occhi disegnati sulla parte dorsale del corpo. Questi hanno un significato difensivo. Se la farfalla è attaccata da un predatore, infatti, lei apre di scatto le ali, assumendo l’aspetto minaccioso di una civetta. In questo modo riesce a spaventare gli eventuali assalitori. Questa farfalla viene utilizzata dai ragazzi di Inachis come metafora.

Cosa fa Inachis?

Inachis si occupa di tutela ed educazione ambientale, attraverso azioni di cittadinanza attiva.
Gli scopi dell’associazione sono:

  • Tutelare e valorizzare le risorse naturali e la biodiversità del territorio calabrese. Questo viene fatto tramite diverse iniziative, tra cui le escursioni con visite guidate
  • La diffusione di forme di cittadinanza attiva, attraverso la formazione di gruppi di persone che si occupino di volontariato naturalistico
  • Favorire la sostenibilità ambientale promuovendo progetti, attività ed eventi sociali, culturali e ludici, che consentano la valorizzazione delle risorse naturali presenti nel territorio
  • Promuovere attività di educazione, divulgazione, corsi sull’ambiente e sul tema della sostenibilità ambientale
  • Collaborare con enti pubblici locali per stimolarne l’intervento sul territorio
  • Promuovere la biodiversità del territorio di montagna calabrese, attraverso attività finalizzate alla coltivazione biologica, raccolta e commercializzazione dei prodotti del bosco e del sottobosco
  • Gestire direttamente aree naturali protette e siti di importanza naturalistica e storica, presenti sul territorio e spesso lasciati in stato di abbandono
  • Fare attività di vigilanza attiva sul territorio, per garantire che vi sia il rispetto delle norme poste a tutela dell’ambiente, del paesaggio e degli ecosistemi.
Alba sullo Ionio - Selletta della Porticelle (Parco Nazionale del Pollino)
Alba sullo Ionio (Selletta della Porticelle, Parco Nazionale del Pollino). Foto: Giuseppe Intrieri

L’incontro con Inachis Calabria. La tutela della biodiversità e la sostenibilità ambientale

Ma entriamo ora nel vivo dell’incontro tenutosi domenica 5 febbraio nel Bistrot bio etico Otra Vez Fair café Cosenza, presso il Teatro dell’Acquario.

La Calabria e le sue bellezze naturali da scoprire e tutelare

Alba sul Lago Ampollino - Parco Nazionale della Sila
Alba sul Lago Ampollino (Parco Nazionale della Sila). Foto: Giuseppe Intrieri

Se al centro bisogna mettere la valorizzazione del territorio, allora non si può non partire dalla galleria di immagini che il fotografo naturalista Giuseppe Intrieri ci ha voluto mettere a disposizione (qui trovate la sua pagina Facebook e qui il suo sito personale). Le sue foto ritraggono una natura incontaminata, quella delle montagne dell’Altopiano silano e dei Monti del Pollino. Le immagini, di una bellezza straordinaria, si commentano da sole e ci auguriamo che possano invogliare gli appassionati di percorsi naturalistici a partecipare alle visite guidate organizzate da Inachis Calabria.

Lago Macchialonga Parco Nazionale della Sila
Lago Macchialonga (Parco Nazionale della Sila). Foto: Giuseppe Intrieri

Biodiversità e nutrizione

Il secondo intervento della serata è stato a cura della biologa nutrizionista Martina Bonofiglio, che ha spiegato al pubblico il valore nutrizionale, spesso sconosciuto o poco considerato, che hanno i prodotti agricoli biologici proventi da semi antichi e autoctoni. Ortaggi autoctoni, come ad esempio l’originale Patata della Sila, hanno spesso proprietà nutrizionali superiori a quelle dei normali prodotti che troviamo nei banchi dell’ortofrutta. Purtroppo, però, tracciare una mappa completa di questi prodotti è un’impresa a dir poco ardua. Questo proprio perché la loro produzione si sta ormai perdendo a vantaggio delle sementi ibride propinate dalle multinazionali.

Tutela della biodiversità attraverso il recupero e lo scambio di semi autoctoni

Biodiversità e sostenibilità ambientale (Crocevia Calabria, progetto Semi autonomi)
Biodiversità e sostenibilità ambientale (Crocevia Calabria, progetto Semi autonomi)

L’ultimo intervento dell’incontro è stato a cura di Andrea Giorgia Gullà, in rappresentanza dell’associazione Crocevia Calabria. Andrea ci ha raccontato del progetto Semi autonomi, di cui vi abbiamo già accennato parlando della riproduzione dei semi. Si tratta di un progetto che nasce nel 2013, in Calabria, ed è finalizzato alla ricerca e allo scambio delle sementi tradizionali, conservate e preservate dai contadini locali. Il seme antico racchiude in sé il concetto stesso di biodiversità, ed è solo attraverso lo scambio e la diffusione delle sementi tradizionali che si può davvero ritornare a un modello di agricoltura sostenibile e libero dalle logiche soffocanti del mercato.

Vogliamo chiudere il nostro articolo con una frase di Bob Brac de la Perrière, dell’Association Bede, a cui il progetto Semi autonomi si ispira: “Le sementi contadine sono un patrimonio culturale, il marchio storico dell’attività umana, testimonianza distintiva di una società, di un territorio, di un’epoca. Esse sono oggetto di scambio e di condivisione tra le comunità, luoghi di memoria e legame intergenerazionale”.



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