Il miele e le crocette di fichi secchi. Due ricette semplici e squisite

È arrivato il momento di parlare dei fichi, i frutti più prelibati dell’estate. In particolare nell’articolo di oggi vogliamo parlarvi delle qualità nutrizionali di questo frutto e presentarvi due ricette tipiche della tradizione calabrese, che lo trasformano in una conserva per il periodo invernale, ossia il miele di fichi e le crocette di fichi secchi.
Questo frutto, in genere, giunge a maturazione nel periodo compreso tra agosto e settembre, ma con queste tecniche di preparazione sarà possibile gustarlo anche nei periodi più freddi dell’anno.

La produzione e la diffusione dei fichi

Attualmente i maggiori produttori di fichi sono i paesi europei del Mediterraneo, in particolare Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia. E quelli del Nord Africa, come Egitto, Marocco, Algeria.
L’Italia è uno dei maggiori produttori a livello mondiale, e sicuramente a livello qualitativo le produzioni sono tra le migliori.
La produzione è concentrata nelle regioni meridionali, in Calabria in maniera particolare.

Ed è proprio dalla tradizione Calabrese che nascono le due fantastiche ricette che vi presenteremo tra poco. Per la loro realizzazione si utilizza la varietà di fico “Dottato”, coltivazione tipica di queste zone.

miele di fichi-crocette di fichi secchi- varietà fico Dottato
Varietà fico Dottato

Ma prima vediamo quali sono gli aspetti nutrizionali dei nostri dolci frutti.

Valori nutrizionali

Se finora, nei nostri articoli, vi abbiamo sempre parlato di ortaggi ipocalorici, ideali per la dieta ecc., con i fichi necessariamente il discorso cambia. Contengono una grande quantità di carboidrati composti da zuccheri, sotto forma di glucosio e fruttosio. La proporzione è all’incirca di 16gr. ogni 100 del peso totale. L’altra parte di carboidrati è costituita da fibra alimentare 2,9 gr. L’intera scheda potete trovarla qui.

I fichi sono un frutto nutriente. In tempi antichi veniva usato come paga della giornata di lavoro, proprio per il suo potere nutrizionale, l’alta digeribilità e gli effetti benefici per l’organismo. Attenzione alle calorie, sono 74 per 100 gr., che in caso di essiccamento e successive lavorazioni, aumentano notevolmente. A nostro avviso è un frutto adatto agli sportivi, da assumere prima di un allenamento, per avere energie facilmente disponibili.

miele di fichi e crocette di fichi secchi
Running

Detto questo, chiunque dovrebbe gustarli e consumarli in totale libertà. Anche perché, obiettivamente, i fichi sono i principi dei frutti estivi.
Ma veniamo alle preziose ricette della tradizione calabrese.

Il miele di fichi

Il miele di fichi o “meli ‘i ficu”, non ha nulla a che vedere con il miele d’api. È una ricetta tipica calabrese veramente particolare, che porta all’estrazione del nettare del fico.
Capiamo come.
Innanzitutto vi diciamo che è una ricetta che ha una bassa resa, altissima però in termini di qualità e del successivo utilizzo in dosi moderate.
Per farla serve una bella quantità di fichi maturi al punto giusto. Circa 2 kg.
Noi vi consigliamo di scegliere tra quelli che hanno l’interno scuro, come il Dottato Cosentino, sia nelle versione verde che viola.

fico dottato verde e viola
Fico dottato, verde e viola

Se utilizzerete delle varietà più chiare avrete un prodotto finale di colore meno intenso, ma comunque buono.

La ricetta del miele di fichi

La prima operazione da fare è il taglio dei fichi. Successivamente si procede alla bollitura, che deve essere molto lenta e prolungata. Mescolate ripetutamente. Attenzione perché non stiamo facendo la marmellata, quindi quello che ci interessa è ottenere lo scioglimento del frutto per ricavarne il miele. Per evitare attaccamenti nella fase iniziale riempite a metà la pentola con acqua. Questa prima bollitura può durare anche 2 ore, finché il composto non sarà ben disciolto e omogeneo.

miele di fichi
Prima bollitura

A questo punto bisogna filtrare la parte più liquida che andrà separata dai semi e dalla buccia residua.
Utilizzate una seconda pentola vuota e ponetevi sopra un colino delle giuste dimensioni. Quindi versate il composto della prima bollitura poco per volta. Le maglie del colino devono essere molto fini.
Mescolate e fate scendere accuratamente, togliendo via via le parti rimaste solide, che conserverete per una buona crostata.
Terminata questa operazione si procede alla seconda bollitura, da fare a fuoco lento, mescolando ripetutamente, per almeno 3 ore.

miele di fichi
Seconda bollitura

Il procedimento è molto lungo, bisogna avere pazienza ed aspettare che il composto si addensi al massimo.
Alla fine del processo otterrete questa consistenza.

miele di fichi
Miele di fichi

Con i 2 kg. di fichi di partenza otterremo circa 500 ml. di miele, abbastanza per riempire un bel barattolo.
Il vaso sterilizzato, come spiegato nella ricetta delle zucchine sottolio e in quella dei pomodori secchi, dovrà essere chiuso ermeticamente, ma non sottoposto alla successiva bollitura per il sottovuoto. Quest’ultima operazione, infatti, in questo caso non è necessaria.

vasetto di miele di fichi
Vasetto di miele di fichi

Il miele di fichi, se conservato in un luogo asciutto, può mantenersi integro anche per due anni.

Utilizzi del miele di fichi

Il miele di fichi che avrete ottenuto è una vera prelibatezza dai mille usi. Nella tradizione calabrese viene utilizzato nella preparazione dei dolci tipici di natale, come i mostaccioli.

Il suo aroma eccezionale lo rende adatto anche al consumo tal quale, per accompagnare, ad esempio, dei formaggi forti.
Personalmente l’utilizzo che ne preferisco, però, appartiene al folklore popolare e ai ricordi da bambino, ossia mescolato alla neve fresca, come una sorta di granita, chiamata “scirubetta”.

scirubetta di miele di fichi
Vasetto di miele di fichi-scirubetta

Vi posso assicurare che una volta provata non potrete farne a meno ogni volta che vedrete un fiocco di neve!

Le crocette di fichi secchi

Dopo aver spiegato la ricetta del miele, non possiamo esimerci dal parlare anche delle crocette di fichi secchi.
Anche questa seconda ricetta ha origini calabresi ed è tradizionale soprattutto nel territorio cosentino.

Le crocette di fichi secchi, o “crucette”, a nostro avviso sono il top della lavorazione del fico.
Il nome deriva dalla particolare lavorazione e dalla forma che assume il prodotto una volta terminata la lavorazione, ossia quella di una piccola croce.

Crocette di fichi secchi
Crocette di fichi secchi

La ricetta delle crocette di fichi secchi è veramente molto semplice. Il prodotto finale vi lascerà stupiti per la ghiottoneria che avrete preparato.
Ma veniamo agli ingredienti.

Per una singola crocetta occorrono:

  • 4 fichi secchi
  • 2 noci sgusciate (o 4 mandorle)
  • 1 foglia di alloro
  • Un po’ di scorza d’arancia

Passo 1

Lavate con acqua corrente i vostri fichi secchi e ammorbiditeli con le mani prima di tagliarli in due. Abbiate cura che le due metà rimangano attaccate all’altezza del picciolo.
Disponete i primi due frutti secchi aperti a croce, e riempite con le noci e la scorza d’arancia.
Crocette di fichi secchi

Passo 2

A questo punto bisogna chiudere la crocetta, con gli altri due fichi secchi a loro volta aperti. È importante cercare di far combaciare le estremità. Per facilitare questa operazione, se possibile, scegliete frutti di uguale dimensione. Alla fine otterrete una croce o, se vogliamo, una sorta di fiore con quattro petali.
Pressate bene ma con delicatezza e disponete in una teglia con carta da forno
Crocette di fichi secchi

Passo 3

L’ultimo passaggio è quello al forno, preriscaldato ad una temperatura media. Lasciate rosolare le vostre crocette di fichi secchi per circa 10 minuti a lato, o comunque finché non risultano belle dorate.

Crocetta di fichi secchi ben rosolata
Crocetta ben rosolata

Lasciate raffreddare e conservate il tutto in un cesto di vimini con coperchio o in un barattolo di vetro. All’interno aggiungete la foglia di alloro, che donerà ulteriore profumo e aiuterà la conservazione.
Le crocette di fichi secchi si conservano a lungo. Possono essere consumate come dolce, accompagnate da un buon vino passito, durante tutto il periodo invernale (se c’arrivano!)
Si tratta di una vera squisitezza, per cui è una ricetta davvero da provare.
Buon appetito.



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