La cavolaia, ecco le strategie per la difesa biologica

Oggi concentriamo la nostra attenzione sulla cavolaia, un insetto che chiunque ha un orto conosce bene e teme. Questa specie di lepidottero è particolarmente attratto dai cavolfiori, dai broccoli neri, dalle verze. Insomma, tutti ortaggi che ci apprestiamo a coltivare nella stagione autunnale. Impariamo quindi a riconoscere tempestivamente la cavolaia, in modo da poter attuare una strategia di difesa biologica, che ci consentirà di arginare tranquillamente il diffondersi nelle nostre colture di questo fastidioso e dannoso insetto.

La cavolaia

La cavolaia, nome scientifico Pieris brassicae, è un insetto appartenente all’ordine dei Lepidotteri, sottordine degli Eteroneuri, famiglia dei Pieridi. Lo stadio larvale è quello che interessa maggiormente la nostra trattazione, e possiamo vederlo nella foto in basso.

La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - larva di cavolaia
La cavolaia – riconoscimento e difesa biologica – larva di cavolaia

La larva di cavolaia è facilmente riconoscibile per via della sua particolare colorazione. Il colore predominante, infatti, è un giallo acceso, con piccole macchie nere irregolari. Anche la testa è nera, con una forma arrotondata. Sul dorso sono presenti dei sottili peli bianchi, fortunatamente assolutamente non pericolosi come quelli della processionaria del pino.
La farfalla adulta invece, presenta ali di colore bianco, che possono raggiungere anche la larghezza di 60 mm., con delle caratteristiche macchie nere.

La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - farfalla adulta di cavolaia
Farfalla adulta di cavolaia

Del tutto simile alla Pieris brassicae (o cavolaia maggiore) è la Pieris rapae (rapaiola o cavolaia minore). Le larve sono più tendenti al verde, ma comportamento e danni sono analoghi.

Ora vediamo nel dettaglio i ciclo biologico, che ci aiuterà a comprendere meglio il comportamento di questi lepidotteri.

Ciclo biologico


Innanzitutto vediamo nella foto in basso una sintesi del ciclo biologico della cavolaia. Qui vengono rappresentate le farfalle adulte (femmina e maschio), le uova, la larva e la crisalide.

La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - i diversi stadi della cavolaia
I diversi stadi della cavolaia

Nei mesi invernali la cavolaia sverna allo stadio di crisalide rimanendo appesa nei più svariati anfratti. Posti tipici possono essere la corteccia di un albero, la crepa di un muro, un mattone forato, ecc.

La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - crisalide di cavolaia
La cavolaia – riconoscimento e difesa biologica – crisalide di cavolaia



All’inizio della primavera iniziano a riapparire i primi adulti che fino alla fine del mese di maggio compiono il cosiddetto primo volo, con connesso accoppiamento.
Gli adulti depongono le uova nella pagina inferiore delle foglie delle crucifere, che di solito in quel periodo trovano in abbondanza.
La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - ovideposizione della cavolaia

Dopo un periodo di circa quindi giorni, le uova si schiudono. Prendono così vita le larve della prima generazione che arrivate a maturità si incrisalidano nuovamente.
Generalmente nel mese di luglio appaiono nuovamente gli adulti, cosiddetto secondo volo. Questi, attraverso l’accoppiamento, danno vita alla seconda generazione, e così via.
A seconda del clima la cavolaia può arrivare a compiere anche 4 generazioni in un anno. Dunque la sua presenza, può protrarsi fino ad autunno inoltrato.

Danni provocati dalla cavolaia

La cavolaia è diffusa sul tutto il territorio nazionale, la possiamo trovare anche a quote superiore i 2000 mt. S.l.m. Vista la sua grande prolificità desta una certa preoccupazione, anche perché è presente in tutti i periodi dell’anno, ad eccezione della stagione invernale in cui sverna.
Come il nome volgare suggerisce, la cavolaia è un lepidottero particolarmente attratto dai cavoli. Per cavoli intendiamo cavolfiori, broccolo nero, verza ed in generale tutte le crucifere.
Il danno si manifesta attraverso l’alimentazione delle larve (azione trofica), ghiotte delle foglie dei cavoli, che mangiano e rosicchiano finché possono, risparmiando solo le nervature centrali delle foglie più dure.

La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - danni da cavolia su foglie di cavolfiore
Danni da cavolaia su foglie di cavolfiore

Questa vorace attività può compromettere lo sviluppo equilibrato della pianta, e se perpetuato nelle fasi iniziali della crescita può portare alla fine della coltura.
Un altro fattore di pericolosità è che le larve spesso agiscono in gruppo e quindi molto velocemente, per cui è necessaria un’identificazione e difesa tempestiva.

La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - gruppo di cavolaia su foglia di cavolfiore
Gruppo di cavolaia su foglia di cavolfiore

Difesa biologica

Rispetto ad altre specie di Lepidotteri, come la tuta absoluta del pomodoro che abbiamo conosciuto in questo articolo, fortunatamente la difesa biologica contro la cavolaia è più semplice.

Macerato di pomodoro

Innanzitutto è molto sensibile al macerato di foglie e femminelle di pomodoro, che abbiamo studiato in un precedente articolo.
Le larve di cavolaia, se toccate dal composto naturale, saltano letteralmente via dalle foglie, e girano alla larga. Dunque il macerato di pomodoro può essere utilizzato sia come preventivo che ad infestazione in atto.
Si consiglia l’applicazione o come tutti i macerati e preparati naturali nelle ore serali, oppure alle prime luci dell’alba, momenti in cui le larve sono più attive.
Durante le ore centrali della giornata, specie se le temperature sono elevate, le larve preferiscono rifugiarsi nel terreno, per poi riprendere la loro attività con il fresco.
Ulteriore attenzione alla bagnatura della pagina inferiore delle foglie, in cui le larve di cavolaia sono solite raggrupparsi.

Bacillus thuringiensis varietà kurstaki

Altro metodo di difesa biologica contro le larve di cavolaia, è il bacillus thuringiensis varietà kurstaki.
Il bacillus thuringiensis, come sappiamo, è molto più efficace negli stadi larvali giovanili, piuttosto che sulle larve più sviluppate. Naturalmente, vista la sua alta selettività, è totalmente inefficace ed innocuo sulle farfalle adulte.

La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica
Giovani larve

E’ dunque necessario comprendere il momento giusto in cui intervenire con questo tipo di prodotto, onde evitare inutili applicazioni.
Anche in questo caso consigliamo l’applicazione nelle ore fresche della giornata, questo, oltre che per colpire un numero maggiore di larve, anche per rallentare l’elevata fotolabilità (cioè rapida degradazione) del bacillus thuringiensis (di cui vi abbiamo abbondantemente parlato) all’esposizione dei raggi solari. Se volte acquistare il prodotto potete trovarlo qui.
Ricordiamo che questo prodotto, assolutamente naturale, non è considerato un fitofarmaco.

Predatori naturali

Un altro fattore che rende la cavolaia meno dannosa di altre specie di lepidotteri è la presenza di molti insetti predatori naturali, che contribuiscono a controllare la popolazione.
In particolare gli imenotteri ed i ditteri con diversi meccanismi d’azione contribuiscono a limitare la diffusione della cavolaia, vediamo quali sono i principali.

  • Innanzitutto il più conosciuto è l’imenottero Apanteles glomeratus, che vediamo nella foto in basso allo stadio adulto.
La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - apanteles glomeratus adulto
Apanteles glomeratus adulto

Ma non sono gli adulti che si nutrono delle larve di cavolaia. Sono bensì le larve stesse di questo imenottero endoparassitoide, che parassatizzano (cioè si nutrono) le larve di cavolaia, come si vede in questo video.

Altri due predatori naturali della cavolaia sono:

  • L’imenottero oofago Trichogramma evanescens. Con il termine oofago si intendono quegli insetti che depongono le loro uova all’interno di quelli di altri insetti, quindi è un parassita delle uova.
La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - Trichogramma evanescens
Trichogramma evanescens
  • E il Phryxe vulgaris, un dittero Larvevoride, anch’esso parassitoide delle larve di cavolaia.
La cavolaia - riconoscimento e difesa biologica - Phryxe vulgaris
Phryxe vulgaris
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4 thoughts on “La cavolaia, ecco le strategie per la difesa biologica

  • settembre 17, 2016 at 8:24 am
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    Peccato che le larve siano dannose, perchè la farfalla adulta è molto bella!

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  • dicembre 11, 2016 at 2:02 pm
    Permalink

    Io coltivo un piccolo orto familiare in montagna a 1300 mt dove la cavolaia è sempre presente e provoca parecchi danni. Io ho risolto il problema proteggendo i cavoli sotto una rete a maglie strette tenuta sospesa da archetti. Le cavolaie così non riescono a raggiungere le foglie per ovideporre e se ne vanno altrove. Basta fare attenzione a non chiuderle sotto la rete intanto che la si installa. Potrebbe sembrare banale ma appena trapianto le piantine di cavolo nell’orto, nel giro di un’ora o due si vedono arrivare le cavolaie che hanno un olfatto finissimo e si mettono subito al lavoro. Provare per credere!

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