Funghi porcini. Trucchi, segreti e accortezze per trovarli con facilità

Oggi parliamo dei funghi porcini e della loro raccolta. Ovviamente, parlare in maniera organica dell’intero mondo dei funghi richiederebbe una trattazione molto lunga e complessa.
Le leggi regionali per la regolamentazione delle raccolta dei funghi, infatti, prevedono spesso il rilascio di una tessera o il pagamento di una piccola tassa, al fine di una “compensazione ambientale”. Detto ciò, in questa sede vogliamo concentrare la nostra attenzione sui funghi più conosciuti e presenti sul nostro territorio, ossia, i funghi porcini.

Impariamo quindi a riconoscere questa varietà con assoluta certezza e scopriamo in che periodo avviene la sua crescita spontanea nei boschi. Cerchiamo di capire, inoltre, come raccoglierli seguendo alcuni accorgimenti tecnici e, soprattutto, rispettando la natura.

L’identificazione e le condizioni di crescita dei funghi porcini

I funghi porcini sono un’ampia famiglia di funghi appartenente al genere Boletus.
I micologi ne hanno individuato e classificato fino a 12 specie differenti. La più conosciuta è la Boletus Edulis, appunto il comune porcino.

funghi porcini-boletus-edulis
Boletus edulis

Le caratteristiche morfologiche di questa specie di funghi porcini sono:

  • Il cappello ha un diametro variabile solitamente dai 5 ai 25 cm., di consistenza compatta e carnosa, dalla forma a coppa. Il colore varia dal marrone chiaro al marrone scuro, con tendenza ad essere più chiaro lungo il margine. La superficie del cappello è leggermente umida, viscosa, non vellutata bensì rugosa.
  • I tuboli, ossia la parte inferiore del cappello, sono di colore inizialmente bianco, poi giallastro. Sono lunghi e quasi liberi. Per questo motivo si distaccano facilmente dal cappello.
  • I pori seguono diverse fasi, inizialmente sono chiusi e fini. Appena aperti sono bianchi o grigiastri. A maturità sono gialli.
  • Il gambo è di diametro e lunghezza variabile, molto grosso e pieno. Inizialmente è di colore bianco pallido, in fase di maturità somiglia invece al colore del cappello, quindi brunastro.
funghi porcini-porcino-dal-basso
Porcino dal basso
  • La carne, sempre di colore bianco, anche dopo l’essiccazione (al massimo tendente al nocciola chiaro). Gustosa, soda, profumata.
  • Le spore, di colore bruno olivastro.

I comuni funghi porcini crescono sotto diversi alberi e a diverse latitudini. Partendo dall’altezza di 700-800 mt. s.l.m di un bosco di castagno, nascono sotto le querce e i faggi. Ad altezze fino ai 1500-1600 metri li ritroviamo nei boschi di pini.

funghi porcini-porcino-di-castagno
Porcino di castagno

Quando nascono i funghi porcini?


La nascita spontanea dei funghi porcini riesce ad abbracciare ben tre stagioni. Di solito nascono tra la primavera e l’estate, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Poi, se le condizioni meteo sono favorevoli, cioè in caso di precipitazioni estive, già a fine agosto iniziano a comparire nei boschi. Sono i mesi di settembre e ottobre, però, a dare maggiori soddisfazioni. Specie in annate piovose all’inizio del mese di settembre. La raccolta si protrae per tutto il mese di ottobre e può continuare anche nel mese di novembre.

Chiaramente, queste sono indicazioni di massima. In una stagione normale, i funghi sono molto influenzati dalle condizioni meteo. Vi potranno essere quindi delle annate più favorevoli, con raccolti eccezionali, altre meno, con ricerche più difficili. Naturalmente, il prezzo di mercato dei funghi porcini è fortemente influenzato da questo fattore.

funghi porcini-raccolta-generosa

La condizione fondamentale per la nascita dei funghi, ad ogni modo, è semplice: prima deve piovere e poi deve fare caldo.
Attenzione però alla presenza del vento: lo scirocco e la tramontana, ad esempio, ne bloccano la crescita.

Le altre specie di funghi porcini rilevanti

Le considerazioni fatte finora valgono per i funghi porcini comuni, Batelus edulis. Tuttavia è interessante scoprire quali sono le altre specie di funghi porcini che in maniera più o meno frequente, possiamo trovare nei nostri boschi.
Limitiamo l’identificazione a quelle specie più apprezzabili dal punto di vista organolettico e quindi dal valore commerciale più elevato.
Vediamo quali sono.

Porcino nero

La prima varietà di funghi porcini che vi proponiamo è la Boletus Aereus, o meglio noto porcino nero o bronzino. Si tratta della tipologia più pregiata.

funghi porcino-porcino-nero-boletus-aereus
Porcino nero – Boletus aereus

È un fungo facilmente riconoscibile, molto compatto e robusto. Si differenzia dal classico porcino per il colore del cappello, molto scuro, quasi nero per l’appunto. Il porcino nero predilige i boschi di conifere, ossia pini. Si trova dal nord al sud Italia. Ma non facilmente e non dappertutto.

Porcino d’estate

Un’altra specie è rappresentata dai funghi porcini Boletus Aestivalis. Meglio conosciuti come porcini d’estate, si tratta di una varietà molto comune.

funghi porcini-porcino-destate-boletus-aestivalis
Porcino d’estate – Boletus aestivalis

Come bosco di crescita predilige querce, faggi e castagni. Si riconosce per il colore più chiaro rispetto al porcino comune. Inoltre il suo cappello tende a screpolarsi con il caldo secco.
Il porcino d’estate è diffuso su tutto il territorio nazionale e lo ritroviamo da maggio a settembre. Le qualità organolettiche sono molto buone, simili a quelle del classico porcino.

Porcino dei pini

Altra specie molto pregiata è il Boletus pinophilus, meglio conosciuto come porcino dei pini o porcino rosso.

funghi porcini-porcino-rosso-boletus-pinophilus
Porcino rosso – Boletus pinophilus

Si riconosce facilmente per il colore del cappello, tendente al rosso. Il fusto è scuro, molto grosso e compatto.
Cresce tra i pini, ad altezze superiori ai 1.200 mt., tipicamente in autunno, ma fa delle apparizioni anche in primavera.
È una delle varietà più ricercate e ambite dagli appassionati.

La raccolta dei funghi porcini consigli pratici

Raccogliere funghi porcini è una pratica che richiede molta esperienza. In modo particolare per quanto riguarda la conoscenza dei boschi e del territorio.
È bene non lasciare spazio all’improvvisazione e recarsi in luoghi conosciuti e battuti anche da altri appassionati. Ciò, ovviamente, potrebbe essere controproducente, vista la “concorrenza”, però è un accorgimento importante per evitare di perdersi.

È buona norma, inoltre, informare qualcuno del percorso che si sceglie di battere. In questo modo è possibile essere rintracciati in caso di problemi, come ad esempio un cambio repentino delle condizioni meteorologiche.

funghi porcini-bosco-di-castagni
Bosco di castagni

Il bosco deve essere scandagliato alla ricerca di funghi porcini muovendosi sempre a zig zag. Inoltre è bene partire dal basso verso l’alto, così da poter scorgere i funghi quando si esce dal sentiero.
Esistono poi delle regole da rispettare nel bosco, per salvaguardare l’ecosistema stesso. Eccone alcune.

Regole per rispettare la natura durante la raccolta dei funghi porcini

Innanzitutto non è possibile utilizzare rastrelli o attrezzi simili per smuovere il sottobosco in cerca di funghi. Aiutatevi piuttosto con un semplice bastone di legno. Scavare in maniera indiscriminata può danneggiare il sottobosco e la stessa riproduzione dei funghi.



Se volete davvero trovarli, non fermativi al primo sguardo, spesso i funghi sono coperti dalla vegetazione. Inoltre nascono nei posti più difficili da scorgere ad una prima occhiata.

funghi porcini-porcino-nascosto-tra-la-vegetazione-del-bosco

Altra regola fondamentale per il rispetto della natura è quella di evitare di raccogliere funghi velenosi o non commestibili per il solo gusto di farlo, lasciandoli poi a terra. Ogni elemento del bosco ha il suo ruolo e va rispettato.

Un importante divieto è quello di utilizzare per il trasporto buste di plastica o contenitori chiusi. È buona regola utilizzare un cestino, in modo che le spore possano ricadere sul terreno e generare ulteriori funghi.

funghi porcini-cestino-per-la-raccolta

In alternativa al classico cestino si possono utilizzare degli apposti zaini sporta, molto comodi.

funghi porcini-zaino-sporta-per-la-raccolta

Sono zaini con una struttura rigida, non chiusi nella parte inferiore, in modo da consentire la diffusione delle spore.
Uno zaino adatto lo trovate qui.

Come appena accennato, buona regola, appena si raccoglie un fungo, è lasciarne cadere le spore nel luogo del ritrovamento. L’ideale sarebbe cercare di ricordare quel luogo (e tenerlo per sé). In questo ci sono ottime probabilità di ritrovare nello stesso punto altri funghi, l’anno successivo.
Altro consiglio è quello di non raccogliere funghi porcini troppo giovani, che non sono arrivati alla giusta maturazione. Inoltre evitate la raccolta di esemplari in stato di degrado o ammuffiti.
Come strumento di raccolta si consiglia di utilizzare un coltello a uncino. In questo modo potrete tagliare agevolmente il fungo da sotto, senza provocare danni.
funghi porcini-funghi-appena-raccolti

Avvertenza per neofiti

Infine, regola fondamentale soprattutto per i neofiti, è quella di far verificare la bontà dei funghi raccolti a chi di competenza. Di solito esistono degli appositi uffici sanitari per il riconoscimento. Le specie di funghi presenti in un bosco possono essere innumerevoli. Se non si ha una conoscenza assoluta della materia è opportuno evitare inutili rischi.
funghi porcini-fungo-che-guarda-il-bosco

Arrivati a questo punto non ci resta che augurarvi buona fortuna e soprattutto una raccolta soddisfacente!

Se l'articolo vi è piaciuto SEGUITECI ANCHE SU FACEBOOK




2 thoughts on “Funghi porcini. Trucchi, segreti e accortezze per trovarli con facilità

  • novembre 19, 2016 at 2:10 pm
    Permalink

    In realtà il problema di mettere funghi velenosi con quelli buoni implica solo il fatto che in caso di rottura dei velenosi i pezzetti potrebbero essere consumati perché non più riconoscibili. Ad ogni modo mai raccogliere specie che non si conoscono, i funghi non si conoscono nè su internet nè sui libri.

    Reply
    • novembre 19, 2016 at 2:24 pm
      Permalink

      Sì, nell’articolo diciamo di evitare di raccogliere i funghi velenosi e, soprattutto, di far verificare la bontà dei funghi raccolti a chi di competenza.

      Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *